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  • 22/12/2015 “Vuoto a rendere” per plastica e vetro presto anche in Italia


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    Al 22 dicembre 2015 il vuoto a rendere è divenuto legge e devono entrare  in azione  associazioni e Comuni virtuosi, gli imprenditori e operatori innovativi per fare in modo che questo primo passo  sia  decisivo per la riduzione dei rifiuti e per  l'economia circolare.

    In effetti il via libera alla proposta è del 19 settembre del 2014 da parte della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, riguardante il Collegato Ambiente, legato alla Legge di Stabilità 2014. Tra le altre norme, anche il “Vuoto a rendere”, che consente di restituire ai negozi gli imballaggi, avendo in cambio sconti o punti.

      Nel Collegato Ambientale furono accolti e votati positivamente, tra gli altri, sette articoli fortemente voluti dal M5S. " Innanzitutto gli imballaggi: entro sei mesi il governo avrebbe dovuto  predisporre la sperimentazione per il vuoto a rendere per il vetro (acque minerali e birra) negli esercizi commerciali pubblici. Un piccolo passo verso la riduzione dei rifiuti e il riutilizzo dei contenitori”





    Il “vuoto a rendere” già  esisteva anche in Italia, poi fu abbandonato per favorire il consumo delle materie prime.

    Si voleva, dunque,  ritornare indietro per poter risparmiare  materie prime, denaro ed energia. Si tratterebbe non più di riciclare ma solo di sterilizzare i recipienti risparmiando il 60% di energia.

    Con il vuoto a rendere, si versa una cauzione al momento dell' acquisto  sul contenitore di   vetro, alluminio o plastica,  cauzione che verrebbe i restituita al consumatore alla restituzione del vuoto, realizzando una resa dell' 80%-90% in quanto  il deposito cauzionale funge da grande incentivo






    Le utenze commerciali coinvolte dovrebbero iniziare con un 20%    di materiale da "vuoto a rendere" con incrementi  nel tempo e    con agevolazioni fiscali dei commercianti aderenti e maggiorazione per gli altri sulla tariffa rifiuti. Il vuoto a rendere è già diffuso in vari paesi come la Germania dove il cliente riporta i vuoti nel punto di acquisto   ricevendo un buono in danaro.

    Al 22 dicembre 2015 il vuoto a rendere è divenuto legge e devono entrare  in azione  associazioni e Comuni virtuosi, gli imprenditori e operatori innovativi per fare in modo che questo primo passo  sia  decisivo per la riduzione dei rifiuti e per  l'economia circolare.

    Si tratta in effetti di una proposta depotenziata rispetto a quella di un anno fa avanzata dal M5S ma è possibile partire da questa per iniziare.

    Ora su aspertta il governo per l' attuazione, anche se la pressione delle lobby è riuscita  a far inserire al Senato parole limitanti e frutto della paura di innovare il sistema. Parole come la 'sperimentazione volontaria del singolo esercente' ed il limite di essere 'senza oneri pubblici' ma non sono esclusi altri tentativi per boicottare il vuoto a rendere.

    Per contrastare bisognerà coinvolgere associazioni ambientaliste, Comuni Virtuosi, imprenditori e operatori innovativi, per far sì che la proposta operativa di sperimentazione sia attuata in maniera seria e rappresenti il volano di un grande progetto per modernizzare il Paese e l'economia tutelando ambiente, salute e creare nuovi posti di lavoro.

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