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  • proseguiamo attraverso i vari gruppi, arrivando agli investitori/operatori di medio periodo, con operazioni che durano tra qualche settimana e qualche mese, siamo gia' nel trading con una visione attiva ma anche conservativa. se gli appartenenti al gruppo degli investitori di lungo periodo possono essere, anche temporaneamente, considerati soci delle aziende di cui possiedono i titoli, ed il loro capitale e' legato al mercato ma anche all'andamento delle societa', gli appartenenti al gruppo di medio periodo sono invece legati solo al mercato, iniziano ad essere " movimentatori" di titoli.

    comprano i titoli per rivenderli con profitto, o vendono i titoli per poterli ricomprare a minor costo, con una operativita' che prevede di intervenire a seguito di movimenti del prezzo abbastanza ampi, perche' sviluppata su un arco temporale medio.

    ci troviamo di fronte un investitore che e' gia' un operatore, segue il mercato anche se non proprio da vicino, e dedica al suo portafoglio un po' di tempo ed un po' di attenzione.

    a me piace considerarlo come qualcuno che ha titoli e soldi, cambia i soldi con i titoli quando i titoli valgono piu' dei soldi, e cambia i titoli con i soldi quando i soldi valgono piu' dei titoli. non e' per nulla affezionato ai titoli che possiede (ai soldi si !), e' pronto a cederli quando perdono di valore, e' pronto a ricomprarli quando riacquistano valore.

    praticamente, e' un "commerciante" di titoli, niente di diverso da un commerciante di cose qualsiasi, se guardiamo un commerciante di prodotti deteriorabili (i titoli sono deteriorabili) e soggetti a numerose fluttuazioni del mercato (come i titoli), vedremo che fa' le stesso cose del nostro investitore :

    compra quando vede che il mercato gli fa' pensare che sara' possibile rivendere con profitto ad un altro compratore. vende quello che ha in magazzino quando il mercato gli fa' pensare che sara' possibile ricomprare la merce da un altro venditore, a miglior prezzo. si affretta a vendere e forse svendere il magazzino quando vede che i prodotti si deteriorano.

    anche per lui, ma soprattutto per il nostro investitore/operatore di medio periodo, l'indicatore piu' significativo e' il prezzo :

    il prezzo sale, vuol dire che i compratori desiderano comperare, preferiscono il titolo ai soldi, il titolo quindi vale piu' dei soldi, noi cambiamo i nostri soldi con il titolo, e lo compriamo anche noi.

    il prezzo scende, vuol dire che i venditori desiderano liberarsi del titolo, ed i compratori non lo comprano volentieri, allora i soldi valgono di piu' del titolo, noi cambiamo i nostri titoli con i soldi, vendendo anche noi.

    se il prezzo e' l'indicatore piu' significativo, utilizziamolo anche per organizzarci una strategia.

    per prima cosa individuiamo i titoli che noi tratteremo, i cavalli della nostra scuderia, poi vedremo di farli correre.

    sapete come la penso dei titoli : solo titoli primari, non piu' di 5 o 6, meglio uno per settore, e dividiamo il nostro capitale in parti uguali per ogni titolo. se abbiamo gia' un portafoglio, rimaneggiamolo (tranquilli, non sono vendite, sono solo cambi di cavallo) in modo da ritrovarci con i 5 o 6 titoli predetti, tutti in misura equivalente.

    ora abbiamo bisogno di due segnali, uno per vendere i titoli che abbiamo, se sara' il caso, ed uno per comprare quelli che non abbiamo (al loro posto abbiamo i soldi) sempre se sara' il caso. Nell'attesa di un segnale, stiamo come siamo, con titoli e soldi, o con tutti titoli, o con tutti soldi, dipende da come siamo partiti.

    questi segnali possono essere originati da molte strategie, qualcuna semplice, medie mobili, minimi e massimi, supporti e resistenze, e qualcuna piu' difficile, algoritmi sofisticati che magari ci prendono e magari no, l'importante e' che "sotto" una strategia ci sia un "concetto" accettabile, cioe' convincente. come al solito, ancora piu' importante e' che la strategia venga applicata scrupolosamente, niente fantasie "fai da te", se non funziona bene la si cambiera', ma intanto applichiamola per qualche mese, poi vedremo.

    posso suggerirne una composta da due strategie, forse non la migliore, ma funziona :

    la prima strategia protegge contro la possibilita' che qualcuno dei nostri titoli si deteriori troppo.

    immaginiamoci di avere queste tim, comperate 5 euro, ed ora immaginiamo davanti a noi, come una lavagna a righe, il grafico giornaliero del titolo tim.

    al centro della lavagna, e sulla riga centrale, immaginiamo il nostro prezzo di carico, 5 euro. qualche riga sotto questo 5, diciamo dieci, mettiamoci un bel segnale, e consideriamo che rappresenti la nostra fiducia in tim, il 20% meno del nostro 5 euro, 4 euro. noi abbiamo intenzione di credere nelle nostre tim fino a questo segnale, ma non di piu'.

    domani il prezzo sara' diverso, forse 4,80 come in questo momento, il nostro grafico segnera' 4.80, quindi la linea del prezzo tendera' a scendere, ma noi non muoveremo il nostro segnale, sotto il 4,80 continua ad esserci scritto 4 (il nostro livello di fiducia), la linea del segnale continua diritta, quando abbiamo il titolo in portafoglio, il segnale non scende mai.

    un altro giorno a 4.70, ed il segnale sempre a 4, poi si rivede un 4,80, poi 4,95, ed il segnale e' sempre a 4, poi un magnifico 5,20. a questo punto il segnale cambia, 5,20 meno il 20% e' pari a 4,16, il segnale diventa 4,16, la linea dei segnali comincia a salire. ed e' giusto che salga, e' la nostra fiducia nel titolo, che gli permette una oscillazione del 20% dal prezzo raggiunto.

    nessun timore, quello che ho descritto non lo dovremo fare, e' stato solo un tentativo di spiegarvi il meccanismo, tutto il lavoro lo fara' poi una regola molto semplice :

    se abbiamo il titolo : il nostro prezzo di acquisto deve essere considerato un massimo. se dopo il nostro acquisto si verifica un rialzo, questo diventa il nuovo massimo. ogni rialzo sopra il massimo diventa un nuovo massimo. ogni nuovo massimo alza il segnale di uscita, sempre pari al 80% del massimo raggiunto. se il prezzo scende, il segnale di uscita non si modifica, rimane come era. se il prezzo scende sotto il segnale di uscita, si vende la posizione.

    se non abbiamo il titolo, ma il denaro pronto per acquistarlo : il prezzo di oggi deve essere considerato un minimo. ogni minimo sotto questo prezzo diventa un nuovo minimo. ogni nuovo minimo abbassa il segnale di acquisto, che e' rappresentato dal 120% del minimo raggiunto. se il prezzo rialza, non modifica il segnale, che rimane dove e'. se il prezzo sale oltre il segnale, si acquista la posizione.

    non e' indispensabile seguire i prezzi tutti i giorni, le nostre soglie sono abbastanza larghe per non crearci delle preoccupazioni o troppo impegno, bastera' guardare il prezzo a fine settimana, e divertirci a fare due conti in pochi minuti nel week-end. magari facciamo la stessa cosa anche a meta' settimana, ma solo se ci diverte, e se ce ne andiamo in ferie, lasciamo tutto come e' e vediamo al ritorno.

    sembra complicato, invece e' semplice, bisogna solo capire bene il meccanismo, e rispettare la regola. prendiamoci qualche giorno per pensarci bene.

    Rimandiamo la seconda strategia, che invece protegge l'intero portafoglio, al prossimo intervento, e con le due strategie insieme tenteremo un esempio.

    giancarlo del bono di ruscalla

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