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06/02/2009 Eluana, CdM non ascolta Napolitano e approva decreto (BS, http://www.helpconsumatori.it)

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eluana englaro

Nonostante la contrarietà del presidente della Repubblica, il Consiglio dei Ministri ha deciso di approvare un decreto legge per interrompere la procedura di riduzione dell'idratazione fino a che non verrà approvata una legge sulla fine vita ma Napolitano ha fatto sapere che non firmerà.

Il Consiglio dei Ministri interviene sulla dolorosa vicenda di Eluana Englaro e, nonostante la contrarietà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, vara all'unanimità un decreto legge per interrompere la procedura di riduzione dell'alimentazione e dell'idratazione. Il CdM ha infatti adottato oggi un provvedimento che impedisce la sospensione dell'idratazione e della nutrizione artificiale a Eluana Englaro fino a che non verrà approvata una legge sul testamento biologico. Per entrare in vigore, il provvedimento deve essere controfirmato dal Capo dello Stato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il Parlamento dovrà convertirlo entro 60 giorni. Ed è scontro istituzionale: il presidente della Repubblica ha infatti espresso "rammarico" per la decisione del CdM e annunciato che non firmerà il decreto.

Il decreto, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa, "in attesa dell'approvazione di una completa e organica legge sulla fine vita", prevede che "l'alimentazione e l'idratazione come forme di sostegno vitale non possono in alcun caso essere sospesi". Ha aggiunto Berlusconi: "Sulla mia personale coscienza, se non avessi prodotto ogni sforzo per evitare la morte di una persona in pericolo di vita, che respira in modo autonomo, una persona viva, rispondendo alla mia coscienza, mi sentirei responsabile di omissione di soccorso nei confronti di una persona in pericolo di vita".

Berlusconi ha detto inoltre che "nel caso di Eluana Englaro sussistono i presupposti di necessità e urgenza, presupposti che sono affidati alla responsabilità del governo in base all'articolo 77 della Costituzione: poi spetta al Parlamento decidere se confermare o meno questi presupposti". Per il Presidente del Consiglio, "se il Capo dello Stato non firmasse il decreto, noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas ed approvare in pochissimo tempo, due o tre giorni, una legge che anticipasse quella legge che è già nell'iter legislativo, e cioè quella che contiene questa norma".

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, annuncia una nota del Quirinale, "ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto".

06/02/2009 EDITORIALE. Eluana, l’ultima vigliaccheria di una minoranza feticista e succube, di A. Longo (AL, http://www.helpconsumatori.it)

Avevamo pensato che il silenzio fosse la migliore risposta all'attacco mediatico che una parte politica e alcuni giornali stanno conducendo contro la famiglia Englaro. Abbiamo apprezzato chi, come il presidente della Camera Fini, aveva invitato a rispettare la scelta drammatica e dolorosissima di un padre e di una madre che, dopo aver accudito amorevolmente la figlia per 17 lunghissimi anni di coma vegetativo, hanno deciso di rispettare la sua volontà di non essere sottoposta a terapie mediche finalizzate soltanto a far funzionare organi di un corpo ormai incapace di andare avanti autonomamente.

Abbiamo sperato che le polemiche si placassero dopo il pronunciamento del Tar Lombardia che ha dato l'alt all'intrusione della Regione Lombardia.

Invece assistiamo ad un vero e proprio "accanimento" politico e mediatico che sta violando ogni regola costituzionale e del vivere civile. Il decreto-legge per fermare l'azione della famiglia Englaro, per l'ennesima intimidazione, è costituzionalmente e politicamente inaccettabile. Bene ha fatto il presidente della Repubblica a negare la sua firma a questo atto insensato.

Il Movimento Difesa del Cittadino aveva annunciato tempestivamente che avrebbe presentato domattina al TAR Lazio eccezione di incostituzionalità sul DL, per farla discutere nell'udienza già prevista per l'11 febbraio prossimo, quando il TAR si pronuncerà sulla Direttiva Sacconi. Se verrà approvata una legge "ad horas" come afferma Berlusconi (ma immaginiamo che l'opposizione scatenerebbe un ostruzionismo senza fine...e magari speriamo anche in Fini!), l'eccezione di incostituzionalità sarà presentata contro l'eventuale legge.

Ogni cittadino che abbia un minimo di senso dello Stato, del convivere civile e del rispetto delle opinioni altrui, non può accettare il diktat che una parte assolutamente minoritaria di "cittadini" vuole imporre alla stragrande maggioranza, cominciando da una famiglia tragicamente colpita. La vecchia DC si tenne rispettosamente a distanza da metodi ricattatori in occasione delle discussioni su leggi che pure erano violentemente contestate dalla Chiesa, come quella sul divorzio e soprattutto quella sull'aborto.

Oggi abbiamo una minoranza succube della gerarchia, che calpesta qualsiasi diritto di chi non la pensa allo stesso modo. Oggi personaggi che pure provengono dal mondo socialista e laico, come il ministro Sacconi o il direttore del "Foglio" Ferrara, impugnano l'ascia distruttiva e menano fendenti con direttive ministeriali o titoli e articoli che grondano sadica voglia feticista di mantenere in "vita" a tutti i costi un corpo. Chissà cosa pensano, queste anime belle, dei trapianti di organi che vengono espiantati da corpi la cui attività cerebrale e ogni altra funzione vitale sono cessate da poche ore e vengono mantenute solo artificialmente, allo scopo di non far deperire il cuore o il fegato o la cornee da prelevare!

Siamo al fianco della famiglia Englaro e della scelta di Eluana. Naturalmente rispettiamo chi fa scelte diverse. Ma ci opporremo con tutte le nostre forze a chi vorrà imporci il suo credo.

06/02/2009 DIRITTI. Eluana, MDC pronto al ricorso anche contro l’eventuale legge (GA, http://www.helpconsumatori.it)

Contro il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri sulla vicenda di Eluana Englaro, ma reso inefficace dalla mancata firma di Napolitano, il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) aveva preparato con l'avvocato Gianluigi Pellegrino eccezione di incostituzionalità da sottoporre al Tar Lazio per l'udienza del prossimo 11 febbraio, quando si discuterà il ricorso presentato da MDC contro la direttiva Sacconi.

"Siamo soddisfatti della scelta limpida e coerente del Presidente Napolitano e siamo pronti a ricorrere anche contro una eventuale legge che dovesse essere approvata nei prossimi giorni - afferma il presidente del Movimento Difesa del Cittadino Antonio Longo - Riteniamo che il comportamento del Governo sia fortemente lesivo dei diritti dei cittadini alla libera scelta sui trattamenti sanitari e sembra dettato più da uno spirito di rivalsa contro una famiglia colpevole solo di voler rispettare la volontà della propria figlia.

E' inaccettabile infine che il Governo della Repubblica sia totalmente succube della gerarchia ecclesiastica, che esprime valori di parte e ha certamente il diritto di farlo ma non può imporli alla maggioranza degli italiani, che non li condivide".

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