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  • 02/05/2016 Schiuma e strie nei mari di colore bianco, giallo, marrone. Risposta parziale dell' Arpac

    Ricerca personalizzata






    Le strisce bianche che si formano a mare sono nella quasi totalità schiuma.





    La schiuma é formata da tre componenti, aria, acqua e qualsiasi tipo di sostanza capace di formare un ponte fra aria e acqua.

    Le molecole d'acqua infatti esercitano una forte attrazione l'una verso l'altra.

    Questa forza di attrazione si chiama tensione superficiale ed é quella che permette la formazione delle gocce. Esistono in natura delle sostanza dette tensioattive capaci di ridurre questa tensione superficiale e che consentono all'aria di entrare nell'acqua e formare la schiuma.

    Ma sarebbero necessari i tensioattivi o attività equivalenti.







    Molte volte è stata analizzata la schiuma in mare.

    Spesso si è notato che essa è di origine naturale, in quanto formata dai mucopolisaccaridi che compongono la parete cellulare di alcune alghe unicellulari e questo sarebbe conseguente ad un fenomeno di eutrofizzazione delle acque dovuta alla notevole quantità di sostanza organica che nutrono questi organismi.

    Con l'aumento della temperatura la riproduzione avviene in maniera abnorme e con risacca, eliche ed idrogetti si forma la schiuma. Non vi sarebbero dunque tensioattivi e questa è una cosa positiva ma un eccesso di nutrienti responsabili dell' eutrofizzazione e questo significa che vi è uno squilibrio.

    Con il mare pulito vi è stata la partenza di un aliscafo e la schiuma prodotta al suo passaggio è rimasta immobile in superficie almeno per un'ora di tempo dando la sensazione di quando si mette del sapone nella vasca da bagno e poi si produce la schiuma agitando.

    L' arpac ha chiarito parzialmente il fenomeno delle cosiddette “schiume bianche” specificando che le formazioni sono assimilabili a eventi del tutto naturali, almeno nella “stragrande maggioranza dei casi”, le schiume possono formarsi ed aumentare di volume in presenza di alcune sostanze tensioattive che possono essere sia di origine naturale che antropica (che riguarda, cioè, l’azione dell’uomo), sostanze tensioattive che sono solitamente di natura organica e, sempre secondo Wikipedia, formate da uno scheletro di carbonio e idrogeno legato a ossigeno, azoto, zolfo, fosforo, silicio, elementi che danno origine alla cosiddetta “eutrofizzazione".

    Anche la sabbia piena di polvere può creare quelle strisce bianche quando viene rimossa ma basta buttare acqua su della sabbia per notare la formazione di schiuma bianca.

    Secondo gli esperti de La Grande Onda, le schiume sono prevalentemente dovute alla presenza di tensiottivi prodotti dalle microalghe e in parte ai detersivi scaricati direttamente a mare: i motori a idrogetto degli aliscafi e il mare agitato creano la schiuma . La schiuma raccoglie tutto ciò che trova in superficie, e trascina con sè lo sporco, come fa il bagnoschiuma nella vasca da bagno.

    I componenti della schiuma non sono di per se tossici , ma la presenza delle microalghe è indice di una grave compromissione degli equlibri marini (e talune alghe sono anche tossiche).

    La schiuma, dunque, é un fenomeno prodotto prevalentemente dalle microalghe che non si vedono ad occhio nudo ma sono più pericolose dei detergenti sintetici, sia perché talune possono essere tossiche, sia perché prima o poi le microalghe muoiono, precipitano sul fondo producendo una gelatina che soffoca tutto. Poi vanno in putrefazione e i gas di putrefazione fanno sollevare la gelatina facendo comparire la mucillagine.

    Queste schiume prodotte dai tensioattivi presenti nelle microalghe non c'entrano niente con scarichi abusivi,navi, inciviltá della gente

    Per eliminare la schiuma bisognerebbe ripristinare l'equilibrio marino, un compito immane che richiede l' avvio di depuratori funzionanti in tutto il golfo di Napoli.

    Nella discussione è intervenuto anche il Direttore del Parco Marino di Punta Campanella, che ha dato il suo contributo a questa discussione.

    E' possibile anche consultare lo studio pubblicato dall' ARPA della Puglia



    Schiume in mare e lungo le coste - Luglio 2013

    Che cos’è l’EUTROFIZZAZIONE

    Il termine eutrofizzazione, derivante dal greco eutrophia (eu = “buono”, trophòs = “nutrimento”), indica una condizione di ricchezza di sostanze nutritive in un dato ambiente, in particolare una sovrabbondanza di nitrati e fosfati.

    Oggi viene correntemente usato anche per indicare le fasi successive del processo biologico conseguente a tale arricchimento, vale a dire l’eccessivo accrescimento degli organismi vegetali che si ha per effetto della presenza nell’ecosistema acquatico di dosi troppo elevate di sostanze nutritive come azoto, fosforo o zolfo, provenienti da fonti naturali o antropiche (come i fertilizzanti, alcuni tipi di detersivo, gli scarichi civili o industriali), e il conseguente degrado dell’ambiente divenuto asfittico.

    L’accumulo di elementi come l’azoto e il fosforo causa la proliferazione di alghe microscopiche che, a loro volta, non essendo smaltite dai consumatori primari, determinano una maggiore attività batterica; aumenta così il consumo globale di ossigeno, e la mancanza di quest’ultimo provoca alla lunga la morte dei pesci.

    Questo fenomeno è stato riconosciuto come un problema di inquinamento in Europa e in America del Nord verso la metà del XX secolo e da allora si è andato sviluppando.

    (fonte Wikipedia)

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