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  • 10/08/2007 Il viaggio del papa in Austria. Tutti gli articoli. Il papa in Austria. Tutti i discorsi... (Mattia Bianchi - Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

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    La cronaca, le curiosità e gli approfondimenti sul viaggio di Benedetto XVI in Austria, svoltosi dal 7 al 9 settembre. Le tappe a Mariazell e Vienna e i discorsi. Tutti gli articoli pubblicati su Korazym.org

    IL PAPA IN AUSTRIA
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    - Senza la domenica non possiamo vivere. La mattinata viennese del papa
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    Sabato 8 settembre
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    Gli altri articoli:
    La messa a Mariazell, la spiritualità radicata nell'amore
    Mariazell, la spiritualità della Mitteleuropa


    Venerdì 7 settembre
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    10/08/2007 Il papa in Austria. Tutti i discorsi... (Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

    Il testo integrale di tutti i discorsi, omelie e saluti di Benedetto XVI pronunciati durante il viaggio in Austria del 7-9 settembre. La traduzione italiana pubblicata subito dopo la pronuncia.

    Venerdì 7 settembre

    Ore 10,00: Conversazione con i giornalisti del Volo papale
    La trascrizione delle domande rivolte al papa dai giornalisti ammessi al volo papale durante il viaggio da Roma verso Vienna, e le risposte di Benedetto XVI. Il testo integrale.

    Ore 11,15: Cerimonia di benvenuto - Aeroporto di Vienna
    Un paese “permeato dal messaggio di Gesù Cristo” che fa sentire il papa “un po' a casa”. È questo il primo messaggio di Benedetto XVI all'aeroporto internazionale di Vienna. Il pontefice ricorda il motivo della sua visita, ovvero l'850mo anniversario del santuario di Mariazell, “simbolo di un’apertura che non supera solo frontiere geografiche e nazionali, ma nella persona di Maria rimanda ad una dimensione essenziale dell’uomo: la capacità di aprirsi alla Parola di Dio ed alla sua verità”. Per il papa si tratta di un pellegrinaggio di fede, un mettersi in cammino “insieme ai pellegrini del nostro tempo”. Il testo integrale.

    Ore 12,45: Preghiera e saluto - Mariensäule di Vienna
    Seguire l'esempio di Maria e orientare la vita totalmente verso Dio. È la preghiera di Benedetto XVI davanti alla Mariensäule, la colonna bronzea dedicata alla Madonna, nel centro di Vienna. Un testo semplice, quanto profondo, seguito da un breve discorso. “Nel suo sentimento materno - spiega il papa - Maria accoglie anche oggi sotto la sua protezione persone di tutte le lingue e culture”. Per  questo, “a lei possiamo rivolgerci nelle nostre preoccupazioni e necessità”, imparando tuttavia “ad accoglierci a vicenda con lo stesso amore”. Al tempo stesso, il papa indica la chiamata di ogni cristiano ad “essere santo e immacolato” al cospetto di Cristo “nella carità”. “Noi siamo redenti! - continua - In virtù della nostra comunione col Cristo risorto, Dio ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale. Apriamo il nostro cuore, accogliamo l’eredità preziosa!”. Da parte sua,  Maria “ci aiuterà ad aprire le nostre piccole speranze sempre verso la grande, vera speranza che dà senso alla nostra vita e può colmarci di una gioia profonda ed indistruttibile”. Il testo integrale.

    Ore 17,30: Incontro con il Corpo diplomatico - Vienna
    Un discorso di ampio respiro, che ruotando intorno all’Austria affronta il tema della solidarietà sociale e dell’unità europea, dell’aborto e dell’eutanasia, della ragione e del ruolo del vecchio continente nel panorama internazionale. Con una chiusura accorata a non disperdere la tradizione religiosa: "Deve essere nell’interesse di tutti non permettere che un giorno in questo paese siano forse ormai solo le pietre a parlare di cristianesimo!”. Allo stesso tempo, “l’Europa non può e non deve rinnegare le sue radici cristiane” e deve orientare la globalizzazione per evitare che “si realizzi a spese dei poveri”. Dai toni chiari, ma al tempo stesso prudenti e argomentati, è il capitolo dedicato alla difesa della vita: “Il primo diritto umano è il diritto alla vita stessa: l’aborto dunque non può essere un diritto umano, ma è il suo contrario”. Una preoccupazione umana e non ecclesiale, dice il papa aggiungendo di non chiudere gli occhi "davanti ai problemi e ai conflitti di molte donne” e ricordando che “ la credibilità del nostro discorso dipende anche da quel che la Chiesa stessa fa per venire in aiuto alle donne in difficoltà”. Dal papa anche la condanna dell’eutanasia e la richiesta di riforme strutturali nei campi del sistema sanitario e delle strutture di assistenza palliativa. Infine, l’incoraggiamento ad agire di fronte alle sfide urgentissime poste dall’Africa (il flagello dell’AIDS, la situazione nel Darfur, l’ingiusto sfruttamento delle risorse naturali e il preoccupante traffico di armi), dal Medio Oriente (dove è necessaria la rinuncia alla violenza e il dialogo reciproco), dall’America latina e dall’Asia. Il testo integrale

    Sabato 8 settembre

    Ore 10,30: Santa Messa - Santuario di Mariazell
    “Un cuore in ricerca” e la fede nella verità radicata nell'amore come priorità del nostro tempo, per capire che il cristianesimo è “qualcosa di diverso da un sistema morale, da una serie di richieste e di leggi”, piuttosto “è il dono di un’amicizia che perdura nella vita e nella morte”. Benedetto XVI torna a parlare della Verità della fede, mettendo al centro Cristo, “unico Mediatore della salvezza valido per tutti”. Un'unicità che non comporta il “disprezzo delle altre religioni” né assolutizza “il nostro pensiero”, ma esprime semplicemente l’essere stati conquistati “da Colui che ci ha interiormente toccati e colmati di doni, affinché noi potessimo a nostra volta fare doni anche agli altri”. Il cristianesimo come fede capace di opporsi “alla rassegnazione che considera l’uomo incapace della verità”, perché “noi abbiamo bisogno della verità”. E a chi, guardando alle vicende storiche, ha paura “che la fede nella verità comporti intolleranza”, il papa risponde con l'immagine di Gesù bambino tra le braccia di Maria, visibile a Mariazell: “La verità non si afferma mediante un potere esterno, ma è umile e si dona all’uomo solamente mediante il potere interiore del suo essere vera. La verità dimostra se stessa nell’amore”. Una realtà ben precisa: “Dio si è fatto piccolo per noi, – spiega il papa - e ci invita a diventare anche noi piccoli, a scendere dai nostri alti troni ed imparare ad essere bambini davanti a Dio. Egli ci offre il Tu”. Parlando di bambini, il papa fa cenno anche alle sofferenze dell'infanzia nel mondo e alla denatalità del vecchio continente: “Noi vogliamo tutto per noi stessi, e forse non ci fidiamo troppo del futuro. Ma priva di futuro sarà la terra solo quando si spegneranno le forze del cuore umano e della ragione illuminata dal cuore – quando il volto di Dio non splenderà più sopra la terra. Dove c’è Dio, là c’è futuro”. Il testo integrale

    Ore 16,45: Vespri Mariani - Santuario di Mariazell
    Di fronte a sacerdoti, religiosi e religiose al santuario della Madonna di Mariazell, Benedetto XVI ripercorre le tre componenti determinanti di una vita impegnata nel radicale e totale donarsi a Dio: povertà, castità e obbedienza. Le parole del papa sono l’invito a porre in risalto – di fronte alle croci di ogni giorno - la profonda gioia e consolazione del donarsi totalmente alla causa del Vangelo: parla di “rinuncia ai beni materiali”, di libertà interiore, di “amore disinteressato”, di affidamento totale al Signore, nella certezza di trovare così “la volontà di Dio” e dunque “la nostra vera identità”. E ricorda che "l'obbedienza a Dio è obbedienza alla Chiesa". Il testo integrale.

    Domenica 9 settembre

    Ore 10,00: Santa Messa - Duomo di Santo Stefano a Vienna
    “La Domenica, nelle nostre società occidentali, si è mutata in un fine-settimana”, ma se il tempo libero “ non ha un centro interiore, da cui proviene un orientamento per l’insieme, esso finisce per essere tempo vuoto che non ci rinforza e ricrea”. Così il papa nell'omelia della messa nel duomo di Santo Stefano. L'invito è quello di mettere al centro l'incontro con Cristo, “Colui che è la nostra origine e la nostra meta”. Ma come si realizza questa dimensione? Benedetto XVI commenta il brano evangelico sull'invito di Gesù a odiare beni e affetti per diventare discepoli, per chiarire che “ognuno ha il suo compito personale e il tipo di sequela progettato per lui”. Gesù fa riferimento alla “chiamata particolare dei Dodici” che nei secoli si è estesa a tanti altri uomini e donne. Ma quando dice “Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà”, si rivolge a tutti. In sostanza, spiega il papa, “solo colui che ama trova la vita“. “E l’amore richiede sempre l’uscire da se stessi, richiede di lasciare se stessi“. Contare sull'amore del “Dio fatto uomo“, spiega Benedetto XVI, è una certezza e “riconoscere questo è saggezza“. Il testo integrale

    Ore 12,00: Angelus - Piazza del Duomo a Vienna
    Il senso della Domenica al centro dell'Angelus. Benedetto XVI riprende l'immagine dell'"amore di Dio, che ha perso se stesso per noi consegnandosi a noi”: una realtà che “ci dona la libertà interiore di “perdere” la nostra vita, per trovare in questo modo la vita vera”. “La partecipazione a questo amore – ha detto - ha dato anche a Maria la forza per il suo “sì” senza riserva”. Ed è la Madonna l'esempio indicato a tutti i cristiani per amare e portare Dio agli uomini. “Donate anche voi il vostro corpo al Signore, - conclude Benedetto XVI - rendendovi sempre di più uno strumento dell’amore di Dio, un tempio dello Spirito Santo! Portate la Domenica col suo Dono immenso nel mondo!”. Il testo integrale

    Ore 12,30: La lettera ai bambini
    I bambini che soffrono la fame, o a cui mancano istruzione o pace, così come coloro che "ancora non conoscono Gesù". Il papa li ricorda in una lettera consegnata ad una piccola delegazione di Missio, la Pontificia opera dell'infanzia missionaria. "Vedo in voi dei piccoli collaboratori al servizio che il Papa rende alla Chiesa e al mondo", scrive Benedetto XVI. "Voi mi sostenete con la vostra preghiera e anche con il vostro impegno di diffondere il Vangelo". Il testo integrale

    Ore 16,30: Visita all'Abbazia di Heiligenkreuz
    La visita al più antico monastero cistercense del mondo restato attivo senza interruzione è l’occasione per riflettere sull’importanza della preghiera, della liturgia e della teologia, a partire dalla regola benedettina dell’Ora et labora. Il papa mette in evidenza che il centro della vita dei monaci è la preghiera: una preghiera che non ha uno scopo specifico, non è rivolta a chiedere “questa o quell’altra cosa”, ma è semplicemente adorazione di Dio. Benedetto XVI tratteggia il rapporto fra Dio e l’uomo, ricordando che il primo non ha posto gli uomini “in tenebre spaventose”, ma "ha illuminato le nostre tenebre con la sua luce: siamo stati cercati e desiderati, trovati e redenti”. Il pontefice ha sottolineato anche la necessità del rispetto dell’essenza della liturgia e ha invitato a “considerare le abbazie e i monasteri come luoghi di “forza spirituale”, e non solo “luoghi di cultura e di tradizione” o peggio “semplice aziende economiche”: “Struttura, organizzazione ed economia sono necessarie anche alla Chiesa” – precisa – “ma non sono la cosa essenziale”. L’essenziale, dice il papa, è Dio solo. Il testo integrale.

    Ore 17,30: Incontro con il mondo del volontariato - Vienna
    E’ da un lato l’elogio del “generoso impegno” di chi rende l’amore concretamente sperimentabile, e dall’altro l’invito a lasciarsi coinvolgere da un cammino che metta fra parentesi le considerazioni circa l’utilità e il profitto e si apra alla gratuità e alla “priorità del prossimo”, vie che “ricordano la dignità dell’uo­mo e suscitano gioia di vita e speranza”. Il papa incontra il mondo del volontariato austriaco, quanto mai vivo e vitale e si dice ammirato e pieno di gratitudine per il loro impegno. Ricorda la centralità dell’amore per il prossimo e il fatto che questo non si possa delegare: “Lo Stato e la politica”, dice riprendendo un concetto già espresso anche nella sua enciclica, “non possono sostituirlo”, anche se devono “creare condizioni generali” per favorirlo. “Senza impegno volontaristico” – spiega – “il bene comune e la società non potevano, non possono e non potranno perdurare”. Quello del volontariato è un cammino che si muove nella logica della gratuità, che va “al di là del calcolo e del contraccambio atteso” e che “rompe con le regole dell’economia di mercato”. Un “cammino appassionante e interessante”, che nelle parole del papa rende “liberi e aperti alle necessità dell’altro, alle esigenze della giustizia, della difesa della vita e della salvaguardia del creato”. In una dimensione che riconosce l’immagine cristiana dell’amore di Dio e del prossimo. Donarsi agli altri dilata il cuore e permette di fare “esperienza di Dio”. Il testo integrale

    Ore 19,15: Cerimonia di congedo - Vienna
    Il saluto del papa all’Austria, alla presenza del presidente federale e dei membri del governo, è l’occasione per ringraziare le autorità, i responsabili e i volontari che hanno reso possibile l’organizzazione della sua visita. All'aeroporto di Vienna, il papa ripercorre le tappe principali del suo viaggio e esprime l’auspicio che il paese possa dare il proprio contributo alla ricerca di nuove vie per favorire la fiducia fra gli uomini, anche nell’ambito delle istituzioni europee e delle relazioni internazionali. Benedetto XVI si dice commosso dell’incontro con i volontari delle organizzazioni assistenziali e confessa la sua gratitudine e gioia per aver potuto vivere e portare a compimento il suo viaggio: il pensiero finale è per il presente e il futuro del paese, affidato all’intercessione della Madre della Grazia di Mariazell. Il testo integrale

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