TuttoTrading.it

22/08/2007 Aborto, si allarga la polemica su Amnesty International (Mattia Bianchi, Simona Santi, http://www.korazym.org/)

Ricerca personalizzata
GIOCHI GIOCATTOLI
Articoli da regalo
Attività creative
Bambole e accessori
Bestseller generali
Burattini e tetrini
Calendari dell' avvento
Collezionabili
Costruzioni
Elettronica per bambini
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Elettronica per bambini
GIOCHI GIOCATTOLI
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Giochi di imitazione
Giochi da tavola
Giochi educativi
Modellismi
Peluche
Personaggi Giocattolo
Puzzle
Sport Giochi Aperto
Strumenti Musicali
Veicoli

Continua il dibattito sulla decisione dell'organizzazione umanitaria di inserire l'aborto nella lista dei diritti dell'uomo, in caso di stupro. Un vescovo inglese si tira fuori, mentre Amnesty Italia precisa: anche i cattolici sono d'accordo.

Continua lo scontro tra Vaticano e Amnesty International, in seguito alla decisione dell'organizzazione umanitaria di inserire l'aborto nella lista dei diritti dell'uomo, in caso di una gravidanza provocata da uno stupro. Dopo la presa di posizione pubblica del cardinale Tarcisio Bertone, nella Chiesa alle parole cominciano a seguire i fatti. Il vescovo britannico dell'Anglia orientale, monsignor Michael Charles Evans, ha deciso di lasciare Amnesty, dopo esserne stato componente attivo per 31 anni. "Sarò il primo di tanti", ha detto il presule, criticando il documento approvata dalla conferenza internazionale dell'organizzazione, svoltasi in Messico dall'11 al 18 agosto.

Monsignor Evans, 55 anni, si è detto "profondamente rattristato" e anche "dispiaciuto" di dover lasciare l'organizzazione. "La questione dell'aborto è così centrale per l'opinione dei cattolici che è molto difficile che rimangano coinvolti nell'organizzazione. Io non potevo continuare a lavorarci - prosegue - e credo che tantissime persone faranno come me. Molti mi hanno scritto per dirmi che seguiranno la mia scelta. Ma ciascuno deciderà secondo la propria coscienza. Dobbiamo avere comprensione per le donne che hanno subito violenza sessuale - conclude il presule - ma non dobbiamo negare il diritto alla vita del bambino".

Il vescovo ha spiegato i motivi della sua scelta anche in un'intervista alla Radio Vaticana, ripercorrendo 31 anni di impegno, durante i quali "ho cercato di incoraggiare i cattolici delle parrocchie e delle scuole ad associarsi e a coinvolgere anche altre persone". Con il nuovo corso, tuttavia, si è determinata di fatto un'incompatibilità tra Amnesty e la Chiesa cattolica. "Dovrebbe essere ovvio per loro - continua mons. Evans - che se proseguiranno su questa strada, divideranno i membri al loro interno e mineranno il loro lavoro: questa è la mia paura ed anche una preoccupazione etica. Nel Regno Unito, per esempio, nell'assemblea generale in aprile, solo una parte dei membri ha votato per questa normativa, ma la stragrande maggioranza ha votato per cercare di mantenere la situazione cosi' com'era e non muoversi verso questa direzione. Quindi, le divisioni esistono anche qui in Inghilterra e non solo nel resto del mondo''.

Nonostante tutto, spiega il presule, "dobbiamo pensare in modo creativo a tutto questo, anche le organizzazioni cattoliche debbano pensare a come lavorare con organizzazioni di cui non condividono interamente i principi''. E ancora: "Penso che i cattolici debbano fare ancora di piu' per sostenere le donne che hanno subito stupri o altri tipi di violenze sessuali o ogni tipo di violenza. Dobbiamo vedere se noi, comunita' cattolica, stiamo seriamente facendo abbastanza per aiutarle. Ma il modo per aiutare le donne che sono state stuprate non è quello di operare altra violenza contro il bambino dentro di loro. Uno dei diritti umani fondamentali è proprio il diritto alla vita''.

La posizione sull'aborto è stata criticata anche dal cardinale Ersilio Tonini che a Skytg24 ha spiegato che "Amnesty International farà anche delle cose splendide, ma quando arriva ad affermare che l'aborto in caso di stupro è un diritto umano va contro i valori fondamentali della nostra civiltà". "I diritti sono personali, il diritto alla vita è personale - ha detto l'arcivescovo emerito di Ravenna - l'embrione, il feto è già persona, è un essere umano. Il diritto di abortire significa diritto di uccidere".

Da parte sua, Mike Blakemore, portavoce di Amnesty International, ha difeso ancora una volta la posizione dell'organismo. "La nostra decisione non vuole promuovere l'aborto - sottolinea - ma consentire alle donne di prendere delle decisioni sulla loro salute sessuale, libere da coercizioni, discriminazioni e violenze". Posizione che sarebbe condivisa anche dai membri cattolici, spiega oggi il presidente di Amnesty Italia, Gabriele Eminente. La decisione assunta dall'organizzazione, sottolinea, ''non è stata votata all'improvviso, né è stata una scelta verticistica. E' frutto di mesi di discussioni. Con assoluta certezza la componente cattolica di Amnesty, così forte e viva, si riconosce largamente in questa posizione perché ha partecipato al lungo processo di consultazione interna''.

  • Archivio Vita e Morte
  • Ricerca personalizzata
    LIBRI
    Adolescenti Ragazzi
    Arte Musica
    Bestseller Generali
    Biografie
    Consultazione ed Informaz.
    Diritto
    Economia e Business
    Fantascienza
    Fantasy
    Fumetti e
    Gialli e Thriller
    Hobbi e Tempo Libero
    Horror
    Humor
    Informatica e Internet
    Letteratura
    Libri altre lingue
    Libri inglese
    Libri bambini
    Lingue linguistica
    Narrativa
    Politica
    Religione
    Romanzi rosa
    Salute Benessere
    Scienze Medicina
    Self-Help
    Società Scienze Sociali
    Sport
    Storia
    Viaggi

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO