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    Allo stato attuale, non sono chiare le implicazioni legali del deep linking: se in alcuni casi si può configurare un danno economico per il sito bersaglio dei collegamenti, ad esempio, nel caso che gli inserzioni dei banner pubblicitari paghino in base ai contatti, d'altro canto il WWW è stato pensato in questo modo e se qualcuno non desidera assumersi i rischi ad esso connaturati non è obbligato a utilizzarlo come mezzo di distribuzione di contenuti. In ogni caso, non risulta che la giurisprudenza italiana si sia mai pronunciata in proposito. Le cause intentate in altri paesi hanno avuto esiti contradditori. Ad esempio, nel 1996, il quotidiano on-line scozzese Shetland Times intenta causa contro il concorrente Shetland News. L'azione non è arrivata davanti al giudice, in quanto i due contendenti giungono ad un accordo con cui Shetland News accetta di indicare i riferimenti della fonte e inserisce un collegamento indirizzato all'home page del giornale avversario.

    Negli Stati uniti, nel 1997, Ticketmaster inizia una causa contro Microsoft. Il colosso del software è accusato di aver inserito un deep link senza aver avuto l'autorizzazione (che pare fosse stata richiesta). Anche questo caso non si giunge al giudizio e Microsoft rimuove il link. Sempre negli Stati Uniti, Washington Post, Time e CNN aprono una causa contro Total News per framing. Anche in questo caso viene raggiunto un accordo. L'unica causa che sembra raggiungere un risultato è quella del 1999 che oppone sempre Ticketmaster a Tickets.com, ma, trattandosi di aziende nello stesso ramo di attività, il caso viene trattato come una fattispecie di concorrenza sleale.

    In Olanda, nel 2000, un gruppo di giornali (Nrc Handelsblad, Trouw, Algemeen Dagblad, Het Parool, de Volkskrant e Rotterdams Dagblad) denuncia il sito www.kranten.com per un servizio di rassegna stampa con titoli collegati direttamente agli articoli presenti sui vari giornali. La Corte Federale di Rotterdam, dichiara che un collegamento verso le pagine interne di un sito non può essere considerato una "riproduzione" dei contenuti e quindi il deep link non viola le norme sul diritti d'autore. La sentenza di assoluzione specifica che il sito di partenza non solo non ha danneggiato i siti collegati, ma può invece aver pubblicizzato i giornali on-line incrementandone gli accessi.

    Si può notare che molti giornali on-line hanno attivato dei feed RSS proprio con questo obiettivo.

    Sempre nel 2000, in Francia, una causa fra i siti www.cadresonline.com e www.keljob.com, un motore di ricerca che indicizza le pagine del primo, ha invece esito opposto. Il Tribunale di Parigi da ragione al sito www.cadresonline.com, e Keljob è costretta a pagare 15.000 franchi. In questo caso, però, sembra che il motore di ricerca modificasse anche il contenuto delle pagine originali.


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