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13/05/2007  Il papa in Brasile. Il fallimento di capitalismo e marxismo: senza Dio, nessuna realtà (Sara Bauducco - Mattia Bianchi - Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

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Benedetto XVI è rientrato a Roma. Nell'ultima giornata in Brasile, la messa davanti al santuario di Aparecida e l'apertura della quinta conferenza generale dell'episcopato latino americano e dei Caraibi. Tutti gli aggiornamenti.

APARECIDA - Ultima giornata del viaggio del papa in Brasile, dedicata all'apertura della quinta conferenza generale degli episcopati di America Latina e Caraibi. Al mattino (le 15 in Italia), Benedetto XVI ha celebrato la messa inaugurale con i vescovi e i delegati dei vari episcopati, mentre dopo pranzo (le 21 in Italia), nella sala conferenze del santuario, apre i lavori della Conferenza dei vescovi e tiene un discorso in cui dovrebbe indicare le linee di azione per i prossimi anni alla Chiesa del continente latinoamericano. I lavori dei vescovi proseguiranno ad Aparecida fino al 31 maggio. In tarda serata, rientro a San Paolo e partenza dall'aeroporto internazionale dopo la cerimonia di congedo. L'arrivo a Roma è previsto alle 12,45 del 14 maggio.


GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA

Ore 12,45: L'ARRIVO A ROMA
L'aereo papale, un Boeing 777 dell'Alitalia, è atterrato alle 12.25 sulla pista dell'aeroporto militare di Ciampino. Da Ciampino, il papa che è stato accolto dal ministro Rosy Bindi e dal cardinale Ruini, si trasferisce in auto direttamente alla residenza di Castel Gandolfo, dove trascorrerà alcuni giorni di riposo. Il rientro in Vaticano è previsto per venerdi' prossimo. Questo mercoledì Benedetto XVI non terrà neanche la consueta udienza generale.

Ore 20,00 (01,00 ita): LA PARTENZA PER ROMA
Si conclude con un breve discorso di ringraziamento il viaggio di Benedetto XVI in Brasile: “Abbiate la certezza che porto tutti nel mio cuore, dal quale sgorga la Benedizione che vi dono e che estendo a tutti i Popoli dell’America Latina e del Mondo”. “Nella mia memoria – dice durante la cerimonia di congedo all'aeroporto di San Paolo - rimarranno per sempre incise le manifestazioni di entusiasmo e di profonda pietà di questo popolo della Terra della Santa Croce che, insieme alla moltitudine di pellegrini venuti dall’intero Continente della Speranza, ha saputo dare una calorosa dimostrazione di fede in Cristo e d’amore verso il Successore di Pietro”. E ancora: “Chiedo a Dio che aiuti i responsabili sia nell’ambito religioso che in quello civile ad imprimere un passo deciso a quelle iniziative che tutti si attendono per il bene comune della grande Famiglia latinoamericana”.

Le parole del papa




Ore 16,00 (21,00 ita): IL DISCORSO ALLA CONFERENZA DEI VESCOVI
Il primato di Dio e dell'evangelizzazione per rispondere alle sfide dell'America Latina. Benedetto XVI tira le somme del suo viaggio in Brasile, partecipando alla sessione inaugurale della conferenza generale dell'episcopato latinoamericano e dei Caraibi di Aparecida. Un discorso di sei paragrafi, pronunciato davanti a 266 vescovi - 162 membri effettivi, 81 invitati, 8 osservatori e 15 periti - che fino al 31 maggio si interrogheranno su come costruire il futuro della Chiesa, in una società chiamata a fare i conti con la secolarizzazione, il proselitismo delle sette e problemi sociali ancora gravi. Il papa invita a partire dalla fede, tesoro del continente, spiegando come il cristianesimo non sia stato imposto da una cultura straniera, ma si sia integrato con le etnie indigene, creando una “grande sintonia pur nella diversità di culture e lingue”. Di fronte ad una realtà difficile, poi, la fede non è una fuga o l'espressione di un “intimismo religioso”, ma una dimensione reale. Il problema di fondo, infatti, è capire che cosa si intenda per realtà, nella convinzione che senza Dio essa e le strutture sociali positive non esistono e non riescono a funzionare, come hanno dimostrato “tanto i sistemi marxisti quanto quelli capitalisti”.



Il papa alla sessione inaugurale della conferenza (Foto Reuters, Ap)


In questa prospettiva, viene ribadita la validità dell'opzione per i poveri, cara alla Teologia della liberazione, in quanto "implicita nella fede cristologica in quel Dio che si è fatto povero per noi". La Chiesa però non deve fare politica, ma è “avvocata della giustizia e dei poveri”, proprio “perché non si identifica con gli interessi di partito”. Parlare di centralità della messa, di Eucaristia e di riscoperta della Parola, non annulla quindi l'esigenza di denunciare con forza le contraddizioni del continente, come le disuguaglianze e l'autoritarismo di certi Paesi, invocando una visione etica nei processi della globalizzazione e nelle stesse strutture sociali. Un compito che coinvolge i laici, specie quelli cattolici, chiamati anche a colmare l'assenza di leader nei settori della comunicazione, dell'università, della politica. Per il resto, il papa torna a parlare del ruolo della famiglia, chiede ai giovani di opporsi alle illusioni della droga, del piacere e dell'alcol, ai sacerdoti di curare la loro preparazione e di valorizzare la catechesi, anche con i nuovi mezzi di comunicazione. Infine, l'affidamento alla Madonna Aparecida: “A Lei chiedo anche che guidi i lavori e le riflessioni di questa Conferenza Generale, e che benedica con copiosi doni i cari popoli di questo Continente”. La presentazione - Le parole del papa 




La messa del papa ad Aparecida (Foto Reuters, Ap, Afp)


Ore 10,00 (15,00 ita): LA MESSA AD APARECIDA 
La messa della domenica è quella che apre la Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano. Centinaia di migliaia sono le persone presenti (anche se le autorità hanno cautamente ridotto le stime della vigilia e si orientano sulle 300mila presenze) e gioiosi sono i canti, gli applausi, lo sventolio di bandiere e l'entusiasmo che promana al momento dell'arrivo del pontefice ad Aparecida. Una celebrazione, ricorda subito il papa, che spalanca le porte alla Conferenza alla base della quale mette "preghiera ed Eucaristia", dopo aver ricordato la presenza dello Spirito Santo nella Chiesa, rifiutato il proselitismo e ricordato a tutti che il cristianesimo è la fede in una Persona, e non una ideologia o un movimento politico. Il papa riflette anzitutto sul “discernimento comunitario intorno alle grandi problematiche” dei primi cristiani, dubbi chiariti poi grazie alla "luce dello Spirito Santo”.

Un metodo che, utilizzato da Pietro e dagli altri apostoli duemila anni fa, resta ancora valido oggi, dal momento che riflette “la natura stessa della Chiesa”, che è “mistero di comunione con Cristo nello Spirito Santo”. Dunque uno Spirito spiega il papa, che accompagna sempre la storia della Chiesa, nel corso della quale essa "non fa proselitismo”, perché - dice ancora riferendosi agli eccessi della Teologia della Liberazione - il cristianesimo non è “un’ideologia politica, un movimento sociale, un sistema economico”  ma piuttosto "è la fede in Dio Amore, incarnato, morto e risorto in Gesù Cristo”.  La liturgia ricorda, al momento dell'offertorio, anche i "fratelli delle comunità indigene" (vittime di "disprezzo e emarginazione") e invita poi a pregare per la difesa della vita e della famiglia. Poi, al termine della messa, c'è il saluto finale con la recita del Regina Coeli e la richiesta di "pregare per i frutti di questa grande assemblea, che apre alla speranza il futuro della famiglia latinoamericana". Nei saluti conclusivi anche il ricordo dell'abolizione della schiavitù e l'accenno al 90esimo anniversario delle Apparizioni della Madonna a Fatima. La cronaca - Le parole del papa

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