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27/12/2020 Torre del Greco – La Consulta dei Rifiuti boccia realizzazione di un Centro di Raccolta e Servizi nella struttura di Viale Sardegna. Ecco il suo parere


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  • PAGINA CONSULTA COMUNALE TORRE DEL GRECO

    Nel prossimo Consiglio Comunale della città di Torre del Greco, verrà discussa e sottoposta all’approvazione dei consiglieri, la realizzazione di un Centro di Raccolta e Servizi (CCR) nella struttura già esistente di Viale Sardegna, al momento destinata ad altro uso. In relazione a tale indirizzo comunale, la Consulta cittadina per la gestione dei problemi inerenti il settore della N.U. e per la tutela dell’ambiente ha espresso il proprio parere agli organi istituzionali, in forma non vincolante.

    Preliminarmente, informiamo che la Consulta è nata dalla volontà dei partecipanti all’ultima grande manifestazione ambientale cittadina e si è costituita ad Ottobre di questo anno. La stessa, nonostante le difficoltà di incontro, visto il periodo pandemico, è riuscita, come da suo compito istituzionale, ad intavolare un dialogo con le istituzioni cittadine, proponendo iniziative volte alla salvaguardia dell’ambiente, alcune anche approvate e realizzate.

    Su tale indirizzo istituzionale in particolar modo, ovvero, sulla realizzazione di un CCR comunale, il progetto preliminare prevede la sua collocazione in una zona cittadina, già spesso in passato, vittima di abusi normativi ambientali. Su tale progettualità, notevolmente impattante sulla vivibilità cittadina, la Consulta ha formulato ed inviato una relazione con un parere consultivo (sotto riportato) al Presidente del Consiglio Comunale.

    A tal proposito, comunichiamo che, pur ritenendo la realizzazione di un CCR parte integrante per il completamento del ciclo di raccolta differenziata, punto sul quale la Consulta, pur con qualche suggerimento per lenire l’impatto ambientale, si è espressa favorevolmente a maggioranza, non si è ritenuta congrua l’individuazione del sito di Viale Sardegna per la costruzione dello stesso. I motivi, dettagliati nella relazione, sono attribuibili sia ai dubbi sulla capacità di gestione del sito da parte dell’attuale aggiudicatario del servizio di igiene urbana, sia sul probabile peggioramento della vivibilità e viabilità cittadina in una zona ed arteria così nevralgica.

    Nella relazione, inoltre, la Consulta si esprime anche sull’attuale situazione del servizio di raccolta rifiuti, proponendo soluzioni per il suo miglioramento, sempre nell’ottica di una collaborazione tra i cittadini, che la consulta rappresenta, e l‘ Amministrazione, a cui, in particolare, viene chiesto un continuo confronto anche attraverso la stesura di un Protocollo d’Intesa a garanzia sia dell’eventuale costruzione del CCR, sia del miglioramento generale del servizio di igiene urbana.

    ATTO DELLA CONSULTA AMBIENTALE DEL COMUNE DI TORRE DEL GRECO OGGETTO: RELAZIONE PROGRAMMATICA E DI INDIRIZZO SETTORE N.U. E CCR VIALE SARDEGNA L’ASSEMBLEA DELLA CONSULTA CITTADINA

    Premesso:

    – Che la Consulta ha tra gli obiettivi, come da art.2 lettera a) del Regolamento costitutivo, quello di:“Ampliare ed arricchire l’informazione sullo stato dell’ambiente nel territorio comunale” e come da art.2 lettera c e d), quello di: “Salvaguardare l’Ambiente e le risorse naturali e promuovere uno sviluppo sostenibile”;

    – Che il Comitato Esecutivo ai sensi dell’art.7 svolge attività consultiva non vincolante e può elaborare proposte che potranno entrar a far parte delle scelte dell’Amministrazione Comunale;

    – Che sono stati formati tavoli monotematici in conformità con il Regolamento, tra cui quello monotematico sui Rifiuti;









    – Che la Consulta tramite l’Assemblea Generale, come da verbale di riunione n. 4 e tramite i singoli tavoli monotematici, in particolare quello ded icato alla N.U., come dai verbali n.1, 2,3 e 4, che in questa sede sono interamente richiamati, ha elaborato tutta una serie di proposte legate al miglioramento del servizio di igiene urbana attuale, oltre ad esprimere parere sul progetto del nuovo CCR cittadino che sarà presentato per l’approvazione eventuale al Consiglio comunale, convocato per il giorno 29/12/2020;

    – Considerato che per l’analisi e la valutazione specifica della qualità del servizio di Igiene Urbana sono stati utilizzati sia metodologie di controllo “de visu”, sia sopralluoghi appositi, sia valutazione degli atti di gara che come lex specialis vincolano i rapporti tra Amministrazione e soggetto Gestore (nello specifico Piano di raccolta, Relazione generale, Relazione tecnico-illustrativa Spazzamento ed allegati, Sintesi progettuale e Capitolato Speciale Appalto);

    – Che in particolar modo il Capitolato Speciale d’Appalto è parte integrante e sostanziale del relativo contratto d’appalto di Igiene Urbana;

    – Considerato che per l’analisi e la valutazione del CCR di Viale Sardegna sono stati analizzati ai fini di un motivato giudizio conclusivo sull’opera, gli elaborati tecnici e grafici pubblicati sull’Albo Pretorio Comunale;

    – Considerato che la Consulta Ambientale e l’Amministrazione Comunale hanno inteso con la costituzione della stessa Consulta, iniziare un cammino di partecipazione democratica da parte dei cittadini alle tematiche maggiormente impattanti sulla vivibilità locale e sul tessuto sociale ed economico della comunità, garantendo nel tempo, allo stesso modo, un’azione amministrativa che tenda totalmente all’”open government” ovvero una modalità di esercizio del potere, a livello locale, basato su modelli, strumenti e tecnologie che consentono alle amministrazioni di essere “aperte” e “trasparenti” nei confronti dei cittadini.

    Visti e Richiamati i Verbali sottoscritti dell’Assemblea Generali e dai Tavoli monotematici fin qui svolti che si intendono integralmente riportati ed approvati anche e soprattutto a dimostrazione del lavoro svolto e delle analisi e delle deliberazioni a maggioranza ivi contenute e verbalizzate;

    Relaziona quanto segue:







    Il servizio di igiene urbana affidato nell’anno 2019 alla società Buttol S.r.l. era stato modellato sulle obbligatorie disposizioni normative comunitarie, nazionali e locali. In particolare la Relazione Generale del Piano di Raccolta Comunale prevedeva:

    1) Il recepimento della Direttiva 2008/98/CE che prevedeva la realizzazione, entro il 2015, della raccolta differenziata almeno per carta, metalli, plastica e vetro, e ove possibile, per il legno. La previsione di obiettivi quantitativi per i rifiuti urbani ed assimilabili relativi alla preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio pari al 50% in termini di peso entro il 2020.

    La previsione quindi di adottare misure per promuovere il riciclaggio di alta qualità al fine di conseguire il raggiungimento dell’obiettivo del 50% di materiale effettivamente avviato a riciclo e non più unicamente raccolto;

    2) Il recepimento della Legge Regionale 26 maggio 2016, n. 14 “Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti” e la successiva Legge Regionale 8 agosto 2018, n. 29;

    3) “Di rendere attuabile la seguente gerarchia delle azioni prioritarie stabilite dalle direttive dell’Unione Europea e dalla legislazione statale in campo ambientale”:

    a) prevenzione, quale insieme degli interventi volti a ridurre all’origine la produzione di rifiuti;
    b) preparazione per il riutilizzo, volta a favorire il reimpiego di prodotti o componenti da non considerarsi rifiuti;
    c) recupero, con finalità diverse dal riciclo, compresa la produzione di energia;
    d) smaltimento, quale sistema residuale e minimale per i rifiuti non trattabili di cui alle lettere b) e c).

    4) La conformità “Ai principi e alle indicazioni operative contenute nel PRGRU – Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della REGIONE CAMPANIA approvato dal Consiglio Regionale della Campania nella seduta del 16/01/2012 recepito dalla giunta regionale con delibera n. 8 del 23/01/2012 (pubbl. sul BURC n. 5 del 24/01/2012) il cui aggiornamento è stato approvato dal Consiglio della Regione Campania il 16 di cembre 2016, le cui principali priorità sono di seguito sintetizzate“:









    a) Incremento della raccolta differenziata fino al 65% da perseguirsi mediante il ricorso privilegiato a raccolte domiciliari; la promozione di centri di raccolta; l’implementazione di sistemi di incentivazione per gli utenti del servizio; la predisposizione di linee-guida per uniformare le raccolte sul territorio; la formazione e l’informazione degli utenti.
    b) Finanziamento e realizzazione di impianti di trattamento aerobico della frazione organica a servizio di consorzi di Comuni;
    c) identificazione di aree da riqualificare morfologicamente al fine di realizzare siti di smaltimento della frazione umida tritovagliata a seguito di un processo di adeguata stabilizzazione nel rispetto delle disposizioni fissate nel D.Lgs. 36/2003.

    5)Di recepire quanto stabilito dall’Allegato 1 al D.M. 13.02.2014, concernente il piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione ovvero Piano d’Azione Nazionale sul Green Pubblic Procurement (PANGPP).

    Evidenziamo inoltre in aggiunta alle peculiarità normative di cui sopra che il panorama dell’Economia circolare risulta particolarmente aggiornato a seguito dell’entrata in vigore delle quattro direttive del “pacchetto economia circolare”, pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 14 giugno 2018, che modificano 6 precedenti direttive su rifiuti (2008/98/Ce), imballaggi (1994/62/Ce), discariche (1999/31/Ce), rifiuti elettrici ed elettronici (2012/19/Ue), veicoli fuori uso (2000/53/Ce) e pile (2006/66/Ce).

    L’ultima delle ratifiche effettuate è avvenuta con DECRETO LEGISLATIVO 3 settembre 2020, n. 121 in attuazione della direttiva (UE) 2018/850, che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti.

    Tra gli obiettivi delle nuove direttive è previsto il riciclo entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035) e parallelamente si vincola lo smaltimento in discarica (fino ad un massimo del 10% entro il 2035). Il 65% degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030.

    I rifiuti tessili e i rifiuti pericolosi delle famiglie (come vernici, pesticidi, oli e solventi) dovranno essere raccolti separatamente dal 2025 e, sempre a partire dal 2025, i rifiuti biodegradabili dovranno essere obbligatoriamente raccolti separatamente o riciclati a casa attraverso il compostaggio.

    Per quel che riguarda la discarica, il pacchetto Ue limita la quota di rifiuti urbani da smaltire a un massimo del 10% entro il 2035. Alla luce delle premesse del Piano di cui sopra, constatiamo, che ad oggi, pochi obiettivi dei sopra evidenziati, sono stati raggiunti, né sono state poste le basi per raggiungerli in futuro.

    In considerazione di ciò ci pregiamo di sottoporre all’attenzione del Sindaco, della Giunta, degli Assessori e dei dirigenti competenti per materia, le seguenti proposte volte al miglioramento del servizio cittadino e ad una più trasparente attività informativa verso gli utenti finali, ovvero:

    1) Valutazione di iniziative volte a incrementare la sensibilizzazione alla Differenziata cittadina al fine di garantire una maggiore percentuale dei rifiuti differenziabili e della percentuale complessiva.

    2) Maggiore attenzione alle zone maggiormente colpite dall’abbandono abusivo dei rifiuti. Continuo ed ulteriore coinvolgimento delle Associazione Volontarie già operanti al fine di implementare il sistema di supervisione dei punti critici cittadini di abbandono indiscriminato.

    3) Lavaggio e Spazzamento. Rispetto delle frequenze previste dal Piano e dal CSA e valutazione di eventuali spostamenti di strade cittadine a maggiore vocazione commerciale (che sono inserite in una pianificazione di frequenza 1 su 7) verso gruppi di strade a più alta frequenza di spazzamento;

    4) Approvvigionamento buste. Discontinuità del servizio. Eventuale utilizzo della distribuzione automatica.

    5) Monitoraggio costante dei finanziamenti di provenienza nazionale o regionale riguardanti la tematica dei rifiuti.

    6) Eventuali possibilità di modifiche strutturali al Capitolato per migliorare il servizio previa valutazione ponderata di costo ed opportunità.

    7) Fare propri gli indirizzi di politica ambientale sottesi al Protocollo Rifiuti Zero, per riservarsi in tal senso, iniziative mirate.

    8) Verifica di una diversa strutturazione del servizio dei Rifiuti Ingombranti, tendente in particolare ad una riduzione degli stessi con la possibilità di attivare un servizio specifico dedicato al mercatino dell’usato.

    9) Garanzia di interventi celeri e prioritari nell’eliminazione dei cumuli davanti alle scuole, nei confronti ,quindi, di soggetti “fragili” ovvero bambini in età scolare.





    10) Scrupoloso rispetto del Capitolato e delle eventuali penali per disservizi giornalieri previste dalla lex specialis di gara.
    11) Possibilità di prendere visione degli atti di contestazione giornalieri elevati alla Ditta e dei riscontri dalla stessa pervenuti.

    Per ciò che concerne il CCR di viale Sardegna, invece, la Consulta, regolarmente costituita, mediante due votazioni deliberate a maggioranza dei presenti ha espresso parere favorevole al CCR cittadino, ma non ha ritenuto congrua l’individuazione del sito di Viale Sardegna per la costruzione dello stesso, per i seguenti motivi :

    1) Insufficiente capacità del CCR in termini di rifiuti conferibili;

    2) Mancata valutazione di metodologie alternative al CCR (riduzione a monte dei rifiuti) ;

    3) Rischio di notevole impatto ambientale in considerazione della zona presumibile di costruzione;

    4) Riduzione della vivibilità ed aumento dell’inquinamento acustico ed ambientale in considerazione dell’enorme flusso veicolare previsto e della forte densità abitativa con ricadute anche in termini di riduzione dei valori immobiliari di zona;

    5) Impatto sulla viabilità, insistendo l’opera pubblica su di un’arteria di importanza nevralgica per il tessuto cittadino e per il collegamento con i comuni limitrofi;

    6) Timore, in particolare per la frazione umida, di ritardi nel conferimento dell’umido dal CCR agli impianti di trattamento, soprattutto alla luce di quanto riscontrato nel servizio porta a porta attuale, ritardi che se perduranti anche successivamente alla costruzione del sito, creerebbero non pochi problemi ai residenti, considerando la non esigua densità abitativa della zona.

    Si rappresentano gli esiti delle 2 votazioni:

    Votazione sulla costruzione e gestione di un CCR cittadino: N. presenti: 18 – Maggioranza richiesta: n. 10 – Voti favorevoli al CCR: n.15 – Voti contrari al CCR: n.3 – Astenuti : 0.

    Votazione sulla localizzazione dello stesso a Viale Sardegna:

    presenti: 18 – Maggioranza richiesta: n. 10 – Voti favorevoli alla localizzazione a Viale Sardegna: n. 4 – Voti contrari alla localizzazione a Viale Sardegna: n.13 – Astenuti: 1.

    Non per ultimo, auspichiamo, a conclusione di codesta Relazione, rivolgendoci all’Amministrazione tutta, che si tenga conto delle proposte di cui sopra, riguardanti sia il servizio di igiene urbana, sia il CCR, si tenga conto di una pianificazione delle attività volta a rendere la Consulta maggiormente partecipe ed informata delle iniziative intraprese dalla P.A. e maggiormente partecipe nella formazione di una cultura ambientale diffusa, rispettando i principi di sussidiarietà orizzontale (art. 118, ultimo comma, Costituzione).

    Si auspica, inoltre, anche mediante un Protocollo di intesa tra Amministrazione e Consulta, che :









    1) Sia garantito, nel tempo, il raggiungimento degli obiettivi ambientali che lo stesso Piano dei rifiuti cittadino pone alla base di tutta la sua ispirazione programmatica ed operativa;

    2) Sia monitorato, anche mediante la definizione di parametri quali – quantitativi, l’effettivo grado di miglioramento del servizio di igiene urbana, ponendo, se del caso, obiettivi di breve termine, da supervisionare periodicamente;

    3) Lo stesso Protocollo possa prevedere una partecipazione attiva, in termini di controllo, degli organi della Consulta nella fase, eventuale, di implementazione del CCR anche ai fini del rispetto integrale delle normative di settore che regolano l’opera pubblica, richiamati tra l’altro negli elaborati tecnici e grafici allegati al progetto preliminare.

    La presente Relazione sottoscritta dagli iscritti aderenti e dal Presidente, verrà inoltrata agli organi istituzionali nelle forme opportune.







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