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13/05/2007  Papa in Brasile. Tutti i discorsi... (Mattia Bianchi - Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

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Il testo integrale dei discorsi pronunciati da Benedetto XVI nel suo primo viaggio in America Latina, dal 9 al 14 maggio. Su Korazym.org, le traduzioni in lingua italiana.

Volo papale: Conferenza stampa del papa
Il rapporto tra Chiesa e Stato, la posizione dei politici che votano leggi sull'aborto, la teologia della liberazione, la sfida delle sette, ma anche la beatificazione di mons. Oscar Romero. Benedetto XVI non si sottrae alle domande dei giornalisti e durante il lungo volo che lo porterà in Brasile improvvisa una conferenza stampa. Il testo integrale

Ore 16,30 (21,30 ita):
Cerimonia di benvenuto - Aeroporto di San Paolo
“Il Brasile occupa un posto molto speciale nel cuore del Papa” perché “è nato cristiano e possiede oggi il numero più elevato di cattolici”, ma anche perché “è una Nazione ricca di potenzialità con una presenza ecclesiale che è motivo di gioia e speranza per tutta la Chiesa”. Sono queste le prime parole del papa in Brasile. Nella cerimonia di benvenuto all'aeroporto internazionale di San Paolo, il pontefice riceve il saluto del presidente Lula, chiarisce il significato della sua visita ( “Ha una portata latinoamericana ed un carattere fondamentalmente religioso) e invita i cattolici a “contribuire in maniera particolare al servizio del bene comune della Nazione”. Premesso che “la Chiesa vuole soltanto indicare i valori morali di ogni situazione e formare i cittadini perché possano decidere coscientemente e liberamente”, Benedetto XVI rimarca la dimensione “evangelizzatrice”, “la solidarietà con i poveri e gli abbandonati”, ma anche la promozione della vita “dal momento del suo concepimento fino al suo declino naturale”, della famiglia cellula base della società e della gioventù. Ai governanti, l'augurio di farsi interpreti del bene comune, rafforzando i vincoli di fraternità cristiana. Il testo integrale 

Ore 18,45 (23,45 ita): Saluto al monastero di São Bento - San Paolo
È il primo incontro con la folla per Benedetto XVI. Dopo aver raggiunto in papamobile il monastero di San Benedetto, si affaccia al balcone dell'edificio per salutare e benedire i presenti. “Questa calorosa accoglienza commuove il papa! Grazie per aver voluto aspettarmi”, dice il pontefice, spiegando che “questi giorni, per voi tutti e per la Chiesa, saranno pieni di emozioni e di gioia”. Sentimenti racchiusi in poche parole: “È una Chiesa in festa!”. Il testo integrale

Giovedì 10 maggio

Ore 18,00 (23,00 ita):  Incontro con i giovani - Stadio Municipale del Pacaembu
“Gesù è un maestro buono”, “chi riconosce il bene vuol dire che ama” e “chi ama conosce Dio”. Nell'incontro con i giovani di San Paolo, Benedetto XVI torna a parlare di amore: il senso pieno del cristianesimo, ma soprattutto la risposta alle difficoltà e alle ferite delle nuove generazioni del continente. Il papa pensa alla realtà della paura "di morire e di fallire", della violenza e della droga. Eppure, la giovinezza è una ricchezza e Benedetto XVI lo ribadisce, prendendo spunto dal dialogo evangelico tra Gesù e il giovane ricco. Un'occasione per chiedere ai presenti di percorrere “la strada di Dio”: ispirarsi “ai valori morali universali”, fare della famiglia “un centro irradiante pace e gioia”, promuovere la vita, “tutelare gli anziani". E ancora: “santificare il lavoro”, mettendo da parte la “smisurata ambizione di ricchezza e di potere” e la corruzione, “adempiere ai doveri nei confronti dello Stato”, rispettando le leggi ed essendo onesti. In definitiva, impegnarsi per costruire “una società più giusta e solidale, riconciliata e pacifica”. Il papa pone poi attenzione al sacramento del matrimonio e chiama i giovani alla fedeltà coniugale, ma anche alla castità nel fidanzamento. “Non sperperare la vostra gioventù, - dice - voi non siete solo il futuro della Chiesa e dell'umanità, continua, ma il presente giovane". Il testo integrale

Venerdì 11 maggio

Ore 9,30 (14,30 ita): Canonizzazione di frei Antonio Galvão - Aeroporto "Campo de Marte" 
Una omelia appassionata quella della messa di canonizzazione di Fra Galvao, il “primo brasiliano elevato alla gloria degli altari”: Benedetto XVI ne tratteggia i caratteri essenziali, puntando in modo particolare sul suo forte influsso evangelizzatore e sulla sua vicinanza ai poveri e ai malati, con un forte riferimento finale alla santità del matrimonio e alla centralità della devozione mariana. “Il Papa vi ama!”, esclama il pontefice, sorprendendo i poco avvezzi a manifestazioni di affetto così esplicite. Con i tratti essenziali della vita del frate francescano, il papa ricorda anche che le iniziative di pastorale sociale “portano in se stesse il sigillo divino se sono orientate verso il bene dei poveri e degli infermi” e che (citazione dalla Gmg 2005) “i veri riformatori della nostra epoca sono i santi, perché soltanto da essi e soltanto da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo”. Un cambiamento, una santità che – conclude Benedetto XVI - “non solo è possibile ma anche necessaria ad ognuno nel proprio stato di vita, per svelare al mondo il vero volto di Cristo, nostro amico!”. Il testo integrale

Ore 16,00 (21,00 ita):
Incontro con i vescovi del Brasile - Cattedrale di San Paolo
È la salvezza delle anime e non un'altra la finalità della Chiesa. Benedetto XVI lo ha ribadito ai vescovi del Brasile, incontrati nella cattedrale di San Paolo: non una visione esclusiva, ma la convinzione che tutto debba discendere da qualcosa di più grande, dato che senza fede in Cristo, “manca l’essenziale anche per la soluzione degli urgenti problemi sociali e politici”. Solo così i cristiani possono rispondere alle sfide dei tempi presenti, a cominciare dallo “smarrimento sconcertante” che sta attraversando la vita sociale. L'analisi entra nel merito dei problemi: le questioni etiche su matrimonio, vita e famiglia, ma anche le derive della teologia della liberazione, il fenomeno delle sette, l'urgenza dell'evangelizzazione e della formazione (dai catechisti ai sacerdoti), l'importanza di aderire alla dottrina e alle norme liturgiche. Spazio poi alle problematiche sociali, con l'invito a mettere al centro la dignità dell'uomo, al di là di semplici fattori economici. In questo senso, è importante formare i politici e tutta la società per “dare un volto umano e solidale all’economia”, agendo per il bene comune piuttosto che per cercare profitti personali. Sfide complesse per la Chiesa locale, invitata dal papa a lavorare sempre nella concordia, avendo per vostro fondamento “una comunione che nell’Eucaristia trova il suo momento culminante e la sua sorgente inesauribile”. Il testo integrale

Sabato 12 maggio

Ore 10,30 (15,30 ita): Incontro con le suore di clausura della Fazenda - Guaratinguetá
Un vero inno alla speranza in una società che non vede alcun futuro, con la sottolineatura dell’opera nascosta ma profonda delle suore di clausura e una lode francescana della bellezza della natura e di tutte le creature. Benedetto XVI visita la “Fazenda da Esperança” e pronuncia un discorso incentrato sulla speranza e sulla lode. Nella “Fazenda” vivono molti “giovani che cercano di superare il problema della droga, dell’alcool e della dipendenza dalle sostanze chimiche” e il papa individua questo luogo come il posto giusto per annunciare e “testimoniare il Vangelo in mezzo a una società consumistica lontana da Dio”, incapace di vedere “alcun futuro o speranza”. Di fronte alla realtà della tossicodipendenza, e non solo di quella, “non bisogna mai perdere la speranza!”, dice Benedetto XVI, per il quale occorre anzi ““edificare e costruire la speranza tessendo la tela di una società che, nello stendere i fili della vita, perde il vero senso della speranza”. Alle suore l’invito a proclamare la speranza che non delude e la consolazione dei “tanti cuori materni e paterni che piangono di dolore per i loro figli ancora tossicodipendenti”, e alle preghiere di quelle religiose che annunziano “col silenzio” un messaggio “che vince dolore, droga e morte” il papa affida la Conferenza dei vescovi che si va ad aprire. Il testo integrale

Ore 10,45 (15,45 ita): Incontro con la Comunità della Fazenda - Guaratinguetá
La presenza piena di amore di Dio nella vita personale di ogni giovane segnato dall’esperienza della droga e un severo richiamo agli spacciatori per il male che compiono in una società che ha i più alti tassi di dipendenza dalle droghe e dagli stupefacenti: è intenso il discorso che il papa rivolge soprattutto ai ragazzi tossicodipendenti in fase di recupero ospiti delle “Fazendas”. Dio ha bussato nella vostra vita – dice loro – attraverso una persona amica o una serie di coincidenze e ha reso così possibile il vostro recupero: un Dio che “non costringe e non opprime la libertà individuale”, ma chiede solamente “l’apertura della nostra coscienza”. In un contesto di speranza, anche un severo monito agli spacciatori, affinché “riflettano sul male che stanno facendo a una moltitudine di giovani e di adulti di tutti gli strati sociali: Dio chiederà loro conto di ciò che hanno fatto”, perché “la dignità umana non può essere calpestata in questo modo”. Il testo integrale

Ore 18,00 (23,00 ita)Recita del Santo Rosario - Santuario di Aparecida 
“Rimanete alla scuola di Maria”. È l'invito che Benedetto XVI vuole lanciare dal santuario della Madonna Aparecida, dopo la recita del rosario. “Il papa vi ama e prega per voi”, dice il pontefice per poi ringraziare i sacerdoti e i missionari, i diaconi e i seminaristi, i religiosi e le religiose. Ma Benedetto XVI si rivolge a tutti gli uomini e le donne dell'America Latina, con “una grande sete di Dio”. E riferendosi indirettamente al fenomeno delle sette, ribadisce che “nella Chiesa cattolica troviamo tutto ciò che è buono, tutto ciò che è motivo di sicurezza e di sollievo”, perché “la Chiesa è la nostra casa”. Da qui, l'invito alla coerenza e alla fedeltà, da coltivare con “una solida formazione dottrinale e spirituale” (a partire dal Catechismo), condizione per costruire “una società più giusta, più umana e cristiana”. Speranze che il papa affida alla Madonna Aparecida: “Madre nostra, proteggi la famiglia brasiliana e latinoamericana!”. Il testo integrale

Domenica 13 maggio

Ore 10,00 (15,00 ita): Santa Messa - Aparecida
Il papa celebra la messa inaugurale della conferenza generale dei vescovi latinoamericani e dei Caraibi e richiama lo stile comunitario delle origini del cristianesimo e l'azione dello Spirito Santo. Lo spunto per evidenziare ancora una volta la vera dimensione della fede. “La missione di Cristo si è compiuta nell’amore”, dice, la Chiesa si “sente discepola e missionaria di questo Amore”, “non fa proselitismo”, ed è “missionaria solo in quanto discepola”. La fede diventa così un tesoro inestimabile per il continente latinoamericano, “la forza che vince il mondo”, “la gioia che nulla e nessuno potrà togliervi”, “la pace che Cristo vi ha conquistato con la sua Croce”. E ancora, riferendosi agli eccessi della Teologia della Liberazione: il cristianesimo non è “un’ideologia politica, non un movimento sociale, non un sistema economico”; piuttosto “è la fede in Dio Amore, incarnato, morto e risorto in Gesù Cristo”. Parlando della vita eterna e della “Gerusalemme celeste”, il papa invita poi a radicare ogni cosa nella carità con cui “possiamo avvicinarci ad essa e in qualche misura già abitarvi”. Ecco così, la Chiesa di Benedetto XVI: “tutta animata e mobilitata dalla carità di Cristo”, “immagine storica della Gerusalemme celeste”, “anticipo della Città santa, splendente della gloria di Dio”, capace di sprigionare “una forza missionaria irresistibile, che è la forza della santità”. Il testo integrale

Ore 12,00 (17,00 ita): Regina Coeli - Aparecida

Ore 16,00 (21,00 ita): Apertura della conferenza dell'episcopato - Aparecida 
Il primato di Dio e dell'evangelizzazione per rispondere alle sfide dell'America Latina. Benedetto XVI tira le somme del suo viaggio in Brasile, partecipando alla sessione inaugurale della conferenza generale dell'episcopato latinoamericano e dei Caraibi di Aparecida. Un discorso di sei paragrafi, pronunciato davanti a 266 vescovi - 162 membri effettivi, 81 invitati, 8 osservatori e 15 periti - che fino al 31 maggio si interrogheranno su come costruire il futuro della Chiesa, in una società chiamata a fare i conti con la secolarizzazione, il proselitismo delle sette e problemi sociali ancora gravi. Il papa invita a partire dalla fede, tesoro del continente, spiegando come il cristianesimo non sia stato imposto da una cultura straniera, ma si sia integrato con le etnie indigene, creando una “grande sintonia pur nella diversità di culture e lingue”. Il testo integrale

Ore 19,40: (00,40 ita): Cerimonia di congedo - Aeroporto di San Paolo

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