TuttoTrading.it

16/12/2006 Vivisezione televisiva (www.agireora.org, http://www.tg5.mediaset.it, visto su http://www.comedonchisciotte.org)

Ricerca personalizzata
GIOCHI GIOCATTOLI
Articoli da regalo
Attività creative
Bambole e accessori
Bestseller generali
Burattini e tetrini
Calendari dell' avvento
Collezionabili
Costruzioni
Elettronica per bambini
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Elettronica per bambini
GIOCHI GIOCATTOLI
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Giochi di imitazione
Giochi da tavola
Giochi educativi
Modellismi
Peluche
Personaggi Giocattolo
Puzzle
Sport Giochi Aperto
Strumenti Musicali
Veicoli

Il 15 e 16 dicembre, come ogni anno dal 1990, Telethon, che nasce negli Stati Uniti a metà degli anni sessanta, torna sulle tre reti Rai per raccogliere fondi a favore della ricerca sulla distrofia muscolare. Ma quale tipo di ricerche e quali risultati concreti sono stati ottenuti fino ad oggi, con le generosissime offerte di centinaia di migliaia di telespettatori?

Innazitutto Telethon sovvenziona moltissime ricerche, per le quali vengono spesi ogni anno parecchi milioni di euro, che coinvolgono animali, soprattutto topi transgenici, ossia manipolati geneticamente, ai quali vengono indotti in modo del tutto artificiale i sintomi della malattia studiata. In sostanza viene riprodotto un sintomo "simile" a quello sotto studio ma le cui cause sono assolutamente diverse, e che si manifesta su una specie del tutto differente da quella d'interesse umana. Esistono così ad esempio: topi malati di Alzheimer, di Sclerosi Multipla, di diabete o meglio di analoghi di queste patologie, ma che gli animali non conoscerebbero per natura se non grazie all'uomo che le induce sperimentalmente in soggetti altrimenti sani.

Una prassi quindi basata su un errore metodologico che lo stesso Giulio Cossu, direttore del Centro per le Cellule Staminali dell'Istituto San Raffaele di Milano, e coinvolto in un progetto di ricerca sulla distrofia
muscolare finanziato da Telethon involontariamente ammette, in una intervista (www.uildm.org), affermando che: "Ci sono vari problemi molto grandi ancora da affrontare e da risolvere. Il primo è quello che un uomo ha dei muscoli di gran lunga più grandi di quelli di un topo e quindi, per poter ricostituire l'intera massa di un quadricipite umano non servirà più mezzo milione di cellule, ma probabilmente ne servirà un miliardo! In questo senso, noi non siamo ancora in grado di crescere le equivalenti cellule umane, soprattutto se prelevate dai pazienti, fino a raggiungere quei numeri. E' proprio a tale scopo che stiamo studiando i mesoangioblasti umani, ma non conosciamo ancora di queste cellule le stesse cose che abbiamo imparato su quelle del topo: e potremmo avere delle brutte sorprese, come ad esempio che le cellule umane non crescano tanto quanto quelle murine (modello di topo ndr). Potremmo quindi averne poi in numero insufficiente".
E ancora: "Mentre i topi sono tutti immunologicamente identici - come
fossero dei gemelli monocoriali - non è così per gli uomini". Dunque si può dedurre da queste asserzioni come in realtà qualsiasi specie animale diversa dall'uomo non possa assolutamente essere considerata un suo modello e qualsiasi ipotesi sperimentale nella ricerca non possa essere confermata o confutata sulla semplice base di un'analogia, quella appunto tra uomo ed animale non umano.

Ma c'è di più. L'esigenza infatti di creare modelli geneticamente
modificati, conferma in maniera inequivocabile, che fino ad ora la
vivisezione non è stata una pratica scientifica attendibile, perché, se così
fosse, non ci sarebbe la necessità di creare nuovi animali manipolati, più
simili agli esseri umani. Infine, e non certo a margine di tutto ciò, per
molti ricercatori, come da sempre sottolinea il dottor Stefano Cagno, autore di numerose pubblicazioni su tematiche quali l'ingegneria genetica, i diritti degli animali e la bioetica e Membro del Comitato Scientifico Antivivisezionista, la sperimentazione animale: "E' un metodo economico che permette numerose pubblicazioni e dunque una rapida carriera universitaria". Nel contempo per i grandi oligopoli del farmaco presenti sul mercato mondiale con oltre 200.000 specialità medicinali: "Diventa invece uno strumento malleabile: un punto di forza quando si tratta di sostenere la validità di un nuovo farmaco, un limite oggettivamente insuperabile quando un medicinale si rivela dannoso per la salute e i produttori devono difendersi in tribunale".

In tutta franchezza il valore effettivo degli esperimenti finanziati da
Telethon, è stato fino ad oggi contrassegnato solo "Da una lunga serie di
fallimenti terapeutici!" come ha affermato ancora il direttore del Centro
per le Cellule Staminali dell'Istituto San Raffaele, il luglio dello scorso
anno, su "Il Sole 24ore". (2004)

Nonostante ciò la ricerca proseguirà ancora in questa direzione, anzi
Telethon ha annunciato il via a un'altra campagna: il finanziamento di
esperimenti per la rigenerazione dei muscoli umani che nei prossimi due anni saranno condotti da un team dell'Università La Sapienza di Roma. Questa volta i modelli sperimentali saranno dei mammiferi superiori, cioè cani. In realtà non si tratterebbe della prima volta che il cosiddetto miglior
amico dell'uomo viene impiegato negli studi sulla distrofia muscolare. Anche su di lui come per i topi, proprio per questa patologia ci si è accaniti a sperimentare anni addietro, senza però arrivare mai a risultati concreti.
Adesso si decide di riprovarci. "Ma se i cani sono simili all'uomo -si
domanda il dottor Cagno - perché allora per anni sono stati utilizzati
roditori?" e "Perché si è sperimentato su animali manipolati geneticamente mentre ora invece si afferma di volerlo fare su animali non transgenici?". Cagno conclude: "La verità è che impiegando un metodo sbagliato si procede a casaccio e si sopravvive grazie a roboanti dichiarazioni che regolarmente vengono smentite nel tempo. La sperimentazione animale è una pseudoscienza che ci dà dei risultati sicuri solo dopo averli verificati nella nostra specie che diviene perciò la vera cavia, e poi, se la vivisezione avesse un valore scientifico, perché la legge imporrebbe prima di commercializzare un prodotto la sperimentazione anche sulla nostra specie?".


Davide
www.comedonchsiciotte.org

Note:
Articolo già pubblicato nel febbraio 2004


Aggiornamento:

Nei giorni scorsi, in TV e su moltissimi giornali è stato dato ampio risalto alla notizia dell'articolo pubblicato su Nature relativo alla "grande scoperta" per la cura di un tipo di distrofia muscolare, fatta al San Raffaele coi soldi di Telethon sulla pelle degli animali, dei giovani cani di razza Golden Retriever.
Qui il nauseante servizio del TG5 [altri servizi simili sono stati mandati in onda anche sulle reti RAI n.d.r.] che mostra i vivisettori che giocano coi cani: www.tg5.mediaset.it



Valgus è uno dei cani coinvolti nell'esperimento

Come al solito, i risultati della vivisezione, validi solo per la specie animale su cui sono stati trovati sono sbandierati come "grandi scoperte", salvo poi non essere quasi mai utili per gli umani.
E questo non lo affermiamo noi, lo afferma un articolo del Sole 24 ore dell'11 luglio 2003 che, in seguito ad un'intervista proprio col dott. Cossu, coordinatore del gruppo di ricerca, riporta: "Bisognerà dunque valutare la bontà della cura su animali geneticamente differenti (perché la variabilità genetica implica una diversità di risposta) e più grandi: i muscoli di topi hanno le dimensioni di un'unghia, e nell'uomo ci sono molte più cellule da riparare; inoltre il vettore che serve per inserire nelle cellule il gene sano, il lentivirus, potrebbe essere pericoloso per l'uomo. Per i malati, purtroppo, per ora non cambia niente. Prima di poter iniziare a sperimentare sull'uomo, bisognerà continuare a studiare per almeno cinque anni, se tutto va bene - e non succede quasi mai."
Nel frattempo, molti fondi raccolti attraverso Telethon grazie alla generosità del pubblico sono stati usati per finanziare ricerche prima sui topi e poi sui cani.



Azur è uno dei cani trattati da adulto con cellule staminali ottenute da un donatore

La cosa più agghiacciante è come nei giornali, ma soprattutto in TV, si cerchi di far passare questa ricerca non per quello che è, cioè vivisezione, ma come qualcosa che può aiutare i cani malati di distrofia! Si insiste inoltre sul fatto che questi animali sono nati già malati, da madre malata, e si mostrano nei telegiornali immagini di cani trattai bene che vengono fatti giocare.
Bisogna ammettere che sono stati furbi. Ma non è così che in realtà sono trattati gli animali nei laboratori di tutto il mondo, e chi ci ha lavorato (infiltrati sotto copertura) ha riportato informazioni ben diverse.
Inoltre, cosa significa che i cani non sono stati fatti ammalare apposta ma sono nati da una madre malata? Significa che “sono stati fatti nascere apposta malati!
Significa che una cagna malata è stata fatta partorire appositamente, e i cuccioli "venuti male", cioè in realtà sani, saranno (si spera) stati fatti adottare da qualcuno, e quelli "venuti bene" cioè malati, saranno stati usati come cavie. Per poi dire al mondo che li si è aiutati!

Fonte: www.agireora.org
24.11.06

Ricerca personalizzata
LIBRI
Adolescenti Ragazzi
Arte Musica
Bestseller Generali
Biografie
Consultazione ed Informaz.
Diritto
Economia e Business
Fantascienza
Fantasy
Fumetti e
Gialli e Thriller
Hobbi e Tempo Libero
Horror
Humor
Informatica e Internet
Letteratura
Libri altre lingue
Libri inglese
Libri bambini
Lingue linguistica
Narrativa
Politica
Religione
Romanzi rosa
Salute Benessere
Scienze Medicina
Self-Help
Società Scienze Sociali
Sport
Storia
Viaggi

 Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO