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  • 24/04/2007 Lotta alla povertà, Aids e condono del debito. La corrispondenza tra il papa e Angela Merkel (Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

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    Il papa chiede maggior impegno per la lotta alla povertà e il cancelliere tedesco, alla vigilia della Presidenza tedesca del G8 e del semestre di presidenza del consiglio dell'Ue, assicura il suo impegno. Padre Lombardi: un fatto importante.

    Il papa chiede ad Angela Merkel maggior impegno per la lotta alla povertà e il cancelliere tedesco, alla vigilia della Presidenza tedesca del G8 e del semestre di presidenza del consiglio dell'Ue, assicura il suo impegno. È quanto emerge da una corrispondenza epistolare tra Benedetto XVI e il capo di governo della Germania, con una prima lettera inviata dal papa lo scorso 16 dicembre e la risposta della Merkel redatta il 2 febbraio. Stamani, le lettere sono state rese pubbliche dalla sala stampa della Santa Sede. Il pontefice si sofferma sulla lotta alla povertà e all'Aids, sul tragico sottosviluppo dell'Africa e sulla cancellazione del debito dei paesi più poveri, con la richiesta che il G8 affronti questi temi come priorità.

    “La Santa Sede - spiega il papa alla Merkel - è preoccupata per l'incapacità dei paesi ricchi di offrire ai paesi più poveri, in particolare a quelli dell'Africa, adeguate condizioni finanziarie e commerciali che renderebbero possibile la promozione di un loro sviluppo duraturo”. Certamente i “Paesi più' poveri hanno, da parte loro, la responsabilità della good governance e dell'eliminazione della povertà”; ma in ciò, avverte il papa, “è irrinunciabile un'attiva collaborazione da parte dei partner internazionali”. È in gioco un “dovere morale”, continua Benedetto XVI, invocando per i Paesi poveri, “condizioni commerciali favorevoli che, soprattutto, includano un accesso ampio e senza riserve ai mercati” e “provvedimenti per una rapida cancellazione completa ed incondizionata del debito estero dei Paesi poveri fortemente indebitati e dei Paesi meno sviluppati”.

    Nella lettera, Benedetto XVI richiama anche gli impegni presi dai paesi più ricchi di destinare risorse per la ricerca e la lotta contro malattie come l'AIDS, la tubercolosi, la malaria. In quest'ottica, esorta, i “Paesi industrializzati devono affrontare l'urgente compito scientifico di creare finalmente un vaccino contro la malaria”. Infine, la comunità internazionale deve “continuare ad adoperarsi per una riduzione significativa del commercio di armi sia legale sia illegale, del traffico illegale di preziose materie prime e della fuga di capitali dai Paesi poveri e deve impegnarsi per l'eliminazione tanto di pratiche di riciclaggio di denaro sporco quanto della corruzione di funzionari nei Paesi poveri”. Il papa loda l'impegno già annunciato dalla Merkel nella lotta contro la povertà e a favore dell'Africa e il cancelliere promette di servirsi “della Presidenza tedesca del G8 e del semestre di presidenza del Consiglio della Ue” per “compiere progressi”. Primo appuntamento: G8 di Heiligendamm, in Germania, dal 6 all'8 giugno.

    Intanto, da parte vaticana è chiara la soddisfazione, con il direttore della sala stampa, padre Federico Lombardi, che parla di "fatto importante". ''Il papa manifesta la sua preoccupazione viva per i Paesi più poveri e per l'Africa in particolare; - dice - è una preoccupazione anche questa in piena continuita' con quelle dei suoi predecessori''. Quindi, ''non è vero che egli sia 'eurocentrico', come qualcuno sostiene. Fra poco si recherà in America Latina. Quando parla all'Europa, il papa - conclude padre Lombardi - pensa ad un'Europa aperta al mondo nella giustizia e nella solidarietà, per la costruzione di un mondo rispettoso della dignita' di ogni persona''.

    Il testo integrale della lettera del papa


     

    A Sua Eccellenza
    la Dott.ssa Angela Merkel
    Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca
     

    Il 17 luglio 2006, in occasione della conclusione del Vertice di San Pietroburgo, Ella ha annunciato che il gruppo costituito dai sette Paesi più industrializzati del mondo insieme con la Russia (G8), sotto la Sua presidenza, avrebbe ancora conservato all'ordine del giorno il tema della povertà nel mondo. Inoltre, il 18 ottobre, il Governo della Repubblica Federale Tedesca ha comunicato che l'aiuto all'Africa sarà un tema preponderante in occasione del Vertice di Heiligendamm.

    Le scrivo, dunque, per esprimere il ringraziamento della Chiesa cattolica così come il mio apprezzamento personale per questi annunci. Sono lieto del fatto che il tema «povertà» sia ora all'ordine del giorno dei Paesi del G8 con un esplicito riferimento all'Africa. Questa tematica, infatti, merita la massima attenzione e priorità a vantaggio degli Stati poveri come anche di quelli ricchi. Il fatto che la presidenza tedesca del G8 coincida con quella dell'Unione Europea offre un'opportunità unica per affrontare questo tema. Sono fiducioso che la Germania assumerà in modo positivo il ruolo di guida a lei spettante in tale complesso di questioni, che è di importanza mondiale e ci riguarda tutti.

    In occasione del nostro incontro dello scorso 28 agosto, Ella mi ha assicurato che la Germania condivide la preoccupazione della Santa Sede per la incapacità dei Paesi ricchi di offrire ai Paesi più poveri, in particolare a quelli dell'Africa, adeguate condizioni finanziarie e commerciali che renderebbero possibile la promozione di un loro sviluppo duraturo. La Santa Sede ha sottolineato ripetutamente che i Governi dei Paesi più poveri hanno, da parte loro, la responsabilità della good governance e dell'eliminazione della povertà, che però in ciò è irrinunciabile un'attiva collaborazione da parte dei partner internazionali. Qui non si tratta di un compito straordinario o di concessioni che potrebbero essere rimandate a causa di pressanti interessi nazionali. Esiste piuttosto un dovere morale grave e incondizionato, basato sulla comune appartenenza alla famiglia umana così come sulla comune dignità e destino dei Paesi poveri e dei Paesi ricchi che, mediante il processo di globalizzazione, si sviluppano in modo sempre più strettamente interconnesso.

    Per i Paesi poveri bisognerebbe creare e garantire, in modo affidabile e duraturo, condizioni commerciali favorevoli che, soprattutto, includano un accesso ampio e senza riserve ai mercati. Occorre anche prendere provvedimenti per una rapida cancellazione completa ed incondizionata del debito estero dei Paesi poveri fortemente indebitati (heavily indebted poor countries - HIPC) e dei Paesi meno sviluppati (least developed countries - LDC). Parimenti vanno prese misure affinché questi Paesi non finiscano di nuovo in una situazione di debito insostenibile. Inoltre, i Paesi industrializzati devono essere consapevoli degli impegni che hanno assunto nell'ambito degli aiuti allo sviluppo e assolverli pienamente.

    Occorrono poi ampi investimenti nel campo della ricerca e dello sviluppo di farmaci per il trattamento dell'AIDS, della tubercolosi, della malaria e di altre malattie tropicali. In quest'ottica i Paesi industrializzati devono affrontare l'urgente compito scientifico di creare finalmente un vaccino contro la malaria. Parimenti è necessario mettere a disposizione tecnologie mediche e farmaceutiche come pure conoscenze derivate dall'esperienza nel campo dell'igiene, senza per questo avanzare richieste giuridiche o economiche.

    Infine, la comunità internazionale deve continuare ad adoperarsi per una riduzione significativa del commercio di armi sia legale sia illegale, del traffico illegale di preziose materie prime e della fuga di capitali dai Paesi poveri e deve impegnarsi per l'eliminazione tanto di pratiche di riciclaggio di denaro sporco quanto della corruzione di funzionari nei Paesi poveri. Sebbene queste sfide siano da affrontare da tutti gli Stati membri della comunità internazionale, il G8 e l'Unione Europea dovrebbero svolgere un ruolo-guida in proposito.

    Appartenenti a diverse religioni e culture di tutto il mondo sono convinti che il raggiungimento dell'obiettivo di eliminare l'estrema povertà entro il 2015 sia uno dei più importanti compiti del nostro tempo. Condividono, inoltre, la convinzione che questo traguardo sia legato indissolubilmente alla pace e alla sicurezza nel mondo. Il loro sguardo è ora rivolto alla guida affidata al Governo tedesco per il prossimo periodo, durante il quale bisogna garantire che il G8 e l'Unione Europea assumano le misure necessarie per superare la povertà. I fedeli cattolici sono pronti ad offrire il proprio contributo a tali sforzi e sostengono in modo solidale il Suo impegno. Implorando la benedizione di Dio per l'attività del G8 e dell'Unione Europea sotto la presidenza tedesca, colgo l'occasione per esprimerLe di nuovo, Signora Cancelliere Federale, il mio grande apprezzamento.

    La risposta di Angela Merkel

    Sua Santità
    il Papa Benedetto XVI
    Città del Vaticano

    Santità,
    è con grande gioia che ho letto la Sua lettera del 16 dicembre 2006 in cui Lei formula i Suoi migliori auspici ed espone le Sue richieste per la nostra Presidenza dell'Unione europea nonché del G8. Mi rallegra particolarmente il fatto che Lei quale Capo della Chiesa Cattolica appoggi le priorità della Presidenza tedesca dell'Ue e del G8. Mi consenta di sottolineare con la presente che il Suo sostegno mi sta particolarmente a cuore.

    Vogliamo servirci della Presidenza tedesca del G8 e del semestre di Presidenza nel Consiglio dell'Ue per compiere progressi nella lotta contro la povertà e nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio. In questo contesto consideriamo prioritari i potenziali di sviluppo e le sfide del continente africano. Durante la Presidenza tedesca del G8 affronteremo in primo luogo lo sviluppo economico del continente e le questioni di buon governo nonché gli aspetti della pace e della sicurezza. Mi preme molto che i rapporti fra i G8 e l'Africa vengano ampliati nello spirito di un partenariato di riforma. Oltre a maggiori sforzi da parte degli Stati africani stessi è importante un più forte impegno della comunità internazionale.

    La lotta contro l'HIV/AIDS nonché il potenziamento dei sistemi sanitari sono importanti priorità soprattutto della Presidenza G8. Ci siamo dati l'obiettivo di modificare le strategie di contrasto all'HIV/AIDS affinché tengano particolarmente conto della situazione delle donne e delle ragazze. Tutti questi sforzi rimangono però solo un'opera incompleta se, a lungo termine, i sistemi sanitari non verranno migliorati. In ambito G8 affronteremo con maggior impegno le sfide da Lei indicate in merito alla trasparenza dei mercati delle finanze e delle materie prime dedicandoci in particolar modo al potenziamento e rafforzamento dell'iniziativa già attivata "Extraction Industries Transparency Initiative" (EITI) che noi appoggiamo pienamente.

    Le iniziative per la cancellazione del debito da Lei menzionate rappresentano un fattore importante nella lotta contro la povertà. I provvedimenti decisi nel corso dei Vertici G8 di Colonia (1999) e Gleneagles (2005) hanno concesso ai Paesi beneficiari margini finanziari che possono venir destinati alla lotta contro la povertà nel rispettivo Paese. Per mettere in pratica la cancellazione debitoria multilaterale di Gleneagles a favore dei Paesi più poveri ed indebitati il Governo federale ha garantito una partecipazione tedesca di complessivamente 3,6 miliardi di . Anche la istituzione di un quadro di sostenibilità del debito (Debt Sustainability Framework) gode del sostegno del Governo federale. Si tratta di uno strumento prezioso per limitare il pericolo di un ulteriore eccessivo indebitamento da parte dei Paesi più poveri. Nel frattempo i Paesi a cui è stato cancellato il debito hanno potuto incrementare le loro spese per la lotta alla povertà dal 7% nel 1999 al 9% del PIL nel 2005 - fondi che possono venir destinati, per esempio, a scuole o strutture sanitarie.

    In campo commerciale abbiamo l'intenzione di giungere ad una conclusione, che favorisca lo sviluppo, dei cosiddetti Accordi di partenariato economico fra l'Ue ed i Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Inoltre ci serviremo della nostra Presidenza dell'Ue e del G8 per portare avanti il dialogo con i Paesi emergenti. Paesi emergenti come Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica rivestono una sempre maggiore importanza per la soluzione di problemi globali quali l'approvvigionamento energetico, il cambiamento climatico e l'utilizzo delle materie prime. Ci siamo pertanto posti l'ambizioso obiettivo di parlare con questi Paesi anche di questioni difficili. Infatti solo se tutti i soggetti forti di questo mondo si assumono le loro responsabilità, possiamo giungere a più giustizia e pace. Penso che con le priorità tematiche illustrate possiamo fornire degli impulsi a uno sviluppo sostenibile e quindi anche un contributo affinché la globalizzazione, su scala mondiale, sia più equa.

    La ringrazio nuovamente per la Sua lettera.
    Distinti saluti

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