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  • Storia dei virus: il termine "virus" venne usato la prima volta da Fred Cohen

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    Il termine "virus" venne usato la prima volta da Fred Cohen (1984) nel suo scritto Experiments with Computer Viruses (Esperimenti con i virus per computer), dove egli indicò Len Adleman come colui che aveva coniato di tale termine. Nella metà degli anni 1970 David Gerrold scrisse un romanzo di fantascienza: When H.A.R.L.I.E. was One, dove è presente una descrizione di un programma per computer chiamato "VIRUS" che fa esattamente le stesse cose di un virus. Nel 1975 John Brunner scrisse il romanzo The Shockwave Rider in cui sono descritti programmi chiamati "tapeworms" che si infiltrano nella rete con lo scopo di cancellare tutti i dati. Il termine "virus del computer" con il significato corrente è presente anche nell'albo a fumetti "Uncanny X-Men" n. 158, pubblicato nel 1982. Nel 1973 la frase "virus del computer" era stata usata nel film Il mondo dei robot (Westworld). Quindi si può dire che Cohen fece per primo uso della parola virus solo in campo accademico, dato che questa era già presente nella lingua parlata.

    Un programma chiamato "Elk Cloner" è accreditato come il primo virus per computer apparso al mondo. Fu creato nel 1982 da Rich Skrenta sul DOS 3.3 della Apple e l'infezione era propagata con lo scambio di floppy disk. Nel corso degli anni 1980 e nei primi anni 1990 fu lo scambio dei floppy la modalità prevalente del contagio da virus informatici. Dalla metà degli anni '90, invece, con la diffusione di internet, i virus e i malware in generale iniziarono a diffondersi assai più velocemente, usando la rete e lo scambio di e-mail come fonte per nuove infezioni. Il bersaglio preferito di questi software sono prevalentemente le varie versioni di Windows. Da allora i sistemi operativi della Microsoft sono i più colpiti dai virus, seppure esistano pochi virus anche per altre piattaforme; soprattutto sui sistemi basati sul progetto GNU (GNU/Linux, GNU/Hurd, BSD, ...) la diffusione di un virus è molto improbabile se il sistema è gestito correttamente dal proprietario e su questi sistemi il virus molto difficilmente può riuscire a causare danni al sistema operativo.

    In coincidenza con la diffusione della rete, alla metà degli anni 1990, i virus, che precedentemente infettavano direttamente i sistemi operativi, le applicazioni o i dischi, furono surclassati in quanto a diffusione dai macro-virus, macro scritte nel linguaggi di scripting di programmi di Microsoft come MS-Word ed Outlook. Anche questi virus infettano soprattutto le varie versioni dei programmi Microsoft attraverso lo scambio di documenti.

    Ogni sistema operativo che permette l'esecuzione di programmi scritti da terzi è un potenziale sistema attaccabile da virus, però bisogna anche riconoscere che ci sono sistemi operativi meno sicuri di altri. I sistemi più sicuri sono quelli che permettono all'utente di eseguire programmi solo all'interno dello spazio di quell'utente sia per quanto riguarda la RAM che il disco fisso, lasciando il sistema operativo e gli altri utenti presenti su quel computer intatti dall'attacco del virus. In alcuni sistemi operativi di recente concezione (come MacOS X), i virus (con l'eccezione dei macrovirus) sono quasi del tutto sconosciuti agli effetti pratici.

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