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  • 29/11/2015 In marcia per il clima

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    Tutti  "In marcia per il clima" per favorire una presa di coscienza per un   cambiamento climatico, stimolando cittadini, amministrazioni, piccole e medie imprese verso un modello di sviluppo differente, sostenibile, rispettando il territorio e la comunità.

    “Le rivoluzioni cominciano dalle persone, non dai politici. Dobbiamo essere a capo della rivoluzione, non dobbiamo solo seguirla, e portare i leader con noi” – Riken Patel (Avaaz.org)

    Per  combattere le lobbies delle fonti fossili, rifiutare il terrorismo, rilanciare la democrazia e la pace. è necessario lottare per un buon accordo globale sul clima.

    La manifestazione di Roma è stata una delle più frequentate con 20.000 persone in piazza.

    Si è trattoto di uno dei 2300  eventi in tutto della Global Climate March, la più grande mobilitazione della storia contro i cambiamenti climatici, per chiedere ai  governi di sottoscrivere a Parigi un accordo legalmente vincolante,  contro i cambiamenti climatici.






    Nel vertice delle Nazioni Unite che si sta svolgendo in questi giorni a Parigi (30 novembre/11 dicembre), si dovrà definire il nuovo accordo internazionale sul clima per cui l' anno 2015 diventa importantissimo per il futuro del pianeta.

    I punti principali sono:

    1) Impegnarsi in ogni modo a ridurre le emissioni di gas serra

    2) Aiutare i  territori maggiormente colpiti dall'effetto devastante dei mutamenti climatici

    3) Portare avanti uno sviluppo SENZA fonti non rinnovabili (fonti fossili)








    “Le rivoluzioni cominciano dalle persone, non dai politici. Dobbiamo essere a capo della rivoluzione, non dobbiamo solo seguirla, e portare i leader con noi” – Riken Patel (Avaaz.org)

    Anche l'     Università Verde ha diffuso un opuscolo:

    SI’ A UN FUTURO 100% RINNOVABILE STOP A CARBONE, PETROLIO E GAS!

    Il 30 Novembre i rappresentanti di 190 Paesi si riuniranno a Parigi per prendere decisioni sul futuro del clima, del Pianeta e dei suoi abitanti.

    Oggi in tutto il mondo si marcerà per chiedere ai potenti della terra, in modo netto e chiaro, di ridurre le emissioni di CO2 prima che sia troppo tardi, per contenere l'aumento delle temperature globali e scongiurare conseguenze catastrofiche.

    Così come il terrorismo, anche il cambiamento climatico rappresenta una sfida per l'umanità intera, una sfida che è possibile da vincere, perché entro il 2050 il Pianeta è in grado di soddisfare interamente il proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili.

    L’obiettivo è, quindi, che i leader mondiali giungano a un accordo giuridicamente vincolante che ponga la soglia dell’aumento del riscaldamento globale non oltre i 2°C entro il 2050. Se si superassero i 2°C di riscaldamento globale, il livello del mare aumenterebbe di 5 metri entro il 2065.

    Con un aumento di 4°C sarebbero a rischio i paesi del Mediterraneo, del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’America Latina.

    Se a questo aggiungiamo altre variabili, quali le guerre per l’accaparramento delle risorse naturali, il consumo di suolo, la carenza di risorse idriche, la cementificazione dei territori ed altro, le conseguenze sulla parte più indifesa delle popolazioni potrebbero essere enormi, tanto da provocare una vera e propria crisi umanitaria, che creerebbe centinaia di milioni di profughi.

    Le conseguenze drammatiche del riscaldamento climatico ci riguardano davvero da vicino. I dati dicono che in Italia gli eventi climatici estremi sono passati da circa 15 nel 2006, a 314 nel 2013. In ogni caso, intensificazione di fenomeni meteorologici estremi, tendenza alla tropicalizzazione delle zone a clima temperato come l’Italia, diffusione di fenomeni meteorologici tropicali (quali i tornado, per esempio), desertificazione, siccità, scioglimento dei ghiacci (alpini e artici), innalzamento del livello dei mari, diffusione di specie non autoctone ed infestanti (nel mare e sulla terraferma), diffusione di malattie tropicali, ecc. sono tutti fenomeni che colpirebbero direttamente o indirettamente anche noi.

     Questa Conferenza non può fallire e il rischio c’è, considerando il clima di terrore che si è creato e, soprattutto, gli impegni finanziari per le nuove guerre.

    Oggi siamo in piazza per far sentire anche la nostra voce, per la difesa del Pianeta, dei beni comuni, della nostra vita e, non ultimo, contro il terrorismo, per la pace.

    UNIVERSITA’ VERDE – Torre Del Greco

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