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03/07/2008 Dopo un anno aumentano ancora i tassi BCE

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    Come previsto, sono stati aumentati di un quarto di punto il tasso di rifinanziamento pronti contro termine al 4,25% (il massimo da quasi sei anni.) e al 3,25% e al 5,25% il tasso sui depositi e il tasso marginale (il massimo degli ultimi sette anni)

    L' ultimo aumento dei tassi risale a giugno del 2007

    Secondo Trichet vi sono rischi che i prezzi restino "al rialzo": "i prezzi al consumo rimarranno alti per un periodo più lungo di quanto previsto. I fondamentali dell'economia restano solidi".

    La decisione della Bce di aumentare i tassi di un quarto di punto al 4,25% è stata unanime ma non sono state fatte previsioni per il futuro.

    Secondo la Cgil è errato adottare una politica di aumenti di tassi di sconto per fronteggiare l' inflazione europea. Così si è espresso il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.- "Non siamo ne' convinti ne' d' accordo perche' aumentando i tassi non si contrasta questo tipo di inflazione che viviamo. Anzi, al contrario, si finisce, nel breve periodo per aumentare l'inflazione. In questo scenario di tensioni sui prezzi che conosciamo aumentare i tassi di sconto, pur di 0,25%, non avrebbe lo scopo che si prefigge ma raggiungerebbe un esito contrario".

    Secondo il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, dopo l'aumento dei tassi di interesse deciso oggi dalla Bce: "Questa decisione ci danneggia oltremodo rispetto agli altri paesi europei perchè l' Italia sconta un deficit di crescita strutturale da molti anni"

    Ed i Tassi Bce più alti, significano anche mutui più cari per le famiglie italiane ma sono anche più alti i costi di quelli che hanno bisogno di un prestito.

    Il meccanismo di trasmissione fra le decisioni prese a Francoforte non è immediato in quanto i finanziamenti a tasso variabile sono indicizzati non al tasso di riferimento della Bce (aumentato dal 4 al 4.25%), ma a quegli Euribor che da tempo stazionano su valori ben più alti e che in genere si muovono in anticipo per riflettere le decisioni future dei banchieri.

    Sulla rata mensile di un prestito ventennale da 100mila euro acceso nel settembre 2005 (alla vigilia, cioè, dell'ondata di aumenti del costo del denaro decisa da Francoforte), questo variazione dei tassi ha provocato un aumento della rata da 700 euro a 706 euro da una valore iniziale di 562.

    La mossa della Bce è isolata o rappresenta l' inizio di una nuova serie di rialzi? Le previsioni degli operatori scontano un altro aumento di 25 punti base dei tassi entro dicembre. Solo nel 2009 la situazione sui tassi interbancari potrebbe cominciare a migliorare, ma con gradualità.

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