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16/04/2008 Il papa negli Usa. La sfida della sicurezza (Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

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Contenuti religiosi e politici, ma anche una sfida per la sicurezza. Il papa è arrivato negli Stati Uniti, accolto da misure di sicurezza eccezionali. Tutto è sotto controllo e non ci sono minacce particolari, fanno sapere dalla Casa Bianca, ma il livello di attenzione dei Servizi segreti rimane alto. "Tutte le misure possibili saranno messe in atto, anche alcune senza precedenti", ha fatto sapere Jeff Irvine dei Servizi segreti.

La papamobile blindata è stata spedita direttamente da Roma a Washington, e lo spesso vetro antiproiettile montato nella speciale cabina servirà a proteggere il papa durante tutte le parate pubbliche. Ogni edificio che sarà visitato dal pontefice è stato attentamente ispezionato dagli agenti, come la Catholic University of America, dove tutte le finestre sono state bloccate. Secondo le autorità, la messa nello stadio National Park di Washington sarà tuttavia una delle tappe più difficili da tenere sotto controllo, per le dimensioni della struttura e il numero di persone presenti, 46 mila. Tutti dovranno mostrare biglietti dotati di codice a barre all'ingresso, prima di poter passare sotto il metal detector.

Molte cose sono cambiate dalla prima visita di Giovanni Paolo II negli Stati Uniti nel 1979, quando salutò la folla dal tettuccio apribile della sua auto senza la protezione di vetri antiproiettile e celebrò messa al National Mall di Washington senza particolari controlli. Il portavoce dei Servizi Segreti, Ed Donovan, ha confermato che proteggere il Papa non è come proteggere un altro capo di Stato. "E' un incarico diverso. E il fatto stesso che non si rechi spesso negli Stati Uniti fa sì che grandi masse di persone vogliano vederlo. E tutto diventa più difficile".

http://www.korazym.org
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