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18/03/2007 Il papa visita il carcere minorile di Roma. ''L'amore di Dio è il segreto della vita'' (Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

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Un incontro profondo, all’insegna dell’ascolto e della spontaneità. Benedetto XVI tocca con mano per la prima volta la realtà del carcere. Lo ha fatto con una visita all’istituto penale per minorenni di Casal del Marmo a Roma, dove ha celebrato messa e incontrato i ragazzi per un saluto: cinquanta detenuti, la gran parte stranieri, soprattutto rumeni, ma anche serbi, bosniaci, croati e macedoni. Si trovano “dentro” dopo aver commesso reati, per lo più contro il patrimonio: furto, furto aggravato e rapina le fattispecie più diffuse, ma ci sono anche un caso di violenza sessuale e uno di omicidio. Sono praticamente tutti in custodia cautelare: solo un paio di loro scontano una pena. Il tempo di permanenza in carcere è brevissimo, arriva al massimo a qualche mese. E infatti, a fronte di 50 presenze giornaliere, in un anno transitano a Casal del Marmo almeno trecento giovani. Storie difficili di chi certamente ha sbagliato, ma – ha ricordato alla vigilia il cappellano dell’istituto, padre Gaetano – “non dimentichiamo che a pagare in carcere sono sempre i più poveri e sprovveduti: colpevoli soprattutto di essere soli, senza famiglia, stranieri”.


Foto di Tony Gentile - Reuters.

Il papa lo sa bene e lo ha sottolineato nell’omelia della messa, pronunciata interamente a braccio, dopo aver messo da parte il discorso previsto. “Sono venuto volentieri qui”, ha detto il pontefice, riflettendo sulla parabola del figliol prodigo che mostra come "l'amore di Dio consoli e dia pace specialmente nei momenti difficili della vita". Il figliol prodigo "voleva una vita libera, diceva di voler essere solo e avere la vita tutta e totalmente per sé, con tutte le sue bellezze". Questa "era la sua idea di libertà - prosegue il papa - di fare ciò che voglio, di non essere nel carcere delle discipline e delle regole, di fare tutto ciò che mi piace, avere la vita con tutta la sua pienezza". In realtà, la vita “senza Dio non funziona”: manca “l'essenziale, manca la luce”, manca “il grande senso di essere uomo”. E “i Comandamenti di Dio non sono ostacoli ma indicatori della strada da percorrere” per raggiungere Dio, ma anche per realizzare un mondo ''più libero e bello”.

Al termine della messa, il papa ha ricevuto il ringraziamento del capo dipartimento per la giustizia minorile, Melita Cavallo, e del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che ha invocato un patto educativo tra Chiesa e Stato. ''I principi cardine, starei per dire biblici, della nostra Costituzione – ha detto - pongono a fondamento della convivenza civile valori condivisi dalla fede cristiana e dal magistero della Chiesa. In nessun momento in me fa capolino l’idea che la laicità voluta dalla Costituzione consista nell’assenza di valori e di prospettive etiche”. Un riferimento alla “centralità di ogni singolo individuo e la sua autonomia morale rispetto a qualsiasi autorità civile; la valorizzazione della persona in tutte le sue collocazioni sociali; il rifiuto di ogni discriminazione, il rispetto reciproco, la solidarietà e la tolleranza”.

La visita è proseguita poi nella palestra, dove il papa ha incontrato i ragazzi, gli agenti di polizia e i familiari. Un’occasione per ascoltare storie di sofferenza, ma anche per dare speranza. I sentimenti che sono risuonati nelle parole della direttrice dell’istituto Maria Laura Grifoni (“La sua visita ha portato il sorriso in carcere”) e di un giovane che a nome di tutti i ragazzi ha ringraziato il papa per la sua presenza, esprimendo dispiacere per gli sbagli compiuti e al tempo stesso la volontà di dare una svolta alla vita. Benedetto XVI ha ricambiato con un discorso di fiducia. "Il papa vi vuole bene, vi segue con affetto e prega per voi", ha detto, spiegando poi che la chiave di tutto è l’amore di Dio. “Pur avendo tutto ciò che si desidera, si è talora infelici – è il ragionamento - si potrebbe invece essere privi di tutto, persino della libertà o della salute, ed essere in pace e nella gioia se dentro il cuore c’è Dio. Il segreto, dunque, sta qui: occorre che Dio occupi sempre il primo posto nella nostra vita. Ed il vero volto di Dio ce lo ha rivelato Gesù”. È seguito un saluto personale, faccia a faccia, con ogni ragazzo, per poi rientrare in Vaticano in tempo per l’Angelus, come sempre previsto per mezzogiorno.

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