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  • 17/03/2007 Il pontificato e la santità di Giovanni Paolo II nel ricordo di Benedetto XVI (Loris Lauretano, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata

    Il libro di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI "Giovanni Paolo II. Il mio amato predecessore" a cura di Elio Guerriero, in doppia edizione pubblicato dalla San Paolo offre una lettura privilegiata della figura e del pontificato di un grande papa.

    Joseph Ratzinger - Benedetto XVI Giovanni Paolo II. Il mio amato predecessore. A cura di Elio Guerriero. Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2007. Edizione rilegata con sovraccoperta (Euro 12,50) e edizione cartonata (Euro 9,00). 126 pagine. In libreria dall’8 marzo e sarà allegato a Famiglia Cristiana il 29 marzo al prezzo di 7,00 Euro più il prezzo della rivista (Euro 1,95).

    Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, i due ultimi papi della Chiesa Cattolica, hanno tanti punti in comune: quasi coetanei, sono nati ambedue in Europa Centrale, su fronti opposti sono scampati alla Seconda Guerra Mondiale, hanno partecipato insieme al Concilio Ecumenico Vaticano II; hanno poi collaborato a Roma per quasi un quarto di secolo. Gli eventi esteriori, tuttavia, non ci dicono l’essenziale: al di là della lunga collaborazione, tra il papa polacco e il prefetto bavarese della Congregazione per la Dottrina della Fede si erano sviluppate stima, cordialità e amicizia come raramente capita di incontrare nella storia.


     


    Le copertine dell’edizione cartonata e dell’edizione rilegata con sovraccoprta.


     

    I testi di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI presentati in questo volume in doppia edizione, sono una lettura privilegiata della figura e del pontificato di Giovanni Paolo II. Danno una interpretazione autorevole di alcuni eventi decisivi del pontificato, soprattutto lasciano intravedere, attraverso la commozione del ricordo, il cuore del grande papa. Ratzinger non ha scritto una storia del pontificato del suo predecessore e neppure un saggio sul suo pensiero, ma si colloca tra le schiere dei fedeli, desiderosi di esprimere a Giovanni Paolo II stima e affetto.

    Un breve nota biografica dell’autore dei testi

    Joseph Ratzinger è nato nel 1927 a Marktl am Inn, un paesino della Baviera. Dopo gli studi teologici e l’ordinazione sacerdotale insegnò teologia nelle università di Monaco di Baviera, Bonn, Münster, Tubinga e Ratisbona. Fu consigliere del cardinale Frings durante il Concilio Vaticano II. Arcivescovo di Monaco di Baviera dal 1977, nel 1981 fu nominato prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

    Numerose le sue pubblicazioni presso la San Paolo. Tra queste ricordiamo: Svolta per l’Europa? (1992), Il sale della terra (1977), La mia vita (1997), Rapporto sulla fede (1998), Introduzione allo spirito della liturgia (2001), Dio e il mondo (2001), Il Dio vicino (2003), La Comunione nella Chiesa (2004), Europa (2004), La rivoluzione di Dio (2005).

    Il 19 aprile 2005 Joseph Ratzinger è stato eletto papa, assumendo il nome di Benedetto XVI.

    La presentazione di Elio Guerriero


     

    Fede e ragione
    Il pontificato e la santità di Giovanni Paolo II
    nel ricordo di Benedetto XVI


     

    Benedetto XVI non ha scritto una storia del pontificato di Giovanni Paolo II e neppure un saggio sul pensiero del suo predecessore. Con un’operazione semplice e coraggiosa allo stesso tempo il nuovo papa si colloca tra le schiere dei fedeli e degli ammiratori desiderosi di esprimere a Giovanni Paolo II stima e affetto. E, a sostenere quella che nel frattempo è divenuta venerazione mista a ricordo, mette tra le loro mani dei testi che sono precipuamente un invito a venerare il servo di Dio, ad imitarne il coraggio e la fede, a perseverare come lui nella preghiera nonostante gli impegni più o meno gravosi cui ognuno di noi deve far fronte. La presente pubblicazione si limita a raccogliere i testi espressamente dedicati da Joseph Ratzinger-Benedetto XVI alla figura del suo predecessore, escludendo i numerosi riferimenti occasionali presenti in documenti e discorsi. La materia è stata equamente ripartita in 8 capitoli: i primi quattro contengono testi dell’antico prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; gli altri quattro dei testi successivi all’elezione alla cattedra di Pietro. Lo scopo è duplice: favorire la devozione a Giovanni Paolo II; mostrare l’amicizia insieme salda e tenera tra i due ultimi pontefici, che è una novità assoluta nella storia del papato ed è di grande edificazione per i fedeli.

    Il primo testo, del 1998, è un bilancio, ancora provvisorio, tracciato dall’allora cardinale Ratzinger in occasione del ventesimo anniversario del pontificato di Giovanni Paolo. Come è ovvio non è un testo esaustivo, riesce tuttavia a cogliere la novità davvero carismatica con la quale Karol Wojtyla interpretò il ministero del successore di Pietro al punto che il presunto freddo prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede si lascia quasi andare al lirismo. Scrive parlando della Giornata Mondiale della Gioventù a Parigi: «Non ho trovato nessuno che non sia stato coinvolto dall’atmosfera di questo incontro nella fede. Improvvisamente era diventato bello essere cristiani». I due testi successivi varcano la frontiera del millennio e si avvicinano alla conclusione del ministero di Giovanni Paolo. Il primo è una lettura penetrante del magistero del pontefice polacco quale si era andato concentrando nelle sue 14 encicliche. Il tema dominante è Dio e l’uomo. Al centro di questo binomio si collocano Gesù e la Chiesa; Gesù Cristo, redentore dell’uomo, è la via al Padre della misericordia nello Spirito che è Signore e dà la vita. La Chiesa con i suoi sacramenti e la sua dottrina è la via di Gesù per parlare all’uomo di ogni tempo, per ricordargli la sua dignità che si manifesta nel coraggio della ragione e della fede. L’altro testo, ancora del 2003, è la presentazione del Trittico Romano, un testo poetico in cui l’anziano pontefice con l’aiuto delle immagini di Michelangelo nella Cappella Sistina vede la sorgente della vita che discende per poi risalire verso la meta. Scriveva il cardinale Ratzinger: «La contemplazione del Giudizio universale, nell’epilogo della seconda tavola, è forse la parte del Trittico che commuove di più il lettore. Dagli occhi interiori del papa emerge nuovamente il ricordo dei conclavi dell’agosto e dell’ottobre 1978 ...

    La parola conclave gli impone il pensiero delle chiavi, dell’eredità delle chiavi lasciate a Pietro. Porre queste chiavi sulle mani giuste. È questa l’immensa responsabilità in quei giorni».

    Due anni dopo, nel 2005, Giovanni Paolo II, dopo aver interpretato per noi il mistero pasquale, «è ormai alla finestra della casa del Padre» (Messa esequiale dell’8 aprile). Di lì egli segue l’elezione del suo antico collaboratore ed è con lui sul battello che il 18 agosto lo porta a risalire il Reno per incontrare i giovani a Colonia. E Benedetto non manca di ricordarlo: «Arrivando oggi a Colonia per partecipare con voi alla XX Giornata Mondiale della Gioventù, mi è spontaneo ricordare con emozione e riconoscenza il Servo di Dio tanto amato da tutti noi Giovanni Paolo II che ebbe l’idea luminosa di chiamare a raccolta i giovani del mondo intero».

    Ad un anno dalla morte del pontefice polacco, nei tre interventi dedicati alla sua memoria (Angelus e Rosario del 2 aprile, omelia del giorno seguente) cerca di riassumere la vita e la testimonianza evangelica del grande pontefice. Scrive: «Con le parole e i gesti il caro Giovanni Paolo II non si è stancato di indicare al mondo che se l’uomo si lascia abbracciare da Cristo, non mortifica la ricchezza della sua umanità; se a Lui aderisce con tutto il cuore, non gli viene a mancare qualcosa. Al contrario, l’incontro con Cristo rende la nostra vita più appassionante». Il mese successivo, maggio 2006, Benedetto è in Polonia, pellegrino sulle orme di Giovanni Paolo. All’amato predecessore egli dedica tre interventi di spessore: a Varsavia, a Wadowice, a Cracovia. Disse a Wadowice ricordando il fonte battesimale lì dove era iniziata la vita di grazia del futuro pontefice: «Il programma più comune di una vita autenticamente cristiana si riassume nella fedeltà alle promesse del santo battesimo. La parola d’ordine del presente pellegrinaggio: "rimanete saldi nella fede", trova qui la sua concreta dimensione che si potrebbe esprimere con l’esortazione: rimanete saldi nell’osservanza delle promesse battesimali. Testimone di una tale fedeltà è il Servo di Dio Giovanni Paolo II».

    Il percorso appena delineato è un viaggio appassionante in una amicizia spirituale che a un certo punto il riserbo dei due protagonisti non riesce più a nascondere. Questa comunione nella fede, del resto, come quella di numerosi santi è via di attrazione che porta a Cristo, è invito ad aprirsi a Lui che dilata e adempie la vita degli uomini. In una storia di amicizia così intensa, sembra quasi fuori luogo cercare lo specifico dei due pontefici. Mi attira, tuttavia, il binomio (Fede e ragione) posto a titolo della penultima enciclica di Giovanni Paolo. Il vigore della fede di Wojtyla si è incontrato con la razionalità del servitore nella vigna del Signore, pronta a dare ragione della speranza cristiana. Insieme essi hanno collaborato e ancora collaborano al servizio della verità che è l’amore del Padre fatto conoscere dal Figlio suo Gesù Cristo.

    Indice

    Presentazione
    I - L’unità di missione e persona nella figura di Giovanni Paolo II
    Vent’anni nella storia
    Lo studio della filosofia
    La via della Chiesa è l’uomo
    Unità di mistero e persona nella figura del Papa
    In Giovanni Paolo II è sensibile la realtà della Chiesa
    La sua vita sotto il segno della croce
    Un insegnamento di straordinaria densità
    Tutto richiama a Dio. Lo sguardo all’anno Duemila
    II - La fede rifugio dell’umanità
    Le 14 encicliche di Giovanni Paolo II
    Le encicliche trinitarie
    Il Figlio
    Dio Padre
    Lo Spirito Santo
    Le encicliche sociali
    Le encicliche sulla Chiesa
    Le encicliche sull’uomo
    La dignità della vita
    Il coraggio della ragione
    III - lo sguardo all’origine il dio che dona se stesso
    Presentazione del Trittico romano
    Lo sguardo all’origine
    Il Dio che dona se stesso
    IV - Il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre
    Omelia della Messa esequiale
    La vocazione sacerdotale
    Vescovo di Cracovia
    Pastore del gregge di Cristo
    Ha interpretato per noi il mistero pasquale
    V - «Lasciatevi sorprendere da Cristo!»
    Ai giovani che attendevano il Papa lungo le rive del Reno
    Il ricordo di Giovanni Paolo II
    Pellegrini sulle orme dei Magi
    La felicità ha il volto di Gesù
    VI - Nel primo anniversario della scomparsa dell’amato Papa Giovanni Paolo II
    1. Angelus (2 aprile 2006)
    2. Santo Rosario (2 aprile 2006)
    3. Quella sua fede schietta e salda. Omelia (3 aprile 2006)
    VII - Pellegrino sulle orme di Giovanni Paolo II
    Polonia, 26-28 maggio 2006
    1. Vivere la propria fede come rapporto d’amore con Cristo (Varsavia, 26 maggio 2006)
    Un canto di gratitudine alla Provvidenza
    La fede consiste in un rapporto intimo con Cristo
    2. Era necessario venire nella sua città natale (Wadowice, 27 maggio 2006)
    3. Con profonda commozione celebro l’Eucarestia sulla spianata di Cracovia-Blonie (Cracovia Blonie, 28 maggio 2006)
    Volevo respirare l’aria della sua patria «Rimanete saldi nella fede»
    Conclusione
    Commemoriamo l’elezione alla Sede di Pietro del mio grande predecessore (16 ottobre 2006)
    Elenco delle fonti

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