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  • 12/05/2007 Frei Galvao sugli altari. Il miracolo di Sandra ed Enzo (Sara Bauducco, http://www.korazym.org)

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    Ecco il miracolo che ha portato alla canonizzazione del beato Frei Galvão, il primo santo nato in Brasile: una nuova vita venuta alla luce proprio quando la scienza non dava più speranze. La storia di Sandra e di suo figlio Enzo.

    Sandra Grossi de Almeida, 37enne e residente a Brasília, ha una storia da raccontare: quella che si è rivelata determinante per la canonizzazione di Frei Galvão (sant’Antonio di sant’Anna, il primo santo nato in Brasile), presieduta dal papa, a Campo de Marte, a San Paolo. Nel 1999, la donna ha dato alla luce Enzo grazie anche alle preghiere rivolte al beato: ora il bambino, cresciuto sano, ha otto anni, sprizza allegria e vitalità e sa quanto sia stato importante l’aiuto del frate francescano per la sua nascita. In molti nel paese si aspettano che il ragazzino scelga poi la strada religiosa: “L’unica cosa che desidero per lui è che sia una persona buona. Se vorrà intraprendere la vita religiosa, sarà una sua scelta” ha commentato la madre.

    Prima della nascita di Enzo, Sandra aveva avuto altre tre interruzioni di gravidanza per un problema congenito conosciuto come utero bicorne, una membrana di cartilagine che si forma nel mezzo dell’utero separandolo in due piccole parti: questo problema rende impossibile la crescita del feto per mancanza di spazio e così le gravidanze di Sandra si erano sempre interrotte al quarto mese dopo dolori intensi e forte sanguinamento.

    Cattolica praticante, Sandra si era convinta di non poter aver figli suoi e aveva deciso di adottare Isabela, oggi 12enne. Quando si è trovata incinta per la quarta volta, era consapevole dei rischi che avrebbe corso ma nutriva anche la speranza di poter portare a termine la gravidanza: “I medici mi dissero di non farmi illusioni. Ma mi sono messa completamente a disposizione della medicina perché avrei sofferto troppo nel perdere il bambino” ha raccontato la donna. Un’amica di famiglia le fece conoscere le pillole di Frei Galvão, che lei accettò di prendere per fede e a lui ricorse con costante preghiera. Con grande sorpresa dei medici, ma non sua, cessarono subito il sanguinamento ed i dolori: per la donna, quello fu un chiaro segnale del potere di Frei Galvão e della sua intercessione.

    Sandra ha affermato di aver sentito l’intercessione del beato in diversi momenti: non ha sentito dolore e contrazioni neppure durante lo stesso parto. Al quarto mese Sandra dovette sottoporsi a un’operazione per chiudere il collo dell’utero, procedimento delicato ma che non produsse il temuto sanguinamento. Al quinto mese sorse un ulteriore rischio di aborto e qui Sandra ricorse nuovamente con devozione all’intercessione di Frei Galvão: le preghiere questa volta dovevano essere ancora più intense perché era necessario che il feto raggiungesse i due chili, peso minimo per garantirne la nascita e la speranza di sopravvivenza.

    Dopo aver passato questa fase critica, Sandra si avviò alla 32ª settimana di gravidanza: “Ai medici pareva impossibile, ma non secondo la logica di Dio” ha aggiunto la donna. Così pure impossibile sembrava mantenere l’utero dopo il parto: l’unica soluzione per espellere la placenta pareva essere l’isterectomia, la rimozione dell’utero. I medici erano pronti nel caso lei l’avesse consentito, ma non ve ne fu bisogno. Alcune ore dopo il parto, inoltre, Enzo presentò un grave problema polmonare che spesso è causa di morte tra i nati prematuri: il bambino fu tolto dall’intubazione il giorno seguente, cosa che di solito in questi casi capita dopo settimane.

    La foto: Sandra e Enzo

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