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26/01/2022 2022, anno record per la distribuzione dei dividendi in Europa


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Il 2022 potrebbe essere un anno record per la distribuzione dei dividendi in Europa.

Secondo uno studio di Allianz Global Investors, dopo il calo delle distribuzioni del 2020 legato alla crisi di coronavirus, nel 2021 le società dell’indice azionario europeo MSCI Europe hanno nuovamente aumentato i dividendi di circa un terzo, arrivando a pagare la cifra record di 378 miliardi di euro.

Allianz Global Investor ha calcolato che nel 2022 i dividendi totali dovrebbero aumentare nell’ordine dell’8% fino a raggiungere un ammontare di circa 410 miliardi di euro.

In particolare, per il 2022, AllianzGI prevede tassi di crescita dei dividendi del 10-13% nelle principali economie europee (tra cui Germania, Francia, Italia) e per la Spagna gli aumenti potrebbero arrivare anche al 15 o al 20% mentre in Gran Bretagna l’incremento delle distribuzioni sarà probabilmente in media del 4%.

Secondo Hans-Jörg Naumer, Head of Global Capital Markets & Thematic Research e autore dell’AllianzGI Dividend Study 2022:

"L’importanza dei dividendi risulta ancora più evidente in un’ottica di lungo periodo. I dividendi conferiscono stabilità a molti portafogli, soprattutto negli anni di andamento negativo delle quotazioni, poiché possono compensare in toto o in parte le perdite sul fronte dei prezzi. In base ai nostri calcoli, la volatilità media delle azioni delle società che versano dividendi è sistematicamente inferiore a quella delle azioni di società che non pagano dividendi – e parliamo di una differenza di oltre 10 punti percentuali per tutto il mercato azionario europeo".

Secondo i provider di informazioni finanziarie, il bilancio delle cedole potrebbe addirittura essere più ricco, almeno per gli anni a seguire e si arriva a prevedere un incremento fino al 35% per il 2024 ma con una certa cautela senza sottostimare l'incertezza ancora elevata sul rientro alla normalità post-Covid soprattutto se si tiene conto dell'arrivo della nuova variante del virus, secondo  Dario Grillo, condirettore generale e responsabile per l'area mercati di Intermonte Sim.

A Piazza Affari, dunque, il dividend yield si dovrebbe attestare secondo Intermonte su un livello superiore alla media dell'ultimo decennio e attorno a 3,6%-3,7%, ma si potrebbe assistere a una forte dispersione dei risultati fra i vari settori, con particolare riferimento alle banche e alle società legate alla produzione di energia.

Secondo Grillo "Un atteggiamento di politica monetaria via via più restrittivo da parte della Bce potrebbe mettere sotto pressione i bilanci degli istituti di credito e questo ci porta ad avere stime più conservative anche sulla loro capacità di generare utili mentre per il settore petrolifero molte società hanno legato la distribuzione dei dividendi all'andamento del prezzo del greggio, che dopo la recente fiammata potrebbe non riuscire a confermare gli attuali livelli".

Le società continueranno a versare i dividendi, e anche in misura generosa, perché hanno capito come la presenza di un rendimento cedolare elevato sia fondamentale per essere bene accolti dal mercato.





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