TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 24/03/2005 Via Crucis 2005 al Colosseo. Meditazioni e preghiere II (Jan van Elzen, http://www.korazym.org)

    17/10/2006 Il Papa in Turchia. L'Annuncio Ufficiale di un Viaggio Delicato (Matteo Spicuglia, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata

    Gli interrogativi delle ultime settimane sono stati sciolti: il viaggio apostolico del papa in Turchia è stato confermato. L’annuncio, in un comunicato diffuso stamani dalla Sala Stampa della Santa Sede. Il programma e il contesto della visita.

    Gli interrogativi delle ultime settimane sono stati sciolti: il viaggio apostolico del papa in Turchia è stato confermato. L’annuncio è arrivato ieri mattina dalla Sala Stampa della Santa Sede con un comunicato stringato che non entra ancora nel merito del programma, ma mette la parola fine al dibattito sull’opportunità della visita, specie dopo le polemiche seguite al discorso di Benedetto XVI all’università di Regensburg. Con una particolarità: la precisazione assai eloquente che il viaggio risponde "all’invito del Presidente della Repubblica Turca, S.E. il Sig. Ahmet Necdet Sezer", quando in realtà il viaggio è stato organizzato soprattutto per rispondere all'invito del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I e dell'episcopato locale. Determinante nel via libera definitivo, il sopralluogo dell’organizzatore dei viaggi apostolici, Alberto Gasbarri, in Turchia nei giorni scorsi per definire gli ultimi dettagli tecnici e logistici e raccogliere anche impressioni circa la sicurezza del pontefice. La situazione sarebbe tranquilla e offrirebbe le dovute garanzie, sebbene non manchino alcuni settori dei media e della società che continuano a non vedere di buon occhio la presenza di Benedetto XVI.

    IL PROGRAMMA. Con la dichiarazione di oggi, vengono confermate le date (28 novembre – 1° dicembre), ma rimane il massimo riserbo sul programma, che, tuttavia, è stato anticipato in gran parte dai vescovi locali e da fonti di stampa. Benedetto XVI arriverà ad Ankara il 28 novembre, con un protocollo di Stato che non prevede alcuna cerimonia di benvenuto all'aeroporto (ci saranno solo un ministro, il governatore della regione, il sindaco e il comandante militare), ma al palazzo presidenziale e senza discorsi. Lungo il tragitto, la prima tapa significativa del viaggio con l’omaggio del papa al Mausoleo di Ataturk, il padre della Turchia laica, costruita sulle ceneri dell’impero Ottomano, a cui seguiranno gli incontri con il presidente della Repubblica, Ahmet Necdet Sezer, il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, il presidente per gli affari religiosi, Ali Bardokoglu, e il Corpo Diplomatico. Secondo fonti turche, all'incontro con Bardokoglu parteciperanno anche i rappresentanti delle comunità islamiche del Paese (tra cui il Gran Muftì) e il ministro per gli Affari religiosi.

    Il 29 novembre, trasferimento ad Efeso (Smirne), per la visita al Santuario di Meryem Ana Evi, la Casa della Madre Maria, la celebrazione della messa e l’incontro con i frati cappuccini. In serata, l’arrivo a Istanbul, dove il papa incontrerà in forma privata il Patriarca ecumenico, Bartolomeo I, dopo una preghiera nella chiesa patriarcale di San Giorgio. Si tratta di un primo appuntamento, alla vigilia dell’incontro del 30 novembre, festa di Sant’Andrea, quando Benedetto XVI assisterà alla Divina Liturgia celebrata dal patriarca ad Al Fanar, sede del patriarcato, e firmerà insieme a Bartolomeo una dichiarazione congiunta. Nel pomeriggio, sono previsti altri incontri spirituali con i leader religiosi del Paese: il patriarca armeno apostolico Mesrop II, il metropolita siro-ortodosso e il Gran Rabbino di Istanbul. Il patriarca armeno apostolico e il metropolita siro-ortodosso parteciperanno poi, insieme al patriarca ecumenico Bartolomeo I e ai rappresentanti delle chiese protestanti, alla Santa Messa di Benedetto XVI del 1° dicembre, nella cattedrale cattolica di Istanbul, un appuntamento aggiunto in un secondo momento, per venire incontro al desiderio della comunità cattolica locale.

    I NODI. Alcuni dettagli del programma sono stati al centro di un delicato lavoro diplomatico per le tante implicazioni politiche, normali in un Paese dagli equilibri sociali molto fragili. Si è per esempio discusso sui luoghi degli incontri, specie quelli politici, che si svolgeranno in aree diverse, ognuno curato nei minimi dettagli. E se al momento non sono previsti discorsi con il premier e il presidente della Repubblica, è probabile che gli incontri con il Corpo Diplomatico e il presidente per gli affari religiosi diano modo alle parti di approfondire le posizioni reciproche, magari anche con discorsi ufficiali. Un'occasione molto importante che potrebbe chiudere una volta per tutte le polemiche con il mondo islamico.

    Il simbolismo dei luoghi è entrato in gioco anche per altre tappe del viaggio, come la visita di Benedetto XVI al patriarca armeno Mesrop II, nella sede del patriarcato. Un incontro significativo, in un momento in cui si torna a parlare del genocidio degli Armeni, mai ammesso da Ankara e vero e proprio nodo diplomatico delle relazioni politiche della Turchia con gli altri Paesi, soprattutto in Europa.

    Stesse valutazioni per la tappa del 1° dicembre al museo di Santa Sofia, la più grande basilica cristiana di Oriente (fino al 1453), usata come moschea fino al 1935, quando il fondatore della repubblica turca, Ataturk, diede l’ordine di sconsacrarla. Il monumento fu visitato già da Paolo VI nel suo viaggio del 1967, ma la presenza di Benedetto XVI si inserisce in un contesto particolare, con gruppi nazionalisti turchi che rivendicano da tempo la funzione di luogo di culto islamico.

    IL CONTESTO DELLA VISITA. Le polemiche su Santa Sofia dicono molto su un clima sociale che fa i conti con istanze spesso agli antipodi, in cui la difesa strenua della laicità si scontra con le spinte estremistiche di alcuni settori; la prospettiva europea con un assetto di potere che contrappone a fasi alterne mondo politico ed esercito; la bandiera dell’identità turca con un sistema statale che di fatto ostacola la libertà religiosa, non riconoscendo sul piano giuridico le minoranze e riconducendo al controllo dello Stato il culto della maggioranza musulmana. E nonostante a parole tutti aspettino l’arrivo del papa, in realtà la visita non è gradita, come del resto dimostra la tempistica con cui è stata definita: con un invito posticipato di un anno e confezionato in fretta e furia dopo l’uccisione di don Andrea Santoro. Benedetto XVI dà fastidio per la visibilità che riuscirà a dare al patriarcato ecumenico ortodosso (e alle sue rivendicazioni), un organismo non riconosciuto dallo Stato che, al contrario, continua a considerare il patriarca Bartolomeo I un semplice cittadino. Le parole probabili del papa in difesa della libertà religiosa e delle minoranze non saranno ben viste in un Paese che, per esempio, continua a dividersi sull’articolo 301 del codice penale, la norma che commina anni di carcere a chi offende l’identità turca ed è funzionale allo scontro politico, alimentato soprattutto dai gruppi nazionalisti.

    La Turchia difende in modo ossessivo la sua laicità, ma molto spesso i piani e i livelli vengono confusi: il tema dell’identità mescola così rivendicazioni ed estremismi che portano al linciaggio di chi affronta il tema del genocidio armeno (si pensi a Elif Shafak, la scrittrice processata e poi assolta nelle scorse settimane) o alle polemiche e azioni contro il cristianesimo, visto paradossalmente come una presenza straniera, dedita a conversioni forzate o a pagamento. Le doppie facce di uno stato profondo che porta migliaia di persone al mausoleo di Ataturk ad Ankara per ribadire che la Turchia è laica e a maggio, uccide, in pieno dibattito sulla legge antivelo nelle scuole, Mustafa Yucel Ozbilgin, giudice della corte di cassazione, colpito da un avvocato nazionalista, che per compiere il suo delitto ha usato lo stesso tipo di pistola dell’omicida ragazzino di don Andrea Santoro. A ciò si aggiunga la dialettica costante tra l’esercito (dai tempi di Ataturk custode della laicità, anche attraverso colpi di Stato) e il governo del partito islamico del premier Erdogan, diviso tra rispetto delle leggi e derive identitarie. Un vero e proprio gioco delle parti che usa il fondamentalismo per legittimare il ruolo dello Stato laico (si veda anche lo spauracchio del libro "Attentato al papa", voluto più per la sua copertina intimidatoria che per i contenuti) e che in realtà ha a cuore soltanto il mantenimento dello status quo. Il tutto, in uno scacchiere in cui operano al tempo stesso oligarchie economiche colluse con la mafia, gruppi fondamentalisti legati indirettamente al governo e ben infiltrati nella polizia, partiti nazionalisti appoggiati dall’esercito e collegati ai servizi segreti.

    Un equilibrio fragile che vede come il fumo negli occhi la prospettiva di ingresso nell’Unione Europea, che costringerebbe il sistema a cambiare in profondità. L’elite militare, in sostanza, dovrebbe rinunciare alle sue prerogative costituzionali di veto e di indirizzo, oltre che al suo potere economico: l’esercito è oggi uno Stato nello Stato, formato da 800mila persone, capace di assorbire più di un terzo della ricchezza nazionale e di controllare i settori vitali del Paese attraverso il fondo pensionistico Oyak, che gestisce e condiziona insieme alle oligarchie interi settori dell’economia: le banche e decine di compagnie finanziarie, industrie e società di servizi. L’ingresso nell'Unione cancellerebbe una rete di interessi che permette ad ognuno di ritagliarsi un ruolo. Ed è chiaro che la difesa delle minoranze e dei diritti venga vista come una sorta di cavallo di Troia per poi affrontare questioni molto più pesanti.

    Un viaggio che all’inizio doveva essere esclusivamente una tappa del dialogo ecumenico, si carica così di tanti significati con cui Benedetto XVI dovrà confrontarsi. Ancora una volta, religione, economia e geopolitica si intrecciano.

    http://www.korazym.org

  • Archivio Notizie Papa ed Islam
  • Archivio Vaticano
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO