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  • 29/09/2006 Amato e Islam : Parole di Buonsenso , ma ora i Fatti (Rita Guma, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Chiedo venia se in questi ultimi tempi siamo spesso a parlare della questione Islam. Essa e' pero' di pregnante attualita', ed investe molteplici aspetti: la nostra visione del terrorismo, la nostra accettazione del fenomeno dell'immigrazione e la quotidianita' dei rapporti con persone diverse da noi per religione e tradizioni, nonche' aspetti giuridici, legali e di diritti umani e liberta' di espressione di non poco momento.

    Per citare solo qualche caso, gli insegnanti che si trovano di fronte alla questione dell'integrazione a scuola, gli avvocati che devono tutelare soggetti che hanno contratto vincoli di parentela con Islamici e quelli che invece si trovano a difendere i diritti umani e civili degli immigrati regolari e clandestini. In tutti questi casi, e negli altri, ci troviamo di fronte a due aspetti, quello culturale e quello del diritto universale. Il secondo e' definito, anche se non sempre conosciuto ai piu', mentre e' il primo quello piu' soggetto a mutamenti e piu' condizionante per la vita in comune.

    Ecco perche' mi sembra importante sottolineare gli autorevoli pareri espressi ieri al convegno “Islam in Italia, Islam negli Stati Uniti'”, organizzato dal Centro studi americani e dall'ambasciata USA in Italia.

    Il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha sostenuto che attualmente una parte del mondo islamico dimostra di vivere in una ''fase oscurantista, la stessa in cui i cattolici erano quattro secoli fa. Eppure - ha aggiunto - proprio l'Islam ha portato in Europa storicamente l'illuminismo mentre il secolo della controriforma aveva chiuso ideologicamente il mondo cristiano nella sua Jihad che erano le crociate. Noi ne siamo usciti mentre una parte dell'Islam ci è dentro”.

    Amato ha fatto bene a ricordare la verita' storica della cultura islamica e - anche se con un solo cenno - quel periodo in cui anche la Chiesa e l'occidente cristianissimo uccidevano i fedeli che si allontanavano dalle regole, che non credevano piu' o che, pur facendo riferimento a Cristo, davano alla Bibbia o al Vangelo un'interpretAzione differente da quella ufficiale. E - si ricordi - non solo uccidevano, ma torturavano ferocemente le presunte streghe e gli 'eretici', nelle segrete o pubblicamente, e massacravano migliaia di dissidenti.

    Dobbiamo ricordarcelo e ricordarlo ai vari propagandisti che attribuiscono all'Islam i crismi della morte e della violenza e del terrorismo sol perche' alcuni (10, 100, 10.000 su oltre un miliardo di Musulmani) giudici dei tribunali della sharia o terroristi uccidono o infliggono pene crudeli agli apostati, alle adultere o ai cristiani.

    Il problema, peraltro - a parte varie correnti 'ideologiche' dovute al fatto che l'Islam non prevede gerarchie ne' rappresentanti ne' un'unica interpretazione della dottrina - e' che molti aspetti legati a questo oscurantismo sono connessi a fattori politici o legati alla tradizione di quel popolo al di la' dell'Islam, come ad esempio nel caso dei riti tribali pachistani a danno delle donne o delle mutilazioni genitali femminili. Questo Amato non lo ha sottolineato, ma e' evidente a chi approfondisca gli aspetti storici, politici e culturali del fenomeno.

    Con riferimento alle polemiche seguite al discorso del Papa a Ratisbona, il ministro ha aggiunto - e condivido - che "non è ammissibile che se il Papa dice cose che non si condivide ci siano poi minacce fisiche ai cristiani". Altra giusta osservazione e' che "non dobbiamo chiedere scusa solo per paura del terrorismo o di un attentato. E non è possibile che i governi islamici ci chiedano questo per paura di perdere le elezioni".

    Concordo, ma sottolineo - da laica - che ci sono comunque dei paletti per tutti, o non devono essercene per nessuno. In Italia e' illegale bestemmiare, cioe' citare il nome di Dio invano (per chi non crede pero' quello non e' dio) e insultare Cristo e la Madonna. Perche' per gli Islamici dovrebbe essere diverso? Quando il papa e' stato rappresentato in divisa nazista c'e' stato uno scandalo e un magistrato ha disposto il sequestro della pagina del sito che la riportava, parlando di vilipendio al capo di uno Stato straniero. Da notare che il Papa non e' Dio ne' un profeta e che da giovane era nella gioventu' hitleriana.

    Quanto all'Idomeneo, la cui revoca ha suscitato tanto scalpore, non e' Mozart ad essere stato censurato, ma la provocazione del regista, con le teste tagliate dei massimi esponenti delle varie religioni. Percio' condivido quanto detto da Amato a proposito della pubblicazione delle vignette su Maometto, cioe' di ritenere personalmente di dover chiedere scusa e di aspettarsi che da parte del mondo islamico "si faccia altrettanto se qualcuno in nome di Allah cerca di farmi violenza".

    Ricordiamo pero' che se cio' non avviene non si giustifica da parte nostra l'urtare la sensibilita' degli Islamici, cosi' come non dovremmo urtare quella degli Ebrei, dei Buddisti, etc. L'allora presidente della Corte Suprema di Israele e vittima dell'Olocausto Aaron Baraq, disse che la lezione appresa dalla sua vita e' "la centralita' dell'essere umano e della sua dignita', la necessita' di preservare i diritti umani di ogni singolo essere umano in quanto essere umano; la tolleranza per le opposte opinioni, anche per quelle che tolleranti non sono; la necessita' di trattare tutti nello stesso modo e in modo onesto, e la necessita' di rispettare lo stato di diritto".

    E ancora diceva che "lo Stato deve sempre agire in base a una legge. Non ci sono buchi neri.... abbiamo bisogno dei diritti umani soprattutto in tempo di guerra e nella lotta contro il terrore. Si', quando una democrazia combatte contro il terrore, non puo' considerare ammissibili tutti i mezzi, e non tutti i metodi impiegati dai suoi nemici le sono consentiti". Parole da scolpire nella mente, soprattutto vista l'autorevolezza, non solo giuridica, ma umana, storica e politica, di chi le ha pronunciate.

    Il ministro Amato ha concluso il suo intervento di ieri chiedendo che i mass-media e il mondo della cultura si facciano promotori dell'integrazione nel nostro Paese, dicendo che occorre ''insistere perche' i mass-media creino integrazione usando molto le diverse radici etniche che ormai anche noi abbiamo".

    Questa dei mass media e' una questione molto importante, e non a caso l'OSCE, l'UE e il Consiglio d'Europa hanno rilevato - rispetto a questioni di discriminazione di ogni tipo - che e' fondamentale il ruolo dei media (in negativo ed in positivo). Divulgare pregiudizi, come che barbe e veli islamici sono minacciosi, che l'unico abbigliamento elegante e' quello occidentale, che tutti gli Islamici sono pericolosi, oppure motivare i fatti di terrore con la religione di chi li commette solo perche' questi dice di richiamarsi ad essa, comportano danni ad una societa' multiculturale e peraltro costituiscono disinformazione.

    Ad esempio l'IRA era costituita da cattolici che della loro religione facevano una bandiera e i cinque miliziani dell'Uganda oggi ricercati dalla Corte Criminale internazionale per crimini contro l'umanita' (stupri, omicidi, sfruttamento di minore a fini di guerra, schiavitu' o scopo sessuale) si sono sempre detti cristiani, tanto da intitolare la loro Milizia "Armata del Signore". Eppure penso nessuno di noi attribuisca gli attentati dell'Ira o i crimini della LRA o gli orrori dell'Inquisizione alla religione professata o all'intero popolo dei credenti in Cristo. Invece per l'Islam viene fatto tutti i giorni.

    Altra osservazione interessante fatta al convegno e' quella dell'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, che ha chiesto "che tra maggioranza e opposizione si stabilisca un clima di dialogo perché siamo di fronte a una partita di dimensioni epocali destinata ad influenzare per molto tempo i processi economici, sociali e culturali" e che si progettino "processi d'integrazione che favoriscano l'avvicinamento degli immigrati ai nostri ordinamenti politici e alle nostre leggi per una convivenza pacifica".

    Invece l'ambasciatore Usa in Italia, Ronald D. Spogli, ha sottolineato che l'Europa, per via del progressivo invecchiamento della sua popolazione, "ha bisogno di immigrati per mantenere la propria forza lavoro e sostenere il sistema di previdenza sociale" e "il modo con cui l'Italia accoglierà i nuovi immigrati favorendone l'integrazione nel mondo del lavoro, sara' determinante sia a livello sociale che a livello economico".

    Osservazioni che direi condivisibili. Tanto buon senso non si riscontra pero' sempre nei fatti. Sia Amato che Pisanu, alla prova degli eventi di attualita' hanno preso posizioni non coerenti con quanto da essi stessi affermato nei confronti degli Islamici, generando disorientamento e offrendo scuse al fondamentalismo nostrano contro gli immigrati. Se si parla di dialogo con l'altro, non si puo' poi dialogare solo con chi non e' piu' altro ma e' di fatto totalmente omologato con noi. Se si combatte la discriminazione non si puo' combattere solo quella nei confronti di alcuni.

    Dobbiamo essere perfettamente consapevoli delle difficolta' e dei problemi, a partire da quelli giuridici, e certo siamo d'accordo quando si tratta di condannare violazioni dei diritti umani, minacce o attentati, tuttavia anche se e' importante che chi ha posizioni di visibilita' e responsabilita' politiche e istituzionali faccia certe dichiarazioni di dialogo, e' anche importantissimo essere conseguenti, perche' non sia pura e inutile demagogia.

  • 17/09/2006 Archivio Notizie Papa ed Islam
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