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  • 12/12/2012 Raphael Rossi a Reggio Calabria

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    Come tutti sanno, i rifiuti sono spesso veicolo di penetrazione mafiosa come è avvenuto a Reggio Calabria, il primo capoluogo sciolto per infiltrazione mafiosa. Uno dei tre commissari nominati dal ministro dell’Interno per gestire il Comune di Reggio Calabria dopo lo scioglimento per contiguità con la ‘ndrangheta invitò Raphael Rossi spiegandogli che l’azienda che gestisce i rifiuti, la Leonia, è stata uno dei principali luoghi di penetrazione mafiosa e che la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha arrestato il direttore generale insieme a otto altri soggetti appartenenti alla cosca Fontana.

    Rossi accettò di coprire il ruolo di amministratore delegato o di direttore dell’azienda che fino a poco tempo fa era in mano alla malavita con l' obiettivo di riportarla alla normalità. Allora vi erano a terra alcune migliaia di tonnellate di rifiuti mentre da molto tempo non venivano neanche pagati gli stipendi. Per avere un' idea, l' emergenza rifiuti a Reggio Calabria era tre volte superiore a quella che trovò a Napoli a giugno del 2011 ai termpi di De Magistris ed il comune era in grave crisi economica.







    Nell' estate del 2013, a Reggio Calabria è ritornato tutto regolare mentre i signori Rossi (www.signorirossi.it) collaborano con Libera e in particolare con don Luigi Ciotti.

    Da luglio a novembre 2012, Rossi ha collaborato con il comune di Parma per un progetto di estensione della raccolta differenziata porta a porta su tutta la città. Con il sindaco Federico Pizzarotti e con il Conai si è posto l’obiettivo di superare il 70% di rifiuti differenziati (risultato mai raggiunto in Italia da città di queste dimensioni) e quello di introdurre la tariffazione puntuale, che prevede che i cittadini paghino per i rifiuti che effettivamente producono.







    Rossi ha collaborato, da marzo a giugno del 2012, con il comune di Foggia, in una situazione molto critica, perché la società di raccolta dei rifiuti, l’Amica, era fallita e avevamo l’obiettivo di analizzarne i motivi, provando a proporre alcune soluzioni.

    Una nota lasciata da Rossi alla fine del 2013: il problema è sempre lo stesso, quello di passare ad una raccolta differenziata spinta e per vincere bisogna avere il coraggio delle idee. A Napoli i risultati migliori vennero dal quartiere più difficile, quello di ScampIa.

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