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  • 26/07/2017 Assemblea 25 luglio piazza Matteotti, tavolo itinerante M5S, assemblea pubblica Comitato Vesuvio mo' basta

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    25/07/2017 Assemblea pubblica del 24 luglio promossa dal ‘Comitato Vesuvio mo’ basta’ nell’aula magna del Liceo Classico Gaetano De Bottis di Torre del Greco (comunicato stampa)







    Il 24 luglio 2017, nell’aula magna del Liceo Classico Gaetano De Bottis di Torre del Greco, grazie all’ospitalità offerta dalla Dirigente Letizia Spagnuolo, si è tenuta l’assemblea pubblica promossa dal ‘Comitato Vesuvio mo’ basta’.







    Ad aprire l’incontro sono state le immagini ormai note dell’allarme che il sig. Somma, cittadino torrese che ha perso tanto a causa del fuoco, ha cercato di lanciare ai primi soccorritori: “se il fuoco comincia a camminare chioma chioma, ca’ s’appicc’ tutt’ o’ Vesuvio”. Immagini toccanti e commoventi perché autentiche e piene di amore per il Vesuvio, per le sue creature e per la sua terra che è andata distrutta.
    Il simbolo di questo disastro.

    A presentare e moderare l’incontro è intervenuta Mariella Romano che, con la sua nota professionalità, ha presentato il Comitato, esposto i drammatici fatti che hanno interessato il territorio vesuviano negli scorsi giorni ed ha introdotto gli esperti che hanno fornito notizie, dati e chiarimenti su quanto accaduto e sulle conseguenze che i roghi hanno prodotto e produrranno nei prossimi anni, decenni purtroppo, sulla terra, l’aria, l’ambiente tutto e, di conseguenza, sulla nostra sicurezza e sulla nostra salute.

    Patrizia Di Donna, fautrice e madre del Comitato, ha espresso lo spirito e i sentimenti che hanno animato questa sua iniziativa, frutto della rabbia e dello sgomento di fronte alle fiamme, al fumo, alla distruzione e immediatamente condivisa da un gruppo di amici attraverso un rapidissimo tam tam sui social network che ha dato vita ad un gruppo che intende agire attivamente e di concerto con i numerosi altri gruppi, comitati, associazioni e movimenti che già da tempo lavorano e lottano per vedere salvo un patrimonio preziosissimo e vitale per le nostre città: il Parco Nazionale del Vesuvio e i territori urbani che lo circondano; individuare cause e responsabilità; impedire che un disastro di tale portata si ripeta in futuro e impegnarsi affinché ciò che è andato distrutto possa risorgere dalla spessa coltre di cenere che giace nei boschi. Prevenire!

    La parola è quindi passata agli esperti che, come era tristemente prevedibile, hanno dipinto un quadro decisamente desolante e preoccupante della situazione.

    Il geologo, dott. Rosario Santanastasio, in merito ai rischi idrogeologici conseguenti ai roghi, ha spiegato che, come è noto per i numerosi e devastanti eventi franosi che si sono avvicendati in ogni parte d’Italia, la deforestazione produce una minore capacità di assorbimento delle acque piovane, ma, nel nostro caso, si aggiunge la coltre di cenere e materiale di combustione depositatosi sul terreno che crea una impermeabilizzazione dello stesso. Ragion per cui, considerate le statistiche relative alle precipitazioni nelle nostre aree nei mesi a venire e la sempre più frequente incidenza di fenomeni temporaleschi di intensa portata (le cosiddette bombe d’acqua), gli interventi per evitare che le strade e i canali di confluenza delle acque piovane diventino fiumi incontrollabili di acqua, fango e detriti pericolosi per le persone e per le cose costituiscono una priorità assoluta.

    Il chimico, dott. Fabio Mazzaglia ha fornito un potenziale quadro sullo stato dell’aria decisamente preoccupante. Occorre precisare che quanto riferito dal dott. Mazzaglia, non è suffragato, ad oggi, da alcun dato obiettivo, tenuto conto che non si dispone di dati di rilevamento dell’ARPAC. Ciò che sappiamo è che i fumi che hanno invaso i nostri cieli in questi giorni sono il frutto della combustione di alberi, vegetazione, animali e rifiuti di non meglio precisata natura (ma con ogni probabilità anche amianto e rifiuti industriali come tessuti, materiali edili, di conceria e vernici). La combustione di tutti questi materiali ha generato la propagazione nell’aria di particelle infinitamente piccole che respiriamo ogni giorno e che, una volta inalate, non saranno più espulse dal nostro organismo. Tale processo è potenzialmente pericoloso e foriero di patologie respiratorie e neoplasie. Tali particelle, nel tempo, precipiteranno al suolo con potenziale contaminazione delle falde acquifere e dei terreni coltivabili. In estrema sintesi, si può prospettare l’applicazione, per il disastro del Vesuvio, del protocollo ‘Terra dei fuochi’.

    Il prof. ing. Moscarella ha efficacemente evidenziato come il Parco Nazionale del Vesuvio versi in uno stato di incuria e abbandono non solo preoccupante, ma molto pericoloso tanto da aver certamente favorito il diffondersi delle fiamme. Nondimeno, focalizzando l’attenzione sull’importanza della prevenzione, dati alla mano, che in questo caso non costituiscono noiosi numeri inanellati ad annoiare una platea, l’hanno, al contrario e, scusate l’infelice ma doverosa scelta di parole, infiammata, di fronte all’evidente, inadeguata destinazione delle risorse economiche investite in numerosi progetti e attività in alcuni casi creative, in altre poco chiare, certamente ben lontane dal fornire garanzie di sicurezza e pulizia di boschi, sentieri, e creazione di viali tagliafuoco.

    Ciò che sembra emergere in maniera molto chiara è che anche quando i fondi esistono, vengono utilizzati in maniera inappropriata o, quanto meno, con una errata valutazione delle priorità. L’importanza di una meditata e ben studiata riforestazione appare, infine, fondamentale, tenuto conto della conformazione e delle caratteristiche delle pendici del Vesuvio.

    L’obiettivo deve essere quello di evitare, ripiantando gli alberi in maniera oculata in prossimità dei viali tagliafuoco, che la pendenza e il vento possano favorire la propagazione delle fiamme ‘chioma chioma’, come aveva profeticamente paventato il sig. Somma. L’ing. Moscarella ha altresì prospettato la possibilità, anzi l’opportunità, di realizzare un serbatoio interrato alle pendici del Vesuvio atto a costituire fonte di approvvigionamento idrico ad immediata disposizione in caso di emergenza incendi.

    L’attivista Clementina Sasso ha evidenziato come le amministrazioni locali siano indolenti e del tutto inattive rispetto alla prevenzione. Comuni che non hanno fruito degli stanziamenti destinati a materiali per la protezione civile, piani di emergenza che non esistono, mezzi di soccorso non efficienti. Promotrice della manifestazione che si terrà a Napoli il 25 luglio con partenza da piazza Matteotti, ha riferito che gli attivisti hanno preparato una lettera al Prefetto in cui si richiede, tra le altre cose, con urgenza: la dichiarazione dello stato di calamità naturale; la valutazione immediata del rischio idrogeologico sui versanti del Monte Somma e del Vesuvio e la rispettiva messa in sicurezza, laddove necessario mediante la manutenzione delle opere preesistenti e/o la realizzazione di nuovi lavori; l’immediata opera di bonifica e ripristino dei versanti e dei boschi interessati dalle fiamme e la messa in atto di un piano di rimboschimento che veda collaborare tutti i soggetti interessati e il controllo degli appalti e delle ditte che si aggiudicheranno la gara, con la messa in sicurezza dei sentieri mediante l'abbattimento degli alberi pericolante e irrimediabilmente persi.

    Insieme a Clementina Sasso, Silvano Somma, figlio del protagonista del noto video, che ha dato la sua testimonianza di conoscitore e amante del Vesuvio. Silvano Somma, con le sue parole, ci ha fatto capire che amare, vivere e conoscere il territorio del Parco sia fondamentale per mettere in atto gli interventi necessari alla messa in sicurezza, di manutenzione, di tutela del territorio e che, troppo spesso, chi è preposto a farsi carico di tali interventi non abbia la minima conoscenza del territorio e delle sue condizioni. Altresì, il mancato coordinamento degli interventi di spegnimento da parte del ‘fu’ Corpo Forestale, ha reso spesso inefficaci i lanci dei Canadair.

    L’avv. Francesco Maria Morelli, penalista, ha efficacemente richiamato l’attenzione sulla necessità di individuare le responsabilità nel ritardo degli interventi, nella incapacità o il lassismo di coloro che non hanno previsto che, con l’intensificarsi del vento, la situazione sarebbe irrimediabilmente sfuggita di mano; le mancanze delle amministrazioni e degli enti che, nella gestione dell’emergenza, hanno in molti casi lasciato a sé stessi volontari e cittadini. L’avvocato ha inoltre illustrato le modalità della costituzione di parte civile in un futuro processo a carico di coloro che verranno indagati. Ha infine sottolineato l’importanza di indirizzare il lavoro di comitati ed associazioni al fianco e in cooperazione con gli organi inquirenti.

    L’ing. Pietro Costabile, nella ormai unanime convinzione che la prevenzione sia lo strumento più efficace per evitare il ripetersi di sciagure simili a quella di cui siamo stati testimoni, ha formulato proposte efficaci come l’utilizzo di droni per il monitoraggio del territorio, sia anti sversamenti, sia anti incendio, e la realizzazione di torrette di avvistamento da porre lungo tutto il perimetro dell’area vesuviana ed il cui costo di messa in opera ammonterebbe a circa € 20.000,00, cifra irrisoria se messa a paragone con i numeri forniti dall’ing. Moscarella e con i costi giornalieri per gli interventi dei canadair.

    La dott.ssa Maddalena De Lucia, dell’Osservatorio vesuviano, nel manifestare il proprio attaccamento, non solo scientifico, al Vesuvio, ha rassicurato i cittadini sulle attuali condizioni dell’attività vulcanica, riferendo i risultati dei quotidiani rilevamenti che l’Istituto effettua e che definisce in linea con l’attività degli ultimi trenta anni. Nondimeno ha mostrato la totale disponibilità dell’Osservatorio da lei ieri rappresentato, a cooperare con le organizzazioni in difesa del patrimonio naturale.

    Al termine degli interventi degli esperti, alcuni volontari hanno reso partecipi i numerosi presenti di ciò che hanno vissuto in prima persona, il salvataggio di una anziana novantatreenne evacuata dalla propria casa, il lavoro di spegnimento senza abbigliamento e strumenti idonei a salvaguardare la loro sicurezza, l’assenza dei mezzi di soccorso nelle zone critiche.

    Rappresentanti di altre organizzazioni tra le quali ha preso la parola la dott.ssa Maria Felicia De Luca, Presidentessa dell’Università Verde, hanno infine hanno dato testimonianza dell’attività dagli stessi portata avanti già da tempo ed espresso la soddisfazione nel veder sorgere altri gruppi civici con gli stessi obiettivi, nonché l’auspicio di unire le forze in questo cammino che si preannuncia lungo, difficile e non privo di ostacoli.

    Appare opportuno riferire che l’amministrazione comunale, benché invitata, non ha partecipato all’incontro, con nostro rammarico, ma riteniamo che una assenza di questo tipo sia più eloquente di ciò che avremmo potuto ascoltare qualora fossero intervenuti. Non era nostra intenzione muovere accuse o aprire polemiche, ma qualche spiegazione, qualche chiarimento alla cittadinanza non sarebbe stata una concessione, ma un atto dovuto.

    È stato un piacere constatare che i cittadini sono stanchi di veder distruggere la propria terra, l’aria che respira, il cibo che mangia, la salute propria e dei propri figli. Che non è più disposta a far decidere ad altri e passivamente delle proprie vite. L’affluenza ad un incontro organizzato in pochi giorni e pubblicizzato solo attraverso il passa parola personale e sui social network ne è la dimostrazione ed è anche la prova che ciò che intendiamo fare è non solo giusto, ma condiviso da molti.

    Ora non resta che rimboccarci le maniche e non smettere più di far sentire le nostre voci, che devono diventare un coro talmente assordante da impedire a chi di dovere di fare orecchie da mercante.

    Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e a un grazie preventivo a tutti coloro che vorranno fornire il loro contributo alla causa.

    24/07/2017 M5S lancia un tavolo di lavoro itinerante nei comuni vesuviani

    Dietro proposta del deputato Luigi Gallo lunedì 24 è iniziato un tavolo di confronto con la cittadinanza sul problema della salvaguardia del parco nazionale del Vesuvio presso il teatro Sant’Anna (via Madonna del Principio, 12) con cittadini e realtà dal basso.

    Si tratta del primo tavolo di confronto permanente per la salvaguardia del Parco nazionale del Vesuvio con una riunione di coordinamento alla quale hanno partecipato associazioni, volontari e realtà dal basso che nei giorni più critici dell’emergenza roghi sul Vesuvio hanno collaborato con Protezione civile e Vigili del fuoco a spegnere gli incendi.

    La proposta era stata lanciata da Luigi Gallo, deputato del Movimento Cinque Stelle, ma si tratta di una riunione itinerante in programma anche negli altri Comuni della comunità del parco nazionale del Vesuvio.

    Queste le sue parole:

    “E’ necessario coinvolgere la cittadinanza perché non vogliamo vedere una Regione e un Parco Nazionale del Vesuvio diventare una discarica o trasformarsi in uno strumento di mero business. Ci stiamo battendo nelle stanze di Montecitorio per far presente a questo governo colpevole e silente che hanno azzerato i fondi per la prevenzione degli incendi. Per questo, abbiamo presentato una mozione di sfiducia al ministro Gian Luca Galletti e ieri, in un’interpellanza rivolta al ministro Minniti, abbiamo appurato come il governo, nascondendo la testa sotto la sabbia, si sia reso indirettamente complice dei terroristi ambientali. I Vigili del fuoco hanno dato il massimo, la Protezione civile ha fatto il possibile ma non i governi. Purtroppo non basta, dobbiamo sbattere in faccia anche alle istituzioni locali e alla Regione tutti i loro ritardi e quelle incapacità che ci stanno condannando.

    Insieme ai cittadini porteremo avanti un’azione di controllo e proposta per attuare tutte le norme già vigenti che se solo fossero applicate ci garantirebbero soluzioni e prevenzione.

    Come si sa la Regione Campania ha approvato il piano per la prevenzione degli incendi solo il 12 luglio, in piena emergenza incendi e si è messo in atto uno scaricabarile che non ci interessa, vogliamo proposte per salvare la nostra terra”.


    Il Tavolo permanente per la salvaguardia del Parco nazionale del Vesuvio è stato aperto ieri a Torre del Greco alla presenza dei consiglieri comunali M5S di Torre del Greco ed Ercolano, Ludovico D’Elia e Gennaro Cozzolino, del consigliere regionale Tommaso Malerba e del consigliere metropolitano di Napoli, Danilo Roberto Cascone, che hanno programmato una riunione mensile coinvolgendo sempre nuove organizzazioni con il coordinamento di varie figure e con la presentazione di proposte da far recepire a livello comunale, nazionale e regionale attraverso una piattaforma web che sarà resa disponibile a breve, da parte di associazioni, volontari e realtà dal basso.

    Si è parlato dell' indifferenza del governo centrale e sulla doppia natura, tossica e dolosa, che rende i roghi campani un unicum nell’ambito degli incendi boschivi che hanno caratterizzato questa estate d’Italia ma hanno evidenziato anche l' emergenza frane che potrebbe verificarsi con le prime piogge.

    Non esiste un piano d’azione per la morfologia territoriale di ogni comune per circoscrivere ogni emergenza sul nascere.

    Secondo il deputato Luigi Gallo:

    “E’ fondamentale chiedere a tutti i Comuni i piani di emergenza contro il rischio incendi. Serve un piano operativo per ogni Comune. Ci sono oltre 50mila ettari di vegetazione andati in fumo, non è solo un attacco alla nostra terra ma anche all’acqua e all’aria. E alle prime piogge ci troveremo di fronte a una nuova emergenza.

    La partecipazione dei cittadini è fondamentale e bisogna denunciare tutto quello che non va bene alle istituzioni e alle forze dell’ordine. La nuova piattaforma servirà per lanciare le idee ma i cittadini potranno anche far pervenire le loro richieste di accesso agli atti e confrontarsi con le istituzioni stesse. Partecipare è il primo passaggio per far funzionare un vero piano di prevenzione”.

    25/07/2017 Emergenza incendi: i comitati in piazza Matteotti a Napoli per chiedere una maggiore tutela

    Molti comitati cittadini dei comuni Vesuviani, attivisti, associazioni e movimenti spontanei hanno dato vita ad una manifestazione contro le irresponsabilità istituzionali e politiche con la mobilitazione generale per la prevenzione, la pianificazione e l'emergenza del rischio del 25 luglio a piazza Matteotti.

    L'esteso incendio che ha distrutto il Parco Nazionale del Vesuvio non può essere definito emergenza ed ha evidenziato appieno l'inefficienza delle istituzioni a tutti i livelli senza alcun piano di prevenzione, la pianificazione, la gestione del rischio a tutti i livelli.

      Si chiede di essere protetti e tutelati da rischi prevedibili e pianificabili con piani di protezione civile ed uffici.

    E' il momento per tutti i cittadini di iniziare a partecipare ed interessarsi.

    23/07/2017 Una questione di fiducia (Cittadini per il parco)

    ci siamo posti una domanda:

    può, l'uomo che ha guidato il Parco nazionale del Vesuvio nell'ultimo anno e mezzo, essere colui il quale guiderà la rinascita del Parco dalle sue ceneri?

    In questi giorni vi sarà capitato di ascoltare al bar, dal fruttivendolo, mentre facevate la spesa, dal parrucchiere, in un qualunque esercizio pubblico, i commenti dei vostri concittadini sugli incendi che hanno devastato il Vesuvio. Quasi tutti, se non tutti, inveivano contro chi avrebbe appiccato il fuoco, attribuendo la colpa di quanto accaduto a criminali mossi dalle più svariate motivazioni.

    Ora è comprensibile che persone che non hanno dimestichezza con i boschi e con la campagna (come ormai la stragrande maggioranza della popolazione in area Parco) non comprenda che il vero problema non è chi incendia e perché ma il fatto che il bosco se non gestito, coltivato, pulito, è a rischio altissimo di incendi.

    Ed è anche comprensibile che persone non addette ai lavori, che non conoscono i boschi, non comprendano che non bastano i mezzi aerei, che siano elicotteri o canadair, per spegnere gli incendi, ma che occorra personale di terra qualificato e adeguatamente attrezzato per impedire che le fiamme si propaghino o che riprendano vigore dopo il passaggio dei mezzi aerei.
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  • Piccolo video piazza Matteotti

    VESUVIO BENE COMUNE (Figli del Vesuvio https://www.facebook.com/Figlidelvesuvio-202007450329607/?hc_ref=ART0kJBcx9dCXSQOrgbW6guhP7t-pvQEg9QxS5dQPoodtj_GSju8OCd1IYpFLr5AD2g&fref=nf)

    Il 26 luglio si è tenuta l'assemblea pubblica per discutere di ciò che, nelle ultime settimane, tutti abbiamo visto bruciare. Abbiamo visto bruciare il nostro Vesuvio, abbiamo visto le fiamme vicino alle case nei nostri concittadini, abbiamo visto e respirato i fumi tossici dei rifiuti, risultato di anni di disinteresse da parte delle amministrazioni; tutte responsabili, dalla regione fino all'ente parco. Crediamo fortemente che solo la partecipazione popolare, l'interesse reale dei cittadini, estranei a sfruttare l'accaduto per meri fini elettoralistici, possa essere la soluzione del disastro che è avvenuto.

    Crediamo nella responsabilità delle amministrazioni, nessuna esclusa, dalla Regione ai Comuni fino all' Ente Parco col suo presidente Casillo

    Oggi proprio lui sarà ospite all'hotel Poseidon, per l'ennesima passerella politica, atta a giustificare ciò che in questi anni non è stato fatto, rispondendo alle domande dei cittadini con il solito scaricabarile a cui siamo, purtroppo, abituati

    Per questo siamo tutti chiamati ad intervenire alle ore 18.00, all'hotel Poseidon a Torre Del Greco, per far sentire la nostra voce: Rigettiamo qualsiasi decisione calata dall'alto, vogliamo che i responsabili di questo disastro paghino e che la decisionalità sia finalmente posta nelle mani dei presidi popolari permanenti, coadiuvati dall'istituzione di un Osservatorio Ambientale RIPIGLIAMMOCE 'A MUNTAGNA

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