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  • 17/03/2007 Il papa in carcere: la visita ai ragazzi di Casal del Marmo (Cristian Glori, http://www.korazym.org)

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    Benedetto XVI all’istituto penale per minorenni di Roma: una messa e l'incontro con i 50 giovani detenuti. Il programma della visita e l’attesa della vigilia. Il cappellano: “A pagare in carcere sono sempre i più poveri e sprovveduti”.

    E’ il principale istituto penale per minorenni della capitale: il carcere di Casal del Marmo sale alla ribalta per la visita di Benedetto XVI, che dopo la mensa della Caritas diocesana di Roma (il 4 gennaio scorso) arriva in un altro luogo simbolo della difficoltà. Cinquanta ragazzi e ragazze in tre palazzine, la gran parte stranieri, soprattutto rumeni, ma anche serbi, bosniaci, croati e macedoni. Si trovano “dentro” dopo aver commesso reati, per lo più contro il patrimonio: furto, furto aggravato e rapina le fattispecie più diffuse, ma ci sono anche un caso di violenza sessuale e uno di omicidio. Sono praticamente tutti in custodia cautelare: solo un paio di loro scontano una pena. Il tempo di permanenza in carcere è brevissimo, arriva al massimo a qualche mese. E infatti, a fronte di 50 presenze giornaliere, in un anno transitano a Casal del Marmo almeno trecento giovani. Storie difficili di chi certamente ha sbagliato, ma – ricorda alla vigilia il cappellano dell’istituto, padre Gaetano – “non dimentichiamo che a pagare in carcere sono sempre i più poveri e sprovveduti: colpevoli soprattutto di essere soli, senza famiglia, stranieri”.

    Il programma della visita prevede l’arrivo del papa, in automobile, alle 9,20. Ad accoglierlo vi saranno il cardinal Camillo Ruini, vicario generale per Roma, il vescovo di zona mons. Benedetto Tuzia e il ministro della Giustizia Clemente Mastella, insieme alle autorità dell’amministrazione penitenziaria (Melita Cavallo, capo dipartimento giustizia minorile; Donatella Caponetti, direttore del centro giustizia minorile; Laura Grifoni, direttore a Casal del Marmo; l’ispettore Francesco D' Ortenzi, comandante del reparto di Polizia penitenziaria). Presenti anche l’ispettore generale dei cappellani, Giorgio Caniato, e il cappellano di Casal del Marmo, padre Gaetano Greco.

    Alle nove e trenta il papa celebrerà la messa nella cappella del Padre Misericordioso, alla presenza dei ragazzi del carcere, degli agenti di polizia penitenziaria, delle autorità civili e dei dipendenti dell’istituto. Una messa trasmessa in diretta televisiva su RaiUno e che sarà seguita nel Salone-teatro e in Palestra da quanti non avranno trovato posto nella piccola Cappella. E’ previsto in apertura di celebrazione il saluto di mons. Giorgio Caniato e di padre Gaetano Greco. Il papa pronuncerà l’omelia e al termine della celebrazione – prima della benedizione finale, riceverà il ringraziamento del ministro della Giustizia Mastella e del capo dipartimento per la giustizia minorile Melita Cavallo.

    Alle undici il papa si sposterà nella Palazzina Uffici dove saluterà un gruppo di autorità, fra cui il sottosegretario alla giustizia Daniela Melchiorre, la presidente del Tribunale per i minorenni di Roma Magda Brienza, il procuratore della repubblica presso il Tribunale dei minorenni Cefalo Ausili. Subito dopo il papa arriverà nella palestra, dove ad attenderlo ci saranno i ragazzi, gli agenti di polizia penitenziaria e i familiari. Al saluto della direttrice dell’istituto Maria Laura Grifoni e del comandante del reparto di Polizia penitenziaria ispettore Francesco D’Ortenzi seguiranno il saluto di un giovane e il discorso del papa. Al termine del quale Benedetto XVI saluterà personalmente tutti i ragazzi e una rappresentanza degli agenti di polizia e dei volontari. Il programma sarà serrato e prevede il congedo alle 11,35: in tempo per poter tornare in Vaticano per l’Angelus, come sempre previsto per mezzogiorno.

    Quella del papa è la prima sua visita ad un carcere: ha scelto quello di Casal del Marmo, che Giovanni Paolo II visitò nel giorno dell’Epifania del 1980: allora i ragazzi erano quasi tutti italiani, oggi le proporzioni si sono capovolte. Ma come allora resta lo sfondo di difficoltà, povertà, scarsa istruzione. “La visita di papa Ratzinger – ha spiegato alla vigilia il cappellano Gaetano Greco - significa un'attenzione particolare al tema dei giovani e degli adolescenti e in modo particolare di giovani che vivono situazioni di difficoltà e di disagio. E questo mi sembra di particolare importanza: mettere all'attenzione del mondo intero questa problematica”. Sarà il cappellano ad illustrare a Benedetto XVI la storia, la vita e i ritmi di questa piccola comunità: un istituto nato 50 anni fa come casa di rieducazione, nel 1970 fu trasformato in istituto penale con la costruzione della cinta muraria. Tre palazzine, una femminile e due maschili, con attività scolastiche e formative, corsi di lingua, laboratori artigianali come tappezzeria, falegnameria, sartoria, ceramica. “C'è un'attesa frenetica da parte dei ragazzi – ha racconta padre Greco - sono curiosi ed entusiasti. Al papa i ragazzi chiederebbero la libertà, ma poi riflettendo con loro, si rendono conto che per loro è già importante sentirsi al centro dell'attenzione. Si aspettano cose buone in funzione della loro detenzione ma anche della loro libertà, possibilmente. E anche i ragazzi ortodossi e musulmani (molto pochi in questo momento) attendono con la stessa ansia”.

    Un ringraziamento per l’attenzione che il papa presta alla condizione minorile e alla condizione carceraria è stato espresso anche dal ministro della Giustizia Mastella in un’intervista alla Radio Vaticana: “Gli siamo molto grati. Spero che verranno parole confortanti da parte del pontefice rispetto alla condizione dei giovani d'oggi, su come creare elementi di prevenzione perché non ci sia questo disimpegno morale che vediamo all'interno della realtà complessa del nostro Paese”. Nessuna presa di posizione sulla proposta di abolire le carceri minorili: “Su questo ci sono orientamenti un po' differenziati, scuole di pensiero le più varie e disparate: c’è anche chi vorrebbe invece abbassare la soglia per quanto riguarda la punibilità del minore. Questa strada non è la mia: questa è una scorciatoia che non porta frutti”.

    “I giovani reclusi riceveranno da questa visita – ha invece affermato il sottosegretario con deleghe alla giustizia minorile Daniela Melchiorre - un messaggio forte e coinvolto, quello del 'cominciare da li’, dal carcere minorile, per riprendere la strada verso un futuro più giusto, messaggio che non riguarderà solo loro, ma tutta la società che deve dare fiducia a quei giovani che hanno le potenzialità per fare bene un domani con il loro reinserimento nella comunità. A questo proposito, desidero esprimere – ha anche detto Merchiorre - il mio più vivo compiacimento a tutti coloro che, in particolare nell'Istituto di Casal di Marmo, con dedizione circondano di cure e di attenzioni i ragazzi detenuti, che quotidianamente vengono preparati ad affrontare la vita, con onestà e maturità, una volta fuori dal carcere”.

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