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  • 12/04/2007  Il papa a Vigevano e Pavia. L'attesa e la preparazione (Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

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    L'emozione e l'attesa, la preparazione spirituale, i gesti di carità. A poco meno di due settimane dalla visita del papa, le diocesi di Vigevano e Pavia sono pronte a vivere il grande evento del 21 e 22 aprile.

    L'emozione e l'attesa, la preparazione spirituale, i gesti di carità. A poco meno di due settimane dalla visita del papa, le diocesi di Vigevano e Pavia sono pronte a vivere il grande evento del 21 e 22 aprile. Benedetto XVI arriverà in Lombardia soprattutto per pregare sulla tomba di Sant'Agostino, ma ha accettato con piacere di vivere un programma più articolato, che prevede momenti di incontro con i fedeli, la visita in un luogo di sofferenza e speranza come l'ospedale San Matteo, l'incontro con il mondo dell'università, a otto mesi dalla lezione all'ateneo di Ratisbona. Scontato l'entusiasmo delle due chiese locali che da mesi stanno curando ogni dettaglio, sia sul piano della preparazione spirituale nei gruppi e nelle parrocchie, sia sul versante logistico.

    VIGEVANO, UN PAPA IN CITTA' DOPO 500 ANNI. Correva l’anno 1418, quando papa Martino V volle fermarsi in città per un momento di preghiera, di ritorno dal Concilio di Costanza. Dopo più di 500 anni, è Benedetto XVI a tornare a Vigevano e l'emozione in città è palpabile. Il programma è stato ormai definito nei dettagli, con arrivo previsto alle 16,45 del 21 aprile, all'interno dello stadio comunale “Dante Merlo”. Ad accoglierlo sulle tribune, un'ampia delegazione di giovani e ragazzi delle società sportive del territorio. Dallo stadio comunale, il papa percorrerà con la “papamobile” un tratto di strada di circa un paio di chilometri (via Madonna Sette Dolori, corso Cavour, via Dante, piazza Ducale e piazza Sant’Ambrogio) e raggiungerà il vescovado. Da lì, proseguirà per piazza Ducale dove è in programma la messa. Il palco, costruito in lega leggera e trasparente per permettere la vista della facciata del Duomo recentemente restaurata, sarà allestito di fronte al sagrato. La celebrazione, a cui sono attese almeno 4mila persone (altre 10mila nelle zone adiacenti), si svolgerà così per la prima volta all’ombra della celebre torre del Bramante, diffusa in altri luoghi della città attraverso 4 maxi schermi. Dopo la messa, il papa entrerà in Duomo e raggiungerà dall’interno della cattedrale il vescovado, da dove ripartirà, ripercorrendo a ritroso lo stesso percorso compiuto per raggiungere lo stadio comunale. La partenza per Pavia è prevista per le ore 20.

    SCARPE DUCALI PER LA CARITA' DEL PAPA. L'accoglienza al papa sarà legata anche a gesti di carità. Originale quello della diocesi di Vigevano che con il Consorzio di San Crispino e Crispiniano, che riunisce gli operatori del settore calzaturiero, sta raccogliendo migliaia di paia di calzature. L’obiettivo è quello di replicare l’impresa di qualche anno fa, quando furono raccolte 20 mila paia di scarpe, poi inviate in Eritrea. “Abbiamo scritto a tutti i nostri iscritti in tutta Italia, chiedendo a ciascuno di contribuire secondo la propria disponibilità – spiega Angelo Caserio, membro del direttivo, già presidente del Consorzio – abbiamo già raccolto diverse migliaia di paia di calzature”. “L’impegno più grande, una volta raccolte le calzature, è anche quello di separarle tra invernali e estive, dividere i modelli da adulti, uomo e donna, da quelli da bambino, in modo da avere un quadro preciso della disponibilità – aggiunge Caserio – e poter inviare le scarpe adatte per luoghi che ci verranno indicati”.

    L'ALLOGGIO E I PASTI DEL PAPA. Arrivato a Pavia, Benedetto XVI riceverà il saluto del vescovo e della città per poi pernottare nell'arcivescovado, in una stanza definita da chi l'ha vista “sobria, luminosa e umile”. Posta tra la mensa e la segreteria privata dell'appartamento nobile, la stanza è al primo piano del palazzo commissionato nel XVI secolo dal vescovo Ippolito e progettato dall'architetto Pellegrino Pellegrini. Negli ultimi 5 mesi sono stati 50 gli operai che si sono alternati a 20 restauratori per risistemare gli spazi disabitati da 200 anni. “I lavori per preparare la visita papale proseguono senza sosta – ha detto don Mauro Astroni che ha seguito i cantieri del Vescovado e organizzato il pranzo del Papa - A Pavia non abbiamo camerlenghi. Tutta la diocesi si è impegnata per ricevere il Santo Padre. Non è importante quello che è stato fatto o preparato per l'occasione. È importante quello che Benedetto XVI dirà e farà a Pavia”. Nella serata del 21, il papa cenerà da solo nella saletta dell'appartamento: un consommé di verdure e poi una tisana prima di addormentarsi. Domenica, invece, pranzerà con i vescovi lombardi con un primo a base di verdure e un secondo di carne al forno preparati nelle cucine della Curia. Il dolce sarà una torta appositamente confezionata dalla storica pasticceria Vigoni e chiamata “torta diplomatica” a base di crema pasticciera con pasta di mandorle. I vini saranno La Versa: uno spumante metodo classico Testarossa e uno spumante moscato Fiordarancio (ne sono state ordinate 100 bottiglie). A servire a tavola, in divise gialle, saranno i volontari della diocesi e i parroci pavesi.

    IL PROGRAMMA DI DOMENICA. Sarà una giornata intensa quella di Benedetto XVI a Pavia. Alle 9, sul tema “Ero malato e mi avete visitato”, è in programma l'incontro con i malati al Policlinico San Matteo. Previsto un saluto di un dirigente e di un ricoverato, alla presenza dei religiosi Camilliani e delle suore della Provvidenza, assistenti spirituali dell'ospedale. Alle 10,30, Santa Messa presso gli orti Borromaici, sul tema della visita “Insieme per proclamare che Gesù è il Signore” (I Corinti, 12, 3): celebrazione della Santa Messa. Nel pomeriggio, dopo il pranzo con i vescovi della Lombardia, il papa dovrebbe visitare l'università cittadina per un incontro con il mondo della cultura, prendendo spunto dalla frase di Sant'Agostino “Che cosa desidera l’anima più ardentemente della verità?”. Seguirà alle 17,30, il momento centrale della visita: con la preghiera sulla tomba del santo di Ippona nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro e la preghiera del Vespro con i sacerdoti, i religiosi e i seminaristi della diocesi. Subito dopo, è prevista la partenza e il saluto dei bambini delle scuole cattoliche in rappresentanza di tutti i bambini della diocesi

    I DONI DELLA DIOCESI. Tre doni simbolici, carichi di significato. La Chiesa di Pavia donerà al papa una croce pettorale in oro, una casa d'accoglienza e una medaglia. La croce, realizzata a mano dall'artista Pupi Perati con la collaborazione dell'orafa Daniela Repetto, riproduce la croce presente sull'urna d'argento che protegge la teca con le reliquie di S.Agostino. È stata invece pensata per gli immigrati, la casa d'accoglienza “Benedetto XVI”, per rispondere alle emergenze della società e mettere in pratica uno spirito di apertura verso i più poveri. Fra gli altri doni della diocesi, infine, la medaglia di Angelo Grilli, nata dal confronto fra sacerdoti, vescovo e artista. Si tratta di una catechesi per immagini. La medaglia è in argento 925%. Nel diritto: il papa in cammino per la visita alla diocesi e alla città di Pavia, si avvia a rendere omaggio alle reliquie di sant’Agostino in san Pietro Ciel d’Oro e saluta con gesto benedicente. Sulla destra ecco il bambino incontrato da sant’Agostino sull’arenile mentre, scavata una buca nella sabbia, è intento a versare in essa l’acqua del mare. In secondo piano alcuni monumenti storico-artistici della città di Pavia fra cui il duomo con la sua cupola; il ponte coperto su cui s’affaccia il popolo festante per Benedetto XVI; sulla sinistra un grande barcone, “nave pavese”, accanto alla sponda del Ticino con il barcaiolo alle prese con il pescato. Attorno la scritta: Benedetto XVI a Pavia 21-22 aprile 2007. Nel rovescio: “Deus Caritas est” Due uomini si incontrano: uno è in necessità e tende le mani in cerca di aiuto; l’altro lascia cadere le sue protezioni e si dispone all’incontro fraterno.

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