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17/04/2008  Terzo giorno negli Usa. Dolore per la pedofilia, rispetto della libertà religiosa (Mattia Bianchi,  http://www.korazym.org)

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Al mattino la messa allo stadio di Washington, seguita da un incontro con un gruppo di vittime di abusi sessuali da parte di rappresentanti del clero. In serata il discorso al mondo universitario cattolico e l'incontro interreligioso. La diretta...

Terzo giorno del viaggio di Benedetto XVI negli Stati Uniti. Al centro, il primo incontro di massa con la messa celebrata nel ''Nationals Park Stadium'', un ultramoderno stadio di baseball, inaugurato poche settimane fa dal presidente George W. Bush. Nel pomeriggio (la notte in Italia), il discorso al mondo universitario alla Catholic University of America e l'incontro con i rappresentanti delle altre religioni, al centro culturale "Giovanni Paolo II". Subito dopo, incontro privato con i rappresentanti ebraici e consegna di un messaggio di auguri per la Pasqua ebraica che comincia il 19 aprile. Ieri, la visita alla Casa Bianca e l'incontro con i vescovi americani

GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA

Ore 19,00 (01,00): L'INCONTRO CON GLI EBREI
Al termine dell'incontro interreligioso, il pontefice ha consegnato in privato ai rappresentanti della Comunità ebraica, un messaggio in occasione della Pesah (la Pasqua ebraica), che inizia il 19 aprile. L'appuntamento, inizialmente non previsto, serve anche a chiarire i contrasti nati dopo la revisione della preghiera per gli Ebrei del venerdì santo, prevista nel Messale Tridentino. Il papa non ne parla esplicitamente, ma il riferimento è chiaro quando riafferma la continuità del suo pontificato con "l'insegnamento del Concilio Vaticano II" e la volontà di proseguire il dialogo degli ultimi 40 anni. Il tutto, all'insegna del "rispetto e dell'amicizia" e invocando "uno spirito di apertura alle reali possibilità di cooperazione". C'è spazio anche per riflessioni di merito: "La nostra Pasqua e il vostro Pesah, sebbene distinti e differenti, - spiega Benedetto XVI - ci uniscono nella comune speranza centrata su Dio e sulla Sua misericordia. Questo ci sprona a cooperare gli uni con gli altri e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà per rendere migliore questo mondo per tutti, in attesa del compimento delle promesse di Dio". Il messaggio si conclude con una preghiera per la Terra Santa.
Le parole del papa. La cronaca.


Alcuni momenti dell'incontro del papa con i rappresentanti delle altre religioni (Foto Reuters / Ap Photo)

Ore 18,00 (00,00): L'INCONTRO INTERRELIGIOSO
Rispetto della libertà religiosa e disponibilità a confrontarsi anche sulle questioni dottrinarie, perché il dialogo non può ridursi solo al tema della pace. E in questo senso il contributo dei cattolici è chiaro: Gesù di Nazareth. Benedetto XVI espone la sua agenda del dialogo, incontrando i rappresentanti delle altre religioni al Centro culturale Giovanni Paolo II, a due passi dall'Università Cattolica di Washington. Nella sala la Rotunda, sono arrivate circa 200 persone, tra ebrei, musulmani, indù, buddisti e gianaisti. Nel suo discorso, il pontefice cita lo storico Alexis de Tocqueville e sottolinea il ruolo della religione nel costruire una "democrazia stabile", virtuosa e partecipata. Importante però rispettare la libertà religiosa come diritto fondamentale, perché solo così le religioni possono condividere e soprattutto, testimoniare, "i valori etici, raggiungibili dalla ragione umana". Dopo aver ricordato il contributo delle scuole confessionali, il papa tocca un nodo cruciale del rapporto tra religioni e chiede che il dialogo non si limiti ai temi della pace o ai valori. L'obiettivo più importante è scoprire la verità e interrogarsi sulle realtà ultime. Sono domande che non possono essere cancellate dal cuore umano, chiarisce Benedetto XVI, ricordando che la risposta dei cristiani è Gesù di Nazareth. In definitiva, si tratta di partire dalla propria fede, per discutere "con calma e chiarezza" anche delle "nostre differenze" e delle "rispettive dottrine religiose". Del resto, "mentre uniamo sempre i nostri cuori e le menti nella ricerca della pace, dobbiamo anche ascoltare con attenzione la voce della verità. In questo modo, il nostro dialogo non si ferma ad individuare un insieme comune di valori, ma si spinge innanzi ad indagare il loro fondamento ultimo. Non abbiamo alcun motivo di temere, perché la verità ci svela il rapporto essenziale tra il mondo e Dio". Le parole del papa. La cronaca.

Ore 17,00 (23,00): VISITA ALL'UNIVERSITA'
Identità cattolica e società secolarizzata nella sfida dell’educazione: nel  tempio della cultura cattolica, l'Università dei vescovi americani (CUA), il papa ribadisce con filosofica chiarezza la necessità di una forte identità per i cattolici nel “forum pubblico”. Compito non facile ma necessario e richiesto anche dalla società civile. Benedetto XVI ha incontrato gli educatori cattolici nel campus della Catholic University of America, che abbraccia il santuario della Immacolata Concezione frequentato da studenti e professori. Il papa nel suo discorso a circa seicento tra rappresentanti del mondo accademico e responsabili diocesani, ripercorre la storia americana dell’educazione cattolica, dalle scuole per immigrati a quelle per i nativi e gli Afro-americani.




Momenti di attesa e di festa durante la visita del papa alla Catholic University of America (Foto Reuters - Ap Photo)


Fondamentale, per il papa, che la Chiesa entri nel “forum pubblico” con un suo contributo specifico, anche perché non solo i cattolici cercano l’educazione  cattolica per i figli. ”Osserviamo oggi - dice Benedetto - una certa timidezza di fronte alla categoria del bene e un'inconsulta caccia di novità in passerella come realizzazione della libertà”. La risposta degli educatori cristiani per il papa è una “carità intellettuale che sappia sostenere l’unità contro la frammentazione". “Una volta che la passione per la pienezza e l'unità della verità è stata risvegliata, i giovani sicuramente gusteranno la scoperta che la questione su ciò che essi possono conoscere li apre alla vasta avventura di ciò che essi dovrebbero fare”, afferma. Libertà accademica in virtù della quale professori e studenti sono chiamati  a cercare la verità ovunque una attenta analisi dell’evidenza conduce. La cronaca. Le parole del papa.

Ore 16,45 (22,45): INCONTRO CON VITTIME DI ABUSI SESSUALI
Benedetto XVI ha incontrato a Washington un gruppo di vittime di abuso sessuale da parte di esponenti del clero. Lo ha reso noto il direttore della sala stampa della Santa Sede padre Federico Lombardi. "Oggi, alle 16.15 - ha detto ai giornalisti - il Santo Padre ha incontrato, nella cappella della Nunziatura a Washington D.C., un piccolo gruppo di persone vittime di abusi sessuali da parte di esponenti del clero. Il gruppo, accompagnato dall'arcivescovo di Boston, card. Sean O'Malley, ha pregato insieme al Santo Padre, il quale ha poi ascoltato i loro racconti personali e detto loro parole di incoraggiamento e di speranza. Il papa li ha assicurati della sua preghiera per le loro intenzioni, per le loro famiglie e per tutte le vittime di abuso sessuale".

Ore 10,00 (16,00): LA MESSA A WASHINGTON
Un'occasione per rendere grazie per la storia della Chiesa in America, ma anche per usare parole chiare sulla vicenda degli abusi sessuali. Il papa parla dello scandalo della pedofilia per la terza volta in due giorni. Lo fa durante il primo incontro di massa con i fedeli statunitensi, durante la messa nell'avveniristico Nationals Park Stadium di Washington. Presenti oltre 45mila fedeli, in gran parte giovani, arrivati già all’alba per celebrare il 200mo anniversario delle diocesi di Boston, Louisville, New York e Philadelphia. Lo stadio è stato trasformato in una grande chiesa, con il palco papale realizzato da due studenti di architettura dell’università cattolica d’America, un ampio spazio per le confessioni e un clima di raccoglimento interrotto soltanto, quando il papa, tra cori e applausi, ha fatto il giro in papamobile davanti alle tribune.


Immagini della celebrazione (Foto di Ap Photo/Reiters)


Nella sua omelia, il papa ha ricordato l’eredità di fede degli Stati Uniti, un segno concreto di speranza. Ed è proprio in questa prospettiva, ha detto, che “prende atto del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell’abuso sessuale di minorenni”. È categorico Benedetto XVI e invita a circondare “quanti hanno sofferto” con “un’amorevole attenzione pastorale”, anche per promuovere “il risanamento e la riconciliazione”. Segue poi l’invito a testimoniare la fede in “un tempo pieno di grandi promesse”, ma segnato da un “crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società”. Correnti che investono anche la Chiesa, con divisioni e incoerenze. Come rispondere a tutto questo? Con la credibilità, la riscoperta dei sacramenti (specie la confessione), unite ad una cultura “genuinamente cattolica” e ad una fede in armonia con la ragione. Il papa ha parlato anche in spagnolo, rivolgendosi ai nuovi immigrati, affinché non cedano “al pessimismo e all’inerzia”. “La Chiesa attende molto da voi. Non la deludete nel vostro generoso impegno. “Ciò che avete ricevuto gratuitamente, gratuitamente donatelo!”. La cronaca - Le parole del papa - Il video

La foto: il papa nel Nationals Park Stadium di Washington (Foto Ap)

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