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  • 14/08/2008 Editoriale e bollettino BCE 14 agosto

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    Il tasso di inflazione sui dodici mesi si manterrà probabilmente ben al di sopra del livello coerente con la stabilità dei prezzi per un periodo prolungato e i rischi per quest'ultima resteranno orientati al rialzo nel medio termine'' secondo la  Banca Centrale Europea nel bollettino diffuso il 14 agosto.

    Secondo l' Eurostat  il tasso di inflazione   si collocherebbe a luglio al 4,1% in conseguenza degli effetti   diretti e indiretti dei bruschi rincari dei beni energetici e alimentari. Secondo i dati diffusi dalla Bce il tasso di inflazione si manterrà ancora alto per poi tendere a diminuire nel 2009 mentre

    "la produttività del lavoro ha rallentato e vi sono alcune indicazioni di un'accelerazione del costo del lavoro negli ultimi trimestri. Le aspettative di inflazione per il 2008 e il 2009 si sono spostate verso l'alto. Per il 2008 le stime si sono collocate su una media 3,6%, 0,6 punti più elevate rispetto alla precedente indagine.
    Il tasso di inflazione atteso per il 2009 è stato rivisto al rialzo di 0,4 punti percentuali, al 2,6%. Tutti questi fattori porteranno  a nuovi rincari dei prodotti energetici e alimentari e a crescenti effetti indiretti sui prezzi al consumoper cui diventa importante evitare che il processo di formazione dei salari e dei prezzi risenta di effetti di secondo impatto generalizzati derivante dal rincaro dei prodotti energetici e alimentari. Tutte le parti coivolte, nei settori sia pubblico che privato, devono mostrare senso di responsabilita' in merito, evitando ogni forma di indicizzazione delle redistribuzioni nominali ai prezzi al consumo, che comporterebbero il rischio di shock al rialzo sull'inflazione innescando una spirale salari-prezzi con ricadute negative sull'occupazione e sulla competitivita' nei paesi interessati.".

    Da evitare le forme di indicizzazione delle redistribuzioni nominali ai prezzi al consumo, che comporterebbero il rischio di shock al rialzo sull'inflazione innescando una spirale salari-prezzi con ricadute negative sull'occupazione e sulla competitivita' nei paesi interessati.

    Sempre secondo la BCE,  i rincari di petrolio e alimenti avrebbero già determinato un tasso di crescita del Pil in termini reali sensibilmente inferiore rispetto al primo trimestre, per cui e' necessario che i paesi con disavanzi tuttora elevati elaborino piani di riduzione del deficit ambiziosi e concreti, sostenuti da misure ben definite, preferibilmente dal lato della spesa
     

    Le stime di crescita del prodotto interno lordo di Eurolandia restano invariate all'1,6% nel 2008 mentre lle stime di crescita per il 2009 sono state rinviate al ribasso dello 0,3% , con una crescita del Pil pari all'1,3%.

    José Luis Zapatero teme che la Spagna possa essere colpita più di altri paesi dalla crisi dei subprime ed ha chiesto alla Banca centrale europea di rivedere la politica ferrea sui tassi. Il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato un piano anti-recessivo in 24 mosse, con al centro politiche per settori chiave come l'immobiliare (il più esposto alla crisi dei mutui, qui si pensa a un piano di forte rilancio dell'edilizia popolare), i trasporti, l'energia, le telecomunicazioni e l'ambiente. Tra l'altro la Spagna ha stanziato 20 miliardi di euro per il 2009 e il 2010 a favore del settore immobiliare e delle Piccole e medie imprese. Previste anche misure per lo snellimento della burocrazia.

  • 14/08/ 2008 - Bollettino mensile BCE

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