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  • 09/09/2007 Il viaggio del papa in Austria. La tre giornate (Mattia Bianchi - Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata










    Ultima giornata del viaggio di Benedetto XVI in Austria. In mattinata, la Santa Messa nel duomo di Santo Stefano a Vienna e recita dell'Angelus. Nel pomeriggio, visita all'Abbazia di Heiligenkreuz e incontro con il mondo del volontariato.

    Ultima giornata del viaggio di Benedetto XVI in Austria. Dopo il pellegrinaggio al santuario di Mariazell di ieri, la giornata si apre con la Santa Messa nel duomo di Santo Stefano, seguita dalla recita dell'Angelus nella piazza. Dopo il pranzo nel Palazzo arcivescovile, è in programma la visita all'Abbazia di Heiligenkreuz, alle porte della città. Uno degli esempi maggiori di architettura medioevale del Paese, l'abbazia fu fu fondata nel 1133 dal duca Leopold ed è la culla della spiritualità cistercense. Il papa incontrerà la comunità dei monaci, per poi rientrare a Vienna dove alle 17,30, nella Wiener Konzerthaus, si è svolto l'incontro con il mondo del volontariato. Subito dopo, il trasferimento all'aeroporto internazionale per la cerimonia di congedo e la partenza per Roma. Il rientro è previsto per le 21, 30.

    GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA

    Ore 20,00: IL SALUTO E IL RIENTRO A ROMA
    Il saluto del papa all’Austria, alla presenza del presidente federale e dei membri del governo, è l’occasione per ringraziare le autorità, i responsabili e i volontari che hanno reso possibile l’organizzazione della sua visita. All'aeroporto di Vienna, il papa ripercorre le tappe principali del suo viaggio e esprime l’auspicio che il paese possa dare il proprio contributo alla ricerca di nuove vie per favorire la fiducia fra gli uomini, anche nell’ambito delle istituzioni europee e delle relazioni internazionali. Benedetto XVI si dice commosso dell’incontro con i volontari delle organizzazioni assistenziali e confessa la sua gratitudine e gioia per aver potuto vivere e portare a compimento il suo viaggio: il pensiero finale è per il presente e il futuro del paese, affidato all’intercessione della Madre della Grazia di Mariazell. Subito dopo, il rientro a Roma, salutato anche da un messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Ho seguito con grande interesse - scrive il capo dello Stato - le tappe della sua visita, che ha sottolineato il ruolo svolto dai valori cristiani nella formazione della cultura europea".  Le parole del papa
     


    Foto Afp
     

    Ore 18,00: L'INCONTRO CON IL MONDO DEL VOLONTARIATO
    Un grande elogio allo spirito del volontariato, a quel “generoso impegno” di chi rende l’amore concretamente sperimentabile; al tempo stesso l’invito a lasciarsi coinvolgere da un cammino che metta fra parentesi le considerazioni circa l’utilità e il profitto e si apra alla gratuità e alla “priorità del prossimo”, vie che “ricordano la dignità dell’uo­mo e suscitano gioia di vita e speranza”. Nella Wiener Konzerthaus, il papa incontra il mondo del volontariato austriaco, quanto mai vivo e vitale e si dice ammirato e pieno di gratitudine per il loro impegno. Ricorda la centralità dell’amore per il prossimo, la necessità dell’impegno personale e volontario, e il fatto che questo non si possa delegare: “Lo Stato e la politica”, dice riprendendo un concetto già espresso anche nella sua prima enciclica, “non possono sostituirlo”, anche se devono “creare condizioni generali” per favorirlo. Quello del volontariato è, nelle parole del papa, un “cammino appassionante e interessante”, che rende “liberi e aperti alle necessità dell’altro, alle esigenze della giustizia, della difesa della vita e della salvaguardia del creato”. Naturalmente, precisa, negli impegni del volontariato “entra in gioco la dimensione-chiave dell’immagine cristiana dell’amore di Dio e del prossimo”, con il “dovere assoluto di percepire la condizione degli altri”. E se le “correnti fredde del nostro tempo” fotografano la realtà di “chi vede e finge di non vedere”, di chi “ha necessità davanti ai suoi occhi e rimane indifferente”, chi oltre a fare – e a fare bene – il proprio dovere s’impegna anche per gli altri sa che “il suo cuore si dilata” e può andare incontro ad una “esperienza di Dio”. La raccomandazione è sull’importanza della preghiera come “via di uscita dall’ideologia o dalla rassegnazione di fronte all’illimitatezza del bisogno”: restare saldi dunque nella certezza che Dio ama ogni uomo. La cronaca - Le parole del papa

     


    L'incontro con il mondo del volontariato (Foto Ap/Reuters)
     

    Ore 16,30: LA VISITA ALL'ABBAZIA DI HEULIGENKREUZ
    Qualche minuto di ritardo per l'arrivo del papa all'Abbazia di Heiligenkreuz, in Bassa Austria, dove 15mila fedeli lo aspettavano nella suggestiva istituzione religiosa immersa nel verde del Waldviertel, che è al contempo monastero e università teologica papale. E' il più antico monastero cistercense del mondo restato attivo senza interruzione, e per Benedetto XVI è l'occasione di riflettere sull’importanza della preghiera, della liturgia e della teologia, a partire dalla regola benedettina dell’Ora et labora. Il papa mette in evidenza che per i monaci la preghiera è il centro stesso del loro compito: una preghiera che non ha uno scopo specifico, non è rivolta a chiedere “questa o quell’altra cosa”, ma è semplicemente adorazione di Dio. Ancora una volta, Benedetto XVI ha poi tratteggiato il rapporto fra Dio e l’uomo, ricordando che il primo non ha posto gli uomini “in tenebre spaventose dove andando a tentoni, dovremmo disperatamente cercare un senso ultimo”, come pure non li ha “abbandonati in un deserto del nulla, privo di senso, dove, in definitiva, ci aspetta soltanto la morte”. “No!”, ha scandito con vigore il papa, “Dio ha illuminato le nostre tenebre con la sua luce: siamo stati cercati e desiderati, trovati e redenti”.

     


    La visita all'abbazia di Heiligenkreuz (Foto Ap/Reuters)
     

    Il pontefice ha poi sottolineato la necessità del rispetto dell’essenza della liturgia (“Là dove ci si chiede soltanto come renderla attraente, interessante e bella, la partita è già persa”: occorre invece realizzarla avendo lo sguardo a Dio, perché diventi “espressione della bellezza del Dio amico degli uomini”) e ha invitato a “considerare le abbazie e i monasteri per quello che sono e sempre vogliono essere”: luoghi di “forza spirituale”, cioè, e non solo “luoghi di cultura e di tradizione” o peggio “semplice aziende economiche”: “Struttura, organizzazione ed economia sono necessarie anche alla Chiesa” – ha poi precisato – “ma non sono la cosa essenziale”. L’essenziale, dice il papa, è Dio, e la stessa teologia, insegnata nell’Accademia, non ha Dio come “oggetto”, ma come suo “soggetto vivente”: dunque spazio alla fede, dal momento che “oggi, perché una chiamata al sacerdozio o allo stato religioso possa essere sostenuta fedelmente lungo tutta la vita, occorre una formazione che integri fede e ragione, cuore e mente, vita e pensiero”. La cronaca - Le parole del papa

    Ore 12,30: LA LETTERA AI BAMBINI
    I bambini che soffrono la fame, o a cui mancano istruzione o pace, così come coloro che "ancora non conoscono Gesù". Il papa li ricorda in una lettera consegnata ad una piccola delegazione di Missio, la Pontificia opera dell'infanzia missionaria. "Vedo in voi dei piccoli collaboratori al servizio che il Papa rende alla Chiesa e al mondo", scrive Benedetto XVI. "Voi mi sostenete con la vostra preghiera e anche con il vostro impegno di diffondere il Vangelo. Ci sono infatti tanti bambini che ancora non conoscono Gesù. E purtroppo ce ne sono altrettanti privi del necessario per vivere: di cibo, di cure sanitarie, di istruzione; molti mancano di pace e di serenità. La Chiesa - assicura il papa - riserva loro una speciale attenzione, specialmente mediante i missionari; e anche voi vi sentite chiamati ad offrire il vostro contributo, sia personalmente che in gruppo". La cronaca - Il testo integrale della lettera
     


     


    L'Angelus in piazza del Duomo (Foto Ap/Reuters)

    Ore 12,00: L'ANGELUS IN PIAZZA DEL DUOMO
    Un momento di incontro dopo la messa solenne. Nella piazza del duomo sono oltre 15mila le persone che hanno aspettato il papa sotto la pioggia e poi con un timido sole: giovani, bambini, adulti e anziani, uniti dallo stesso entusiasmo e dai cori "Benedetto" e "Viva il papa", curiosamente in italiano. ll pontefice ricambia con una grande familiarità, mostrandosi disteso e parlando a braccio. Nella sua riflessione, i temi già sviluppati durante la messa: il senso della Domenica, ma anche l'”amore di Dio, che ha perso se stesso per noi consegnandosi a noi”. Una realtà che “ci dona la libertà interiore di “perdere” la nostra vita, per trovare in questo modo la vita vera”. “La partecipazione a questo amore – ha detto - ha dato anche a Maria la forza per il suo “sì” senza riserva”. Ed è la Madonna l'esempio indicato a tutti i cristiani per amare e portare Dio agli uomini. “Donate anche voi il vostro corpo al Signore, - conclude Benedetto XVI - rendendovi sempre di più uno strumento dell’amore di Dio, un tempio dello Spirito Santo! Portate la Domenica col suo Dono immenso nel mondo!”. La cronaca - Le parole del papa

     


    Alcune immagini della messa nel Duomo di Santo Stefano (Foto Ap/Reuters)

    Ore 10,45: LA MESSA NEL DUOMO DI SANTO STEFANO
    Il cristianesimo è amicizia, aveva detto ieri Benedetto XVI, che oggi continua la sua catechesi sulla fede, riflettendo sul significato del giorno festivo. “La Domenica, nelle nostre società occidentali, si è mutata in un fine-settimana”, ha detto durante la messa nel Duomo di Santo Stefano. “Il tempo libero, specialmente nella fretta del mondo moderno, è certamente una cosa bella e necessaria, - ha spiegato - ma se non ha un centro interiore, da cui proviene un orientamento per l’insieme, esso finisce per essere tempo vuoto che non ci rinforza e ricrea”. Al centro, deve esserci l'incontro con Cristo, “Colui che è la nostra origine e la nostra meta”. Ma come si realizza questa dimensione? Il papa commenta il brano evangelico sull'invito di Gesù a odiare beni e affetti per diventare discepoli, per chiarire che “ognuno ha il suo compito personale e il tipo di sequela progettato per lui”.

    Gesù fa riferimento alla “chiamata particolare dei Dodici” che nei secoli si è estesa a tanti altri uomini e donne. Ma quando dice “Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà”, si rivolge a tutti. In sostanza, spiega il papa, “solo colui che ama trova la vita“. "E l’amore richiede sempre l’uscire da se stessi, richiede di lasciare se stessi“. E ancora: "Chi si volge indietro per cercare se stesso e vuol avere l’altro solo per sé, perde proprio in questo modo se stesso e l’altro. Senza questo più profondo perdere se stesso non c’è vita. L’irrequieta brama di vita che oggi non dà pace agli uomini finisce nel vuoto della vita persa. “Chi perderà la propria vita per me…”, dice il Signore: un lasciare se stessi in modo più radicale è possibile solo se con ciò alla fine non cadiamo nel vuoto, ma nelle mani dell’Amore eterno“. Contare sull'amore del “Dio fatto uomo“, spiega Benedetto XVI, è una certezza e "riconoscere questo è saggezza“. La cronaca - Le parole del papa 

    Ore 9,30: ACCOGLIENZA FESTOSA, NONOSTANTE LA PIOGGIA
    Folla festosa lungo le strade, coperta con impermeabili colorati, braccia che sventolano fazzoletti gialli e acclamazioni di ''Benedetto''. E' festosa, nonostante la pioggia che anche oggi batte su Vienna, l'accoglienza della città al papa. Giunto in macchina in arcivescovado, Benedetto XVI è stato salutato dal card. Christoph Schoenborn e dai fedeli, con un gruppo di chierichetti. Lungo le strade gruppi di persone ad acclamarlo dietro le transenne. Indossati i paramenti, il papa è entrato nel duomo per celebrare la messa.

    08/09/2007 Il papa a Mariazell. La seconda giornata (Mattia Bianchi - Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

    E' la giornata centrale del viaggio di Benedetto XVI in Austria, il motivo stesso della sua presenza. A Mariazell, il papa celebra gli 850 anni dell'omonimo santuario mariano, simbolo della fede della Mitteleuropa. Situato in una verde conca della Stiria, infatti, questo antico Santuario è il cuore dell’Austria mariana e una delle più frequentate mete di pellegrinaggio dell’Europa Centrale. Il programma di oggi risponde ai canoni del pellegrinaggio: la Santa Messa delle 10,30 e la recita dei Vespri mariani delle 16,45 con i sacerdoti, i religiosi, i diaconi e i seminaristi. Il papa, inoltre, ha pranzato con i vescovi della Conferenza episcopale austriaca e con i cardinali e i vescovi del seguito papale.
     


    GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA

     

    Ore 17,00: I VESPRI MARIANI AL SANTUARIO DI MARIAZELL
    Dopo il saluto alla comunità Benedettina del Santuario di Mariazell, il papa si sposta reca alla Basilica del Santuario per la celebrazione dei Secondi Vespri della Solennità della Natività della Beata Vergine Maria. E’ qui che incontra sacerdoti, religiosi,  religiose, diaconi, seminaristi e le persone di vita consacrata. Non ci sono riferimenti alle contestazioni che hanno attraversato alcune correnti della Chiesa austriaca, né alle richieste avanzate da qualcuno di potersi confrontare su alcuni “temi scottanti”; c’è invece la preghiera a Maria perché vi siano “buone vocazioni” e un discorso preciso e attento alla realtà dei sacerdoti, delle religiose e dei consacrati, con il papa che ripercorre il senso dei tre consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza. Il tutto sullo sfondo della grande certezza che deve accompagnare gli uomini e le donne chiamati a dedicare tutta la loro vita al Vangelo: che Dio è fedele, e nelle sue mani occorre abbandonarsi. Il papa chiede un profondo rinnovamento della fede e della vita nella preghiera al santuario della Madonna di Mariazell e durante la celebrazione dei vespri con la comunità benedettina non nasconde le difficoltà della chiamata per la vita (“La vita al seguito di Cristo è un’impresa rischiosa perché siamo sempre minacciati dal peccato, dalla mancanza di libertà e dalla defezione”), ma mette in evidenza anche “l’esperienza di una profonda gioia” e della “profonda consolazione” che ne derivano. “Voi” – ha detto il papa – “rendete testimonianza di una speranza che, contro ogni disperazione muta o manifesta, rimanda alla fedeltà e all’attenzione amorevole di Dio”.
     


    Il papa durante i vespri nella basilica del Santuario (Foto Ap/Reuters)
     

    Poi, lo zoom va sulle tre conponenti “determinanti di una vita impegnata nella sequela radicale di Cristo”: povertà, castità ed obbedienza. “Chi vuol seguire Cristo”, afferma Benedetto XVI, “deve decisamente rinunciare ai beni materiali e vivere questa povertà a partire da Cristo”, diventando “interiormente libero per Dio e per il prossimo”:  la questione della povertà e dei poveri deve essere sempre oggetto di un “severo esame di coscienza”. Quanto alla castità, il papa ha notato che quanti vivono nel celibato “non si consacrano all’individuali¬smo o ad una vita isolata, ma promettono solennemente di porre totalmente e senza riserve al servizio del Regno di Dio gli intensi rapporti di cui sono capaci e che ricevono come un dono”: sacerdoti, religiosi e religiose non vivono cioè “senza connessioni interpersonali”, ma vivono un “amore disinteressato per gli uomini”, una “speranza che lascia a Dio il compito della realizzazione”. Riguardo poi all’obbedienza, il papa ha notato che “i cristiani hanno sempre sperimentato che, abbandonandosi alla volontà del Padre, non si perdono, ma trovano la via verso una profonda identità e libertà interiore”: l’invito è dunque quello ad “entrare nella volontà di Dio”, perché così “raggiungiamo la nostra vera identità”. Una obbedienza a Dio e a Gesù che si fa concreta nella prassi quotidiana con “un’umile obbedienza alla Chiesa”. Le parole del papa.

    Ore 14,00: IL PRANZO, I DONI RICEVUTI, LE PAROLE DI PADRE LOMBARDI
    Un cd con canti mariani eseguiti a Mariazell, una registrazione del coro dei vescovi della Conferenza episcopale austriaca e la copia di uno spartito di Haydn con l'Ave Maria Coelorum dedicata alla Madonna di Mariazell sono i doni ricevuti dal Papa a Mariazell durante il pranzo con i vescovi austriaci, nel santuario mariano della Stiria dove nel pomeriggio saranno celebrati i vespri. ''Il papa - ha riferito il direttore della sala stampa della Santa Sede padre Federico Lombardi - è molto contento della partecipazione alla messa di questa mattina, dove si stima che siano stati presenti circa 40.000 persone''.  Padre Lombardi ha definito quella di oggi "una delle più belle omelie che io abbia sentito": il papa - ha detto - "'ha certo parlato del tema della verità, ma ci ha fatto capire benissimo che questa nostra fede nella unicità di Cristo Salvatore non è qualcosa di intollerante o di prepotente'', ma al contrario "una offerta fatta con convinzione e con amore". Una proposta dunque portata avanti "in modo non violento, non di potere, ma di grandissima umiltà: l'impegno del cristiano nell'annunciare la sua fede è una offerta; è un'offerta alla libertà dell'uomo ed è un impegno che è un si', non un no". Durante il pranzo Benedetto XVI ha anche benedetto la copia di una statua della Vergine di Mariazell, che verrà inviata in dono al vescovo di Shangai, in ricordo di un pellegrinaggio di questi nel santuario austriaco.

     


    I pellegrini a Mariazell (Foto Reuters)
     

    Ore 11,00: LA MESSA AL SANTUARIO DI MARIAZELL
    Con la Santa Messa a Mariazell, Benedetto XVI scrive una delle pagine più belle del viaggio in Austria e del suo pontificato. Ad ascoltarlo, circa 30mila fedeli arrivati al santuario nelle prime ore del mattino, nonostante il maltempo. Una presenza segnata anche da notizie tristi, come la morte di due anziani, colpiti da infarto mentre aspettavano il papa. "Sono sicuro che andranno in paradiso perché stavano andando verso Maria", ha detto il pontefice, al termine della Messa. Intensa l'omelia, in cui Benedetto XVI ha fissato come priorità del nostro tempo “un cuore in ricerca” e la fede nella Verità radicata nell'amore. In questa dimensione, il cristianesimo è “qualcosa di diverso da un sistema morale, da una serie di richieste e di leggi”, piuttosto “è il dono di un’amici­zia che perdura nella vita e nella morte”. 

    Ed è proprio da qui che discende una grande forza morale, racchiusa nei "sì" espressi dai 10 comandamenti (a Dio, alla famiglia, alla vita, ad un amore responsabile, alla solidarietà, alla responsabilità sociale e alla giustizia, alla verità e al rispetto delle altre persone e di ciò che ad esse appartiene). Ma al centro di tutto, vi è Cristo, “l’unico Mediatore della salvezza valido per tutti". Un'unicità che non comporta il “disprezzo delle altre religioni”, ma esprime semplicemente l’essere stati conquistati “da Colui che ci ha interiormente toccati e colmati di doni, affinché noi potessimo a nostra volta fare doni anche agli altri”. Il cristianesimo come fede capace di opporsi “alla rassegnazione che considera l’uomo incapace della verità”, perché “noi abbiamo bisogno della verità”.

     


    Alcuni momenti della celebrazione del papa (Foto Reuters/Ap Photo)

    E a chi, guardando alle vicende storiche, ha paura “che la fede nella verità comporti intolleranza”, il papa risponde con l'immagine di Gesù bambino tra le braccia di Maria, visibile a Mariazell: “La verità non si afferma mediante un potere esterno, ma è umile e si dona all’uomo solamente mediante il potere interiore del suo essere vera. La verità dimostra se stessa nell’amore”. Una realtà ben precisa: “Dio si è fatto piccolo per noi, – spiega - e ci invita a diventare anche noi piccoli, a scendere dai nostri alti troni ed imparare ad essere bambini davanti a Dio. Egli ci offre il Tu”. Parlando di bambini, il papa fa cenno anche alle sofferenze dell'infanzia nel mondo e alla denatalità del vecchio continente: “Noi vogliamo tutto per noi stessi, e forse non ci fidiamo troppo del futuro. Ma priva di futuro sarà la terra solo quando si spegneranno le forze del cuore umano e della ragione illuminata dal cuore – quando il volto di Dio non splenderà più sopra la terra. Dove c’è Dio, là c’è futuro”.

    Al termine della celebrazione, il papa ha salutato i membri dei Consigli pastorali parrocchiali con l'invito "a seguire l'esempio di Maria", e ha salutato i fedeli degli altri Paesi dell'Europa centrali, arrivati a Mariazell per l'occasione. La cronaca - Le parole del papa

     


    Alcuni momenti della celebrazione del papa (Foto Reuters/Ap Photo)

    Ore 9,30: MALTEMPO, IL PAPA ARRIVA IN AUTOMOBILE
    Doveva arrivare in elicottero, ma a causa del maltempo - pioggia continua, vento, qualche nevicata nel tragitto - Beneetto XVI ha raggiunto Mariazell in automobile. Scontato un ritardo di circa mezz'ora, per percorrere i 90 chilometri che separano la cittadina dell'Alta Stiria dalla capitale austriaca. Il pontefice è stato accolto all'ingresso della basilica dall'Abate benedettino di St. Lambrecht, dal Superiore e dal Rettore del Santuario. Dopo aver salutato i fedeli presenti, Benedetto XVI è entrato in chiesa e si è raccolto in preghiera nella Cappella del Santissimo Sacramento dove è anche esposta la statua della Madonna di Mariazell. Subito dopo, l'inizio della Messa all'esterno della chiesa dove si trovano, sotto una pioggia persistente, 30mila fedeli.

    07/09/2007 Aborto, Europa, radici cristiane. La diplomazia del papa (Mattia Bianchi - Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

    VIENNA - "Il mio non è un viaggio politico, è un pellegrinaggio". Benedetto XVI lo ha ribadito ai giornalisti durante il volo che da Roma lo portava a Vienna. Eppure, il pomeriggio della prima giornata del viaggio in Austria ha offerto numerosi spunti che toccano da vicino la politica, dalla globalizzazione all'aborto e all'eutanasia, dalle radici cristiane d'Europa all'invito ad affrontare i problemi dell'Africa. Temi toccati dal papa nel suo incontro con il Corpo diplomatico, un appuntamento di routine nei viaggi papali, ma significativo in Austria, dato che Vienna è sede di decine di organizzazioni internazionali e di agenzie delle Nazioni Unite. Il pontefice è stato accolto alla Hofburg, l'ex palazzo imperiale, dove ha ricevuto l'omaggio, oltre che del presidente Heinz Fischer, di tutto il governo austriaco a cominciare dal cancelliere socialdemocratico Alfred Gusenbauer. Con i ministri, sono sfilati davanti al papa i governatori dei Laender, i presidenti del parlamento e i capigruppo, incluso l'ex cancelliere Wolfgang Schuessel, che guida ora la Oevp (partito popolare, cattolico ) in parlamento. Dopo il saluto nella sontuosa sale delle cerimonie, Benedetto XVI si è accomodato per ascoltare l'esecuzione di un quartetto di archi dei famosi Wiener Philharmoniker, a cui è seguito il discorso ufficiale.

    Un testo di ampio respiro, che ruotando intorno all’Austria ha affrontato i temi della solidarietà sociale e dell’unità europea, dell’aborto e dell’eutanasia, della ragione e del ruolo del vecchio continente nel panorama internazionale. Con una chiusura accorata a non disperdere la tradizione religiosa del paese: "Molto di ciò che l’Austria è e possiede, lo deve alla fede cristiana ed alla sua ricca efficacia sulle persone: la fede ha formato profondamente il carattere di questo paese e la sua gente e deve perciò essere nell’interesse di tutti non permettere che un giorno in questo paese siano forse ormai solo le pietre a parlare di cristianesimo!", ha scandito il papa. Così il papa nel suo discorso al Corpo diplomatico, che chiude la prima giornata di viaggio in Austria.

    Nel dettaglio, il papa ha ricordato i recenti successi del paese e "l’esemplare convivenza sociale" caratterizzata da "un cuore aperto verso i poveri e gli indigenti". Ma di fronte al Corpo diplomatico, interessanti sono le parole dedicate all’unità europea: "La divisione che per decenni ha scisso il Continente in modo doloroso è, sì, superata politicamente, ma l’unità resta ancora in gran parte da realizzare nella mente e nel cuore delle persone", ha detto il papa ammettendo che parte delle speranze del dopo-1989 è rimasta delusa. "La ‘casa Europa’, dice poi ribadendo concetti conosciuti, sarà per tutti luogo gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni. L’Europa non può e non deve rinnegare le sue radici cristiane".

    Il modello di vita europeo si trova, secondo papa Ratzinger, di fronte ad una "grande sfida": la globalizzazione "non può essere fermata" ma è un compito urgente quello di darle ordinamenti "adatti ad evitare che essa si realizzi a spese dei paesi più poveri e delle persone povere nei Paesi ricchi e vada a scapito delle generazioni future". Poi c’è il sostanzioso capitolo dedicato alla difesa della vita, con accenti non impositivi e anzi caratterizzati da prudenza e capacità di argomentazione, anche autocritica. "Il primo diritto umano è il diritto alla vita stessa: l’aborto dunque non può essere un diritto umano, ma è il suo contrario". E’ una preoccupazione umana e non ecclesiale, dice il papa aggiungendo di non chiudere gli occhi "davanti ai problemi e ai conflitti di molte donne" e ricordando che " la credibilità del nostro discorso dipende anche da quel che la Chiesa stessa fa per venire in aiuto alle donne in difficoltà". Ecco dunque l’invito a rendere i paesi europei "più aperti ad accogliere bambini", incoraggiando i giovani al matrimonio in un clima "di gioia e di fiducia verso la vita".

    Benedetto XVI parla anche del dibattito sul cosiddetto "attivo aiuto a morire", presentandolo come una "preoccupazione", motivata dalla possibilità che un giorno "possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé". "La risposta giusta alla sofferenza alla fine della vita" – ribadisce il papa – "è un’attenzione amorevole, l’accompagnamento verso la morte". Per questo chiede riforme strutturali nei campi del sistema sanitario e delle strutture di assistenza palliativa. Dopo aver citato Habermas in tema di "dialogo della ragione", il papa affronta il tema dei compiti dell’Europa nel mondo, ricordando la necessità di un suo ruolo di fronte alle sfide urgentissime poste dall’Africa (il flagello dell’AIDS, la situazione nel Darfur, l’ingiusto sfruttamento delle risorse naturali e il preoccupante traffico di armi), dal Medio Oriente (dove è necessaria la rinuncia alla violenza e il dialogo reciproco), dall’America latina e dall’Asia.

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