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  • Borsaioli e Strategie (Parte Seconda) - Operatori/Investitori di Breve Periodo

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  • abbiamo visto i primi due gruppi di investitori, di lungo e di medio periodo, e continuiamo individuando il terzo gruppo, gli operatori/investitori di breve periodo. Appartengono a questo gruppo gli operatori gia' molto attivi, piu' operatori che semplici investitori, per i quali l'operativita' si avvicina a diventare un secondo lavoro, o comunque un hobby molto praticato. le loro operazioni hanno breve durata, tra pochi giorni e poche settimane, e sono molto attenti al comportamento del mercato. necessitano di una informazione piu' aggiornata e continua, dispongono di canali per la trasmissione degli ordini gia' specializzati e veloci, effettuano un numero elevato di operazioni, pagano commissioni abbastanza ridotte da non incidere oltre misura sui risultati.

    oltre ad una indispensabile strategia per la operativita', e' loro necessaria una strategia per la gestione del capitale disponibile, che e' sempre al lavoro in modo diverso, in quanto e' abbastanza frequente per costoro assumere anche posizioni short e qualche volta avere aperte posizioni contrastanti, un titolo short ed un titolo long nello stesso momento.

    la gestione delle operazioni con un computer facilita molto l'aggiornamento delle posizioni, e la dimestichezza con grafici e tracciati inizia a diventare molto utile.

    individueremo una strategia operativa tra le tante disponibili, l'importante non e' tanto quale strategia si segue ma il fatto di seguirla scrupolosamente, ed individueremo una strategia di money management.

    infine il quanto gruppo, gli operatori giornalieri.

    qui siamo gia' nella professionalita', l'operativita' e' diventata un lavoro, in qualche caso solo part time, ma per il divertimento e' rimasto poco spazio, se lo e' mangiato tutto la necessita' di stare attenti, anzi attentissimi.

    la dimestichezza con grafici e tracciati e' indispensabile, e qualche nozione di analisi tecnica non puo' mancare per conoscere e capire intimamente il concetto che sottende la strategia da utilizzare.

    il mercato va seguito da vicino, un computer ed un fornitore di dati sono diventati indispensabili, non e' un tipo di attivita' che si possa effettuare a "scappatempo", quando si opera non si possono fare altre cose.

    una strategia e' una necessita' ferrea, non sono consentiti dubbi se una operazione sia da aprire o no, si deve avere un sistema di intervento, lo si segue e nulla di piu'. Il sistema deve essere integrato da un altrettanto ferreo money management, non sono consentite deroghe, l'operativita' e' diventata quasi autonoma o meccanica, e deve rispondere a chiari requisiti s

    tatistici relativamente alla performance.

    il gruppo si puo' ancora dividere in due, i "day traders" e gli "scalpers", i primi che aprono una o poche operazioni chiudendole tutte prima o alla chiusura del mercato, i secondi che effettuano una gran quantita' di operazioni di acquisto o di vendita, della durata anche di pochi minuti, alla ricerca di molti piccoli profitti, e qualche volta con molte piccole perdite.

    al "day trader" serve una strategia che gli porti una quantita' di operazioni positive maggiore di quelle negative, ed una strategia di money management che lo protegga dalle inevitabili perdite, la cosa piu' importante per lui e' la dimensione delle operazioni, e la conseguente dimensione dei profitti o delle perdite, rispetto al capitale che deve sopportare le seconde. lo vedremo.

    lo scalper non necessita di un particolare sistema di money management, quando ha individuato la sua corretta dimensione delle operazioni, ha gia' esaurito questo argomento. ha bisogno di individuare due o tre segnali di ingresso, che gli risultino convincenti e quindi nei quali creda, quando un segnale si presenta lui entra, appena guadagna il previsto, o lo perde, esce ed aspetta il prossimo segnale. la sua mentalita' e' molto vicina a quella del giocatore, se ha paura di perdere, non puo' lavorare.

    per lo scalper potremo fare poco, se ha bisogno dei nostri consigli probabilmente e' gia' rimasto senza soldi, se invece e' in attivita' vuol dire che se la sta cavando. pero' qualche cosa diremo anche a lui, che non ci ascoltera'.

    prima di finire, vorrei proporre una considerazione :

    non necessariamente chi appartiene ad un gruppo non puo' appartenere o praticare qualche escursione negli altri gruppi. io per esempio sono un "day trader" ed ho un portafoglio amministrato come il gruppo secondo, ed un mio amico gentiluomo siciliano, clinico di fama, ha un portafoglio amministrato da gruppo primo, o poi fa' lo scalper per divertirsi nel pomeriggio dalle 16 alle 17,30, con grande gusto e con qualche profitto.

    pero' c'e una regola inderogabile :

    "una operazione deve morire nel gruppo in cui e' nata".

    Se e' stata aperta come operazione di giornata, o di breve periodo, ed e' in perdita ai limiti previsti, deve essere chiusa, e non "trasferita" alle operazioni di piu' lungo periodo, per evitarsi il dispiacere di registrare una chiusura negativa.

    Questo e' tassativo, fare il contrario e' deleterio al massimo grado, un trader famoso ha scritto : "molte operazioni di lungo periodo, perdenti, erano operazioni di breve mal riuscite", e pur avendo ragione molte volte, mai ha avuto ragione come in questo caso.

    La prossima volta cominciamo a guardare le strategie, vediamo da che gruppo cominciare.

    giancarlo del bono di ruscalla

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