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  • 07/07/2015 "La Grande Onda", arriva il primo grande risultato: intervento sotto la galleria Alimuri per eliminazione problema troppo pieno per le spiagge di Alimuri

    Ricerca personalizzata





    Per domani mattina è previsto alle 8.30 l' intervento sotto la galleria Alimuri per l' eliminazione del problema del troppo pieno per le spiagge di Alimuri, progetto pronto per l' eliminazione della condotta sull' arenile. E questo è l' appello lanciato sul gruppo LA GRANDE ONDA: non perdiamoci, rimaniamo insieme, abbiamo iniziato un percorso importante insieme ed insieme potremo raggiungere dei traguardi importanti!







    La denuncia da cui si è partiti è questa: Il mare della Penisola sorrentina è inquinato, i divieti di balneazione si susseguono dalla Regina Giovanna (capo di Sorrento) a Marina Grande (Sorrento), dal "Golfo del pecuriello" (Sant'Agnello) a Cassano (Piano), dalla "Marina del Purgatorio" (Meta) fino a Punta Gradelle (Vico Equense).

    E NESSUNO prende posizione, nessuno prende provvedimenti: si affiggono i divieti di balneazione là dove proprio non se ne può fare a meno e si aspetta che lo stesso mare lavi e depuri.

    La penisola sorrentina, da tante spiagge con mare blù, ha incominciato a presentare delle spiagge sufficienti, scarse o addirittura non balneabili.







    Per un mare pulito in Penisola Sorrentina è nato il Movimento Civico "la Grande Onda" lanciato da Laura Cuomo, l' autrice della lettera aperta a tutti i sindaci da Massa Lubrense a Vico Equense.

  • LA GRANDE ONDA
    La "Grande Onda" costruttiva e mai distruttiva, è un "movimento" APARTITICO di cittadini, sensibili alle problematiche relative all'inquinamento del nostro mare.

    Tante voci che, unite insieme, si fondono in un'onda gigantesca in grado di risvegliare le coscienze di chi potrebbe porre rimedio allo scempio che si sta perpetrando da anni, e sotto i nostri occhi, al mare e all'ambiente.
    UNISCITI A NOI!

  • Viviamo il mare - Presa diretta del 15/03/2015







    Dal gruppo ONDA si riportano le considerazioni del dott. Raffaele Attardi, frutto del lavoro comune svolto la settimana scorsa, con l' augurio che possano essere utili per proseguire nella iniziatava, avviata con tanta efficacia da Laura Cuomo. Le foto saranno pubblicate a parte,
    manteniamoci sulla cresta dell'onda

    1) Il Ciclo dell’acqua
    L’acqua è una risorsa che non si consuma, infatti come molti sanno cade dal cielo dove si trova sotto forma di nubi o più in generale di vapore , scorre attraverso la terra fino al mare e poi , grazie all’evaporazione ritorna nel cielo .
    E’ indispensabile alla vita, ma se durante questo ciclo viene contaminata, può arrecare danno
    Di seguito prenderò in esame singoli aspetti del ciclo delle acque , evidenziando per ciascuno lo stato in cui si trova , le situazioni di degrado e le possibili soluzioni. Farò spesso riferimento alla situazione di Sorrento, inserendo anche foto prese da internet per evidenziare singoli aspetti di questa problematica. Farò frequentemente riferimento a quello che accade a Sorrento, unicamente perché quella è la situazione che conosco meglio , ma la problematica è comune a tutta la penisola sorrentina , perciò questa nota deve intendersi un documento aperto e chiunque voglia partecipare alla sua integrazione non deve far altro che contattarmi e sarò ben lieto di riscriverla a più mani .

    2) L’approvvigionamento idrico
    Nella storia della Città di Sorrento, l’approvvigionamento idrico e le opere idrauliche hanno avuto sempre una grande rilevanza .Sorrento ,i fin dai tempi dei Romani era dotato di un efficiente sistema raccolta deposito e distribuzione delle acque sorgive come testimonia la presenza delle Piscine Romane , comunemente chiamate i Cisternoni, due enormi depositi capaci di raccogliere l’acqua , provenienti dalle sorgenti locali e garantire così un regolare distribuzione della stessa alla Città.
    Anche Ferdinando II, centinaia di anni dopo , è intervenuto per garantire l’approvvigionamento idrico ,emettendo un Regolamento per la integrità e destinazione delle Sorgenti e dei Canali ed Acquedotti delle acque potabili dei Comuni di Sorrento , di Piano e di Meta .
    Questa continua cura nell’approvvigionamento delle acque è stata manifestata , non solo con la realizzazione di imponenti opere , ma anche con l’acquisto delle sorgenti ,tutte divenute pubbliche , ultima quella della Neffola a via Capo di Sorrento : questo ha consentito nel 1931 a Silvio Salvatore Gargiulo (. Saltovar ) di poter affermare trionfalmente che dal 1850, precedendo di quasi due secoli gli attuali referendum sulla proprietà pubblica dell’acqua , che la città si era resa completamente autonoma, come si può leggere dagli atti ufficiali da lui esposti nella pubblicazione .

     

    Poi è stato costruito l’acquedotto del Serino e l’acqua si è cominciato ad approvvigionare l’acqua prevalentemente da Fontana Grande di Castellamare e dai pozzi di Gragnano .
    Questa grande opera , che ha comportato innegabili benefici, purtroppo come spesso accade , è stata realizzata senza preoccuparsi d’integrarla con quelle esistenti,
    E così sono stati abbandonati quasi tutte le sorgenti , incluso quella della Neffola ., la vecchia di rete adduzione i Cisternoni e la vecchia rete di distribuzione , senza pensare che si trattava di un grande patrimonio pubblico, non solo di valore storico, ma che ancor oggi potrebbe costituire un valida risorsa idrica per molteplici usi ( antincendio, irrigazione, acque industriali ) .. All’abbandono ha fatto seguito l’occupazione e l’uso di alcune di queste risorse da parte di privati . Ricostruire la storia dell’acquedotto della penisola sorrentina , almeno dal 1930 della memoria di Saltovar , sarebbe estremamente utile, per recuperare questa importante memoria della nostra Città e ritornare ad una corretta gestione delle nostre risorse idriche .
    In attesa che ciò accada dobbiamo accontentaci del fatto che l’acqua continua a fluire ,creando scenari d’incomparabile bellezza.
    Foto della Sorgente della Neffola a via Capo Sorrento


    3 ) Le rete fognaria
    Una moderna rete fognaria è caratterizzata dalla presenza di due distinte reti , una per la raccolta delle acque bianche , ovvero prevalentemente quelle pluviali , l’altra per la raccolta delle acque nere , ovvero quelle fognaria .
    Le due reti devono essere distinte perché se le acque bianche si mescolano a quelle nere , nei periodi di piaggia la rete delle acque nere diventa incapace di accogliere il surplus e tracima a mare, con conseguente inquinamento delle acque marine .
    Viceversa se le acque nere vengono fatte confluire nella rete delle acque bianche ( che confluiscono a mare senza trattamenti ) contaminano le stesse e quindi il mare .
    Inoltre anche la rete delle acque bianche dovrebbe essere dotata di accorgimenti per evitare che quelle che sono dette tecnicamente acque di prima pioggia o l’onda di piana che si genera dopo un temporale, trascini tutto a mare .
    A giudicare da quello che oggi si vede , in molte parti della penisola sorrentina le due reti non sono separate. Basta una giornata di pioggia per vedere nascere cascate a mare .provenienti dai troppo pieni della fogna , o fiumi di fango e contaminanti .

    Per quanto riguarda la fogna nera , è stato realizzato un tunnel di raccolta delle acque fognarie che porta la maggior parte dei liquami dei Comuni da Sorrento a Vico Equense, canalizzando lo scarico in una condotta sottomarina ed evitare di scaricare a mare lungo il litorale.
    Questo almeno in teoria: se venisse istallata una telecamera all’interno del tunnel per registrare quello che accade dopo ogni giorno di pioggia è molto probabile che ci accorgeremmo che il tunnel fa acqua da tutte le parti , la condotta spesso s’intasa, con il conseguente sversamento di liquami dai troppi pieni e dagli sfiori direttamente a mare .
    E’ perciò evidente che , prima ancora della realizzazione dell’impianto di depurazione è necessaria un riesame completo della rete delle acque bianche e delle acque nere

    3 ) La depurazione delle acque
    In conclusione ad oggi , tutto ciò che scorre, fra Sorrento e Vico Equense, finisce a mare senza alcun trattamento , ad eccezione di una piccola parte dei liquami che arriva allimpianto di depurazione di Marina Grande . stiamo facendo come quel padrone di caa , che dopo aver spazzato , nasconde la polvere sotto al tappeto .
    Questo perchè dopo 40 anni non è stato ancora realizzato l’impianto di depurazione di Punta Gradelle , condizione necessaria , anche se non sufficiente , per i motivi che abbiamo visto prima , per ridurre la contaminazione del mare .
    Sono tanti gli attori intervenuti in questa vicenda Ministero dell’Ambiente, Regione Campania , Commissariato di Governo Amministrazioni Locali , AtO , Gori .Quotidiani Nazionali, Magistratura .tutti bravi attori , ma è mancato finora il protagonista ., ovvero qualcuno che si mettesse la faccia, assumendo l’impegno di completare l’opera .
    E non sappiamo percò a che consegnare il premio per l’opera incompiuta che resiste da più lungo tempo in Italia .
    Sarebbe il caso di mettere fuori al cantiere, invece che la data di completamento, lo stesso cartello che c’è fuori ad un pub di Sorrento e che dice : birra gratis ‘ domani’ .


    4) Lo stato dell’inquinamento marino
    In conseguenza di tutte le inefficienze elencate ( ma anche per lo stato generale del Golfo di Napoli ) la Qualità delle acque del mare della penisola sorrentina peggiora di anno in anno .
    Ci sono molti indici che concorrono a determinare questo giudizio : la trasparenza delle acque è in continua diminuzione , si formano sempre più frequentemente schiume e la torbidità è in continuo aumento . Questi fattori se non poco investigati , sono quanto meno poco pubblicizzati, anche perché non incidono sulla giudizio relativo alla balneabilità, e invece andrebbero tenuti maggiormente in conto perché sono indice di una modifica irreversibile dell’ambiente marino, con la conseguente distruzione della biodiversità , possono preludere a fenomeno come l’eutrofismo , ovvero la proliferazione incontrollata di alghe e mucillagini, e sono indice di un progressivo accumulo di contaminanti, trasferibili attraverso la catena umana anche all’uomo con conseguente rischio per la salute pubblica.

    In realtà quello che colpisce ed allarma maggiormente l’opinione pubblica è solo il divieto di balneazione , che viene decretato prevalentemente quando si supera la soglia di batteri patogeni, prevista dalla legge . Tradotto in parole semplici , il degrado viene accettato , fino a quando il mare non diventa una fogna a cielo aperto.
    A questo punto però è troppo tardi per recuperare la qualità delle acque e ci si deve accontentare, per motivi economici , del recupero della balneabilità ottenuto attraverso la ripetizione di analisi ed il conseguente balletto di cifre teso a dimostrare una idoneità , che è spesso solo temporanea.


    5) Le azioni da proporre
    Risulta evidente che per gestire correttamente il ciclo delle acque, bisogna risolvere tutte le criticità evidenziate .

    - Recuperare l’uso delle sorgenti locali e le vecchie strutture e destinarle all’uso non potabile, riducendo così il consumo dell’acqua potabile , sempre più costoso .

    - Razionalizzare la rete fognaria separando le acque bianche da quelle nere

    - Predisporre idonei sistemi di trattamento per le acque bianche, prima del loro scarico a mare e di pretrattamento delle acque fognarie , prima del convogliamento nel collettore consortile

    - Realizzare l’impianto di depurazione di Punta Gradele Monitorare lo stato delle azioni intraprese

    - Migliorare il monitoraggio dello stato del mare, senza limitare il piano di controlli alla sola ricerca dei batteri .

    Per attuare tutto questo è importante, come si è dimostrato nel caso dei rifiuti , il coinvolgimento , la sensibilizzazione e la partecipazione dei Cittadini e della Associazioni. Anche qui infatti vale un detto che da anni ho introdtto in penisola : per tenere pulito basta non sporcare .

    Tutti abbiamo il dovere di assumere atteggiamenti responsabili per ridurre il consumo di acqua ed carico inquinante dei liquami.Le associazioni ambientaliste hanno il compito di introdurre e sostenere questa cultura .Gli imprenditori devono considerare la produzione dei liquami come uno di tanti aspetti della loro attività e gestirli correttamente prima di conferirli alla reta fognaria

    Siamo già pronti a questo come dimostra l’alto numero di adesioni ( oltre 2000 in 5 giorni ) che ha ricevuto il nostro gruppo Facebook ‘ La Grande Onda ‘ creato per portare avanti questa problematica , o le inziative di alcuni imprenditori lungimiranti che puntano ad un turismo sostenibile e a rifiuti zero.

    Quello che manca è qualcuno che ci metta la faccia , ovvero assuma il compito di dre continuità a queste iniziative . E deve far parte della nostra Comunità . L’AtO 3 è troppo grande e disomogenea per svolgere questo assumesi questo ruolo e la GORI è una società privata , Gia Adriano Olivetti, uno dei più lungimiranti politici italiani. ammoniva 50 anni fa, sulla necessità di non affdarsi a Enti troppo grossi o peggio a privati per amministrare il territorio per la difficoltà in queste condizioni di tenere sotto controllo gli interessi delle lobby dei politici , interessati ad accrescere il loro consenso mediante le assunzioni , e quelli deii gruppi economici , interessati a spartirsi consulenze e lavori.

    Anche qui ci vuole qualcuno della nostra Comunità che ci metta la faccia e che costringa tutti gli interlocutori a sedersi periodicamente intorno ad un tavolo per rendere conto di quello che stanno facendo e che informi correttamente i Cittadini dei progressi ottenuti e dello stato della qualità del mare. Il Sindaco Gennaro Cinque e l’assessore Elefante , di Vico Equense, abbattendo il mostro di Alimuri, hanno dimostrato che quando si vuole e quando si hanno le capacità , si trovala strada per realizzare il miracolo .

    I motivi per intervenire non mancano: la Penisola Sorrentina vede di anno in anno aggravarsi i rischi alla salute causati dalla immissione dei liquami direttamente a mare, ed il danno economico causati dal degrado del mare , i rischi finanziari causati da una dissennata politica di gesione delle acque, perciò chiunque dei Sindaci ( meglio se delegato da tutti gli altri), può intervenire , anche con poteristraordinari e senza chiedere autorizzazione a nessuno per salvaguardare la nostra Comunità .

    Aspettiamo chi si faccia avanti per sostenerlo a braccia aperte .

    Raffaele Attardi

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