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  • 21/06/2017 Anche a Sorrento parte l' iniziativa "Spiagge Pulite"

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    L' anno scorso, lungo la passeggiata Porto-Scala e su alcuni ingressi ai lidi, sono stati posizionati dei cartelle riportanti i tempi di biodegradabilità di alcuni prodotti che rimangono nel mare per tantissimi anni e che stanno distruggendo il mare.




    Se si passeggia  lungo la spiaggia dopo una mareggiata ci si rende conto  di quanta spazzatura gira nei nostri mari: la sabbia è cosparsa di bottiglie, tappi e sacchetti di plastica, accendini usa e getta, reti e attrezzature da pesca, imballaggi in polistirolo e altro.

    Per  comprendere gli effetti prodotti dall'  abbandono dei rifiuti sull’ambiente che ci circonda, basterebbe considerare i tempi di degradazione di alcuni oggetti d’uso comune che stanno uccidendo il nostro mare:  per una lattina di alluminio occorrono 100 anni, per un mozzicone di sigaretta 2 anni, per una gomma da masticare 5 anni, per una bottiglia di plastica 1.000 anni, per una bottiglia di vetro ne occorrono dai 1.000 in su.







    La maggior parte dei rifiuti nel mare è originata da fonti terrestri e dalle attività marittime di trasporto e turismo: il risultato consiste in un ammasso di rifiuti provenienti dalle strade, dalle spiagge, dagli alvei, dai fiumi che durante le piene trascinano tutto al mare.

    I rifiuti sono costituiti soprattutto da plastica al 75-80%, plastica che si trova soprattutto lontana dalla sorgente poiché essa è trasportata più facilmente rispetto a materiali più densi come il metallo o il vetro e hanno una durata maggiore rispetto a quelli meno densi come la carta.

      La plastica per la sua   non degradabilità e la capacità di galleggiare rappresenta  insieme alla sua grande diffusione, il più persistente nell’ambiente e il più impattante anche da un punto di vista estetico.

    Con gli oggetti monouso è aumentata la spazzatura che è diventata immondizia e che ormai ci circonda in ogni luogo.

    Le leggi di mercato ci impongono che i prodotti non vengano conservati: molte cose che una volta erano oggetti che venivano posseduti, conservati e utilizzati sono ora diventati prodotti di consumo effimeri da utilizzare fino a che si rompono.

    Poi vi è la diffusione degli imballaggi. Le plastiche nel tempo si trasformano in frammenti sempre più piccoli creando il cosiddetto mare di plastica con cui si nutrono anche i pesci e, quindi, l' uomo.

    Anche a Sorrento è partita la campagna "In spiaggia lascia solo la tua impronta".

    Obiettivo, informare e sensibilizzare la cittadinanza sui pericoli arrecati all’ambiente e in particolare alle nostre acque dall’abbandono indiscriminato di rifiuti vari.

    Nella tabella diffusa sono compresi anche i tempi di biodegradabilità, cioè i tempi, lunghissimi, che i rifiuti impiegano per decomporsi, tempi di 5, 10, 100, 1000 anni, il che fa comprendere il danno che viene arrecato dai rifiuti che finiscono in mare.

      Una delle maggiori cause di inquinamento è l’ignoranza, per questo tabelle come queste sui tempi di degradabilità degli oggetti di uso comune possono aiutare i cittadini ad avere maggior rispetto per il mare e l' ambiente in genere.

  • 23/07/2015 Vademecum spiagge pulite e decalogo sicurezza del bagnante

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