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20/02/2007 Aborto ed eutanasia. Il valore e l’obbligo dell’obiezione di coscienza (Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

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Clicca qui per ingrandire| Su aborto ed eutanasia, l’obiezione di coscienza è una scelta obbligata. Mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia accademia per la vita, ha ribadito stamani la posizione della Chiesa sui temi etici.

Su aborto ed eutanasia, l’obiezione di coscienza è una scelta obbligata. Mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia accademia per la vita, ha ribadito la posizione della Chiesa sui temi etici. Lo ha fatto stamani, presentando in Vaticano il Congresso internazionale "La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita", che si terrà nei giorni 23 e 24 febbraio, in occasione della XIII Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita. "Aborto chimico, ricerca sulle staminali dove implichi la morte degli embrioni e altre forme di violazione della vita – ha detto - sono ambiti nei quali il cristiano può scegliere di opporre l'obiezione di coscienza". "Siamo convinti - ha proseguito il presule - che non soltanto c'è uno spazio legittimo per la coscienza cristiana nella società pluralista, ma c'è un'utilità per tutta la società quando la coscienza cristiana può esprimersi e può offrire il suo contributo".

Rispetto all’eutanasia, in particolare, l’obiezione diventa un vero e proprio obbligo che, spiega Greccia, "non comporta necessariamente una dichiarazione pubblica, questo dipende dalle leggi". "Per la legislazione sull'aborto - ha ricordato il presule - l'obbligo per il medico cattolico non è quello di dichiarare pubblicamente di essere obiettore ma quello di astenersi dall'atto che è considerato illecito dalla Chiesa. Dipende poi dalle legislazioni nazionali se tale diniego debba essere comunicato ufficialmente in anticipo".

Durante la conferenza stampa è stato fatto accenno anche al documento vaticano su Aids e preservativo, che secondo alcune indiscrezioni avrebbe dovuto essere presentato giovedì prossimo. Al contrario, ha detto mons. Sgreccia, " non è prevista a giorni una dichiarazione del Vaticano sull'uso dei contraccettivi artificiali”, sebbene “sul tema si stia riflettendo". Concetto chiarito anche dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, secondo cui la voce potrebbe essere nata da alcune dichiarazioni di monsignor Angelo Amato, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha dichiarato di raccogliere materiale per un aggiornamento del documento “Donum Vitae”, di cui giovedì ricorre il 20mo anniversario della pubblicazione.

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