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Quali sono gli Effetti a Breve Termine?(www.sanpatrignano.org)

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Cocaina. Quali sono gli effetti a breve termine?

Gli effetti della cocaina si manifestano quasi subito dopo il suo uso e possono durare da alcuni minuti ad ore. Coloro che utilizzano cocaina in piccole quantità (fino a 100 milligrammi) si sentono euforici, pieni di energia, disposti alla conversazione e mentalmente attivi, attenti in particolare alle sensazioni visive, uditive e tattili. La cocaina può anche diminuire temporaneamente il desiderio di mangiare e dormire. Alcuni consumatori riferiscono che la droga li aiuta a compiere sforzi intellettuali e fisici più rapidamente; altri parlano di effetti opposti.
La durata degli effetti euforici di questa droga dipende dal modo in cui è stata utilizzata. Più veloce è l’assorbimento nel sangue (come nel caso dell’iniezione in vena o dell’inalazione del fumo), più intenso è l’effetto e più breve la sua durata. Le sensazioni di benessere provocate dall’inalazione possono durare dai quindici ai trenta minuti, mentre quelle conseguenti al fumo variano dai cinque ai dieci minuti.
Gli effetti fisiologici a breve termine che la cocaina produce sono: contrazione dei vasi sanguigni, dilatazione delle pupille, aumento della temperatura corporea, del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa. Se le quantità utilizzate superano i 100 milligrammi gli effetti si intensificano e possono provocare comportamenti inusuali e violenti. I consumatori possono provare tremori, vertigini, spasmi muscolari, paranoia e, dopo successive assunzioni, reazioni tossiche simili a quelle prodotte dall’avvelenamento da anfetamina. Tra gli effetti a breve termine della cocaina è da segnalare la riduzione della percezione del rischio che può originare comportamenti pericolosi per il consumatore stesso e per la salute di terzi (ad esempio guida pericolosa). Alcuni utilizzatori riferiscono di sentirsi irritabili, agitati e di soffrire di ansia. In qualche rara occasione, l’uso di cocaina per la prima volta può provocare una morte improvvisa. I decessi per cocaina sono provocati generalmente da arresto cardiaco o da convulsioni causate da blocco respiratorio.

E quelli a lungo termine?

La cocaina provoca una forte assuefazione. Una volta provata, è molto difficile controllarne e limitarne l’uso. Si ritiene che la dipendenza da questa sostanza e i suoi effetti stimolanti siano il risultato della sua capacità di impedire l’assorbimento della dopamina da parte delle cellule nervose e di provocarne, quindi, un accumulo nell’organismo. Il cervello produce dopamina come sistema di gratificazione e il funzionamento di molte droghe dipende direttamente o indirettamente dalla maggiore o minore presenza di questa sostanza nell’organismo.
La cocaina può inoltre provocare una considerevole tolleranza in chi la assume tanto che molti tossicodipendenti riferiscono di non riuscire a provare le stesse sensazioni di piacere dopo un uso continuato. Allo stesso tempo, alcuni individui possono sviluppare nel tempo una maggiore sensibilità agli effetti anestetici e convulsivi di questa sostanza, tanto da provocarne la morte dopo l’assunzione di quantità relativamente piccole.

Quali sono le complicazioni mediche provocate dal suo uso?

Esiste una notevole quantità di complicazioni mediche associate all’uso di cocaina. Fra le più frequenti, le complicazioni cardiovascolari, come irregolarità nella frequenza del cuore, malattie cardiache, i problemi respiratori che provocano dolori al petto, gli effetti neurologici che causano ictus, convulsioni ed emicranie, le complicazioni gastrointestinali che provocano dolori addominali e nausea.
L’uso di cocaina provoca vari tipi di malattie cardiache. Si sa che questa droga causa fibrillazione ventricolare, accelera i battiti del cuore e la respirazione, aumenta la pressione arteriosa e la temperatura del corpo. I sintomi fisici possono includere confusione mentale, dolore al petto, febbre, spasmi muscolari, convulsioni e coma.
Gli effetti negativi della droga sono collegati alle diverse modalità di assunzione. Quando la si inala regolarmente, ad esempio, la cocaina può provocare una perdita di sensibilità dell’olfatto, causare emorragie nasali, problemi di deglutizione, raucedine ed una irritazione del setto nasale che causa una condizione cronica di irritazione delle narici e di secrezione di muco. Quando viene ingerita, la cocaina può provocare cancrena all’intestino perché riduce il flusso di sangue. Coloro che la iniettano possono contrarre flebiti ed altre infezioni, come anche reazioni allergiche alla droga o alle altre sostanze da taglio ad essa associate. La cocaina tende a ridurre il desiderio di alimentarsi, per cui il suo uso abituale provoca perdite di peso e malnutrizione.
Gli scienziati hanno dimostrato che esiste un’interazione potenzialmente pericolosa tra cocaina e alcol. Quando queste due sostanze vengono consumate contemporaneamente, la cocaina viene in parte trasformata in cocaetilene, il cui effetto sul cervello è più potente e tossico.

Esistono rischi di contrarre l’AIDS o le epatiti?

Si, i tossicodipendenti da cocaina, ed in particolare quelli che si iniettano la sostanza, sono esposti a un rischio maggiore di contrarre malattie infettive come l’AIDS o l’epatite B e C. La realtà è che l’uso di droghe è una dei principali fattori di rischio di sieropositività. La propagazione dell’HIV provocata dall’uso di droghe si verifica con lo scambio di siringhe o con la trasmissione del virus da madre a figlio durante la gestazione. Le ricerche dimostrano anche che l’uso di droghe interferisce con la capacità di giudizio sui rischi che si possono correre, per cui i consumatori tendono a non prendere precauzioni in rapporti sessuali o a prostituirsi in cambio di droga.
Allo stesso tempo, si sta verificando un aumento della diffusione di epatite C tra i tossicodipendenti che si iniettano droghe. Le stime attuali indicano che la percentuale di persone infette in questo segmento di popolazione è particolarmente elevata e compresa tra il 65 e il 90 per cento. Allo stato attuale, non esiste una vaccino contro il virus dell’epatite C e l’unico trattamento disponibile è molto costoso, spesso inefficace e può produrre considerevoli effetti collaterali

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