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  • Borsaioli e Strategie (Parte Settima) - Strategie di Breve Periodo

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  • finalmente ci siamo, qui ci dedichiamo al gruppo degli operatori di breve periodo, operatori e non operatori/investitori, perche' in questo gruppo l'investimento trova ben poco spazio. i traders di breve periodo hanno scelto l'operativita' come un lavoro, magari part time, in qualche caso anche pochi minuti al giorno (ma tutti i giorni), non si tratta piu' di un hobby o di un collocamento del capitale, e' una vera attivita', con le sue regole e che vuole l'impegno che merita.

    serve una fonte di dati per rilevare le quotazioni, un canale per passare gli ordini a commissioni le piu' limitate (facciamo molte operazioni, non possiamo pagare molto), e direi che organizzare tutto su un computer sia abbastanza necessario.

    cominciamo con qualche precisazione e qualche concetto :

    il capitale.

    la difesa del capitale e la sua conservazione sono l'esigenza primaria. il capitale e' diventato uno strumento di lavoro, non ci si puo' permettere di perdere lo strumento del proprio lavoro, se succede non si puo' piu' lavorare.

    non ricordo chi scriveva che un trader senza capitale e' come un soldato senza fucile.

    una cosa deve essere ben capita: il capitale non serve per fare le operazioni, come sembra e come in parte e' anche vero, ma serve soprattutto "per sopportate le perdite".



    - ma come, non abbiamo ancora cominciato, e gia' parliamo di perdite ?

    - certo, perche' dobbiamo essere ben convinti che le perdite sono fisiologiche, ci sono e ci saranno sempre. Un bravo trader americano ha scritto, e scusate se l'avessi gia' detto, ma ripeterlo non guasta : "fare del trading senza perdere, e' come pretendere di respirare solo inspirando":

    - allora guardiamo piu' alle perdite che ai profitti ?

    - certamente, sono le perdite da tenere d'occhio e controllate, i profitti vengono da soli.

    visto che dobbiamo perdere, cerchiamo di perdere poco, anche perche', perdendo poco, possiamo anche perdere piu' volte, ed anche piu' volte successive, come purtroppo ci capitera'. ma ci capitera' anche di avere dei profitti, e se la strategia scelta si dimostrera' valida, questi profitti si verificheranno piu' volte delle perdite, ed il bilancio finale sara' positivo.

    cominciamo ad introdurre il concetto di "tick".

    un tick e' pari a un centesimo di euro, per i titoli quotati a due decimali. prendendo questo tick come campione, possiamo dire che :

    il minimo spostamento di un titolo azionario quotato a tre decimali (fineco, finmeccanica, seat) e' pari 0,10 di tick, un millesimo di euro

    il minimo spostamento di un titolo quotato a due decimali, vale un tick, un centesimo di euro

    il minimo spostamento del minifib, vale 500 ticks, 5 euro

    il minimo spostamento del fib, vale2500 ticks. 25 euro

    il minimo spostamento di una opzione iso alfa, vale 0.05 di tick, un mezzo millesimo di euro, moltiplicato il numero di titoli previsti dal contratto (per esempio tim, 1000 titoli, 50 ticks, 0.50 di euro, per ogni scostamento al 4 decimale, 100 ticks, 1 euro, al terzo decimale, 1000 ticks, 10 euro al secondo decimale)

    il minimo spostamento di una opzione mibo vale 250 ticks, 2,51 euro, sino alla quotazione di 500 euro, e vale 1250 ticks, 12.5 euro, oltre la quotazione di 500 euro.

    il minimo spostamento per i futures sulle azioni vale 1 tick, un centesimo di euro, per il numero di azioni previsto dal contratto, quindi enel per 500, eni per 500, telecom per 1000, tim per 1000, unicredito per 1000 per i warrants vi (e mi) risparmio i conteggi , sono in relazione al multiplo.

    ora che sappiamo cosa e' il tick, lo nominiamo nostra unita' di misura, ed andiamo a misurare la nostra massima perdita sopportabile.

    tutti gli studiosi di money management individuano un livello "ideale" al 2 per cento del capitale, cioe' considerano accettabile una perdita che non superi questa "barriera". noi ci esponiamo un po' di piu', il 2,5 per cento, perche' abbiamo bisogno di un "spazio di manovra" che vedremo, e ci esprimiamo in ticks : per ogni 1000 euro di capitale, la massima perdita sostenibile e' per noi di 2500 ticks, cioe' 25 euro.

    questo vuol dire che noi non intendiamo aprire operazioni che possano dare origine a perdite maggiori di 2500 ticks, per ogni 1000 euro che possediamo. ora abbassiamo questo livello a 2000 ticks, perche' noi agiremo in base al prezzo di fine giornata, non avendo la possibilita' e la voglia di passare tutto il nostro tempo davanti al monitor, e la nostra "barriera" potrebbe essere stata anche superata, portandoci ad un livello peggiore di quello che ci eravamo prefissati. una specie di "slippage", per cui questi 500 ticks ci servono da ammortizzatore, ed ecco lo "spazio di manovra" che ci serviva.

    allora, per concludere e per essere sicuri di aver ben capito, noi siamo pronti a sopportare una perdita di 2000 ticks per ogni 1000 euro di capitale, 10000 euro 20000 ticks, 50000 euro 100000 ticks.

    ma da dove nascono questi ticks ? e' semplice, dalla volatilita'.

    ed ecco che abbiamo bisogno di conoscere la volatilita' degli strumenti, titoli, opzioni, futures, che intendiamo utilizzare per il nostro lavoro. niente paura, a noi serve seguire non piu' di otto o dieci "strumenti", per cui una volta individuati, si tratta di monitorare la volatilita' solo di questi, e non di tutta la borsa. a mio parere otto o dieci sono una quantita' ancora gestibile con un impegno ragionevole, ed un numero ridotto ha anche il pregio di far pervenire ad una certa dimestichezza con lo strumento, per cui si finisce per conoscerlo intimamente, e ad avvertirne eventuali comportamenti anomali.

    ci interessa la volatilita' del momento, non la volatilita' di lungo periodo, e penso che potremmo individuarla con la procedura seguente : vediamo lo scostamento tra la chiusura di oggi e la chiusura di ieri (guardiamo la chiusura perche' noi intendiamo operare "end of the day", e consideriamo il prezzo di chiusura come una sintesi della giornata), lo scostamento tra ieri ed il giorno precedente, e lo scostamento di quest'ultimo da giorno prima, in totale 4 giorni di borsa, piu' un coefficiente di correzione..

    tentiamo un esempio con tim : oggi 5, ieri 4,80 scostamento 20 ticks. Ieri 4,80, il giorno precedente 4,95, 15 ticks. Il giorno prima ancora 4,75, scostamento 20 ticks. totale dei ticks in tre giorni 55, diviso 3 media 18, moltiplichiamo per una volta e mezza (nostro coefficiente di correzione), 24 ticks.

    possiamo ritenere che la volatilita' di tim sia considerabile in 24 ticks, cioe' non ci meraviglieremmo se domani dovessimo vedere tim a 24 ticks in piu' o in meno della chiusura di oggi.

    quindi tim puo' farci perdere 24 ticks alla chiusura di domani, se l'avessimo comprata oggi e domani dovesse essere una giornata di ribasso. (diciamo una volta per tutte che gli eventi "eccezionali", grandi rialzi e grandi ribassi, certamente non rientrano nella regola, se si verificano dobbiamo subirli, ma non e' detto che siano sempre al contrario, potrebbero anche esserci favorevoli !)

    a quanto ammonta il nostro capitale ? 20000 euro ? ricordate la nostra possibilita' di sopportare una perdita di 2000 ticks per ogni 1000 euro ? allora non possiamo perdere oltre 40000 ticks.

    quindi, se comperiamo le tim, ce ne possiamo permettere 1700, non di piu', perche' con 1700 se domani si verifica il ribasso, e le tim perdono quanto indicato dalla nostra formula della volatilita', a 24 ticks ognuna ci fanno perdere 40800 ticks, gia' di piu' di quello che potremmo.

    qui vi lascio, abbiamo gia' molto da digerire, rivediamoci al prossimo intervento, avendo ben compreso questo concetto del capitale, della massima perdita sostenibile, dei ticks e dello strumento con individuata la sua "pericolosita'" in ticks.

    giancarlo del bono di ruscalla

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