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  • 10/09/2013 Dieci passi verso Rifiuti Zero

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    1.separazione alla fonte: per partire bene bisogna realizzare una raccolta differenziata spinta.  La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto è  il coinvolgimento di tutta la cittadinanza chiamata a collaborare per attuare la sostenibilità ambientale, parte integrante dello sviluppo sostenibile necessario per permettere la continuazione della vita sulla terra.

    2.raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta” (o domiciliare o mista),  che è  l’unico sistema per tendere ai rifiuti zero. Anche con quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.

    3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio o più impianti di zona, da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori, spingendo anche i cittadini al compostaggio domestico.








    4.riciclaggio: il materiale differenziato deve arrivare a delle  piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, da rimettere di nuovo nella filiera produttiva.

    5.riduzione dei rifiuti: oltre al  compostaggio domestico, bisogna sostituire  stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzare  l’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzare  dei pannolini lavabili, acquistare prodotti  alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sacchetti  riutilizzabili.

    6.riuso e riparazione: cercare di riutilizzare o far riutilizzare tutto quanto possibile e di riparare quanto si riesce a riparare. Realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la ristrutturazione  degli edifici, in cui riparare beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici,  da riutilizzare o rivendere. Con la creazione anche di tanto lavoro.









    7. tariffazione puntuale: far pagare i rifiuti  in  base alla  produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere per poter premiare  il comportamento virtuoso dei cittadini e  incoraggiarli  ad acquisti piu’ consapevoli.

    8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, per poter  recuperare altri materiali riciclabili e separare  i materiali tossici, oltre che per ottenere   una migliore frazione organica.

    9. centro di ricerca e riprogettazione:  a valle della RD: recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili e per  promuovere   buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

    10. azzeramento rifiuti: l'  obiettivo è quello di raggiungere,  entro il 2020,  l’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che questa è l' unica strada per uno sviluppo sostenibile

    Dieci passi verso il divieto nel 2020 imposto dalla UE di bruciare rifiuti recuperabili



    Un reportage di Riccardo Iacona a San Francisco dimostra come con la determinazione dei politici il problema può essere risolto e la spazzatura può addirittura diventare risorsa: sono arrivati al 90% di rifiuti differenziati con l'ambizione di arrivare nel 2020 al 100%. Alla faccia di quelli che dicono che la differenziata spinta non si può fare nelle grandi città, nella città della baia si arriva al 90%: tre bidoncini di fronte a case, uffici e grattacieli raccolgono e differenziano i rifiuti. Il comune impone agli esercenti e ai privati l'obbligo di usare materiali biodegradabili, e allora via i sacchetti di plastica, via i contenitori in polistirolo: tutta roba che bloccherebbe il ciclo dei rifiuti. 

  • Video Strategia Rifiuti Zero applicata con successo a San Francisco
  • FOTO - 21/01/2013 Rifiuti Zero a Torre Annunziata
  • FOTO - 21/01/2013 Paul Connett - RIFIUTI ZeRo - Oplotiamo
  • Il power point utilizzato da Paul Connett nell'incontro del 21 gennaio su RIFIURTI ZERO a Torre Annunziata
  • Foto Rifiuti zero

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