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  • 25/09/2006 A Castel Gandolfo, il Nuovo Gesto di Benedetto XVI verso l' Islam (Simona Santi, http://www.korazym.org)

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    Appuntamento importante stamani a Castel Gandolfo. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il papa incontra gli ambasciatori dei paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede ed esponenti delle comunità musulmane in Italia.

    CITTA' DEL VATICANO - "L'incontro a Castel Gandolfo è la risposta positiva degli ambasciatori dei paesi islamici accreditati presso la Santa Sede all'invito fatto loro dal Santo Padre. (...) Sarà certamente un'udienza improntata da un clima di amicizia e di gioia". Si svolge all'insegna di questo clima ben descritto dal cardinale Paul Poupard, l'appuntamento diplomatico voluto dal papa per chiarire definitivamente la sua posizione, dopo le polemiche della scorsa settimana seguite alla sua lezione all'unversità di Regensburg. Dopo l'Angelus di domenica scorsa (appena rientrato dal viaggio in Baviera) e dopo l'ulteriore chiarificazione all'udienza generale del mercoledì (quando il papa ha espresso "rammarico" perché le sue dichiarazioni erano state "fraintese") domani, Benedetto XVI si troverà così faccia a faccia con gli ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana e con i membri della Consulta italiana.

    Il papa insomma, tende la mano al mondo musulmano, cercando di fare chiarezza e di riprendere il tanto auspicato dialogo con l'islam anche in vista del viaggio in Turchia, previsto a fine novembre. Un gesto "di vicinanza e di rispetto", per sottolineare "l'importanza dell'incontro e del dialogo": è questo l'intento che sta dietro all'invito di Benedetto XVI in una udienza insolita. È la prima volta che il pontefice chiama all'appello tutti i diplomatici accreditati presso la Santa Sede, rappresentanti del mondo islamico ed è la prima volta che un'udienza viene fissata in calendario in così breve tempo.

    Decisa dopo l'udienza generale di mercoledì, gli inviti sono partiti solo da qualche giorno. L'occasione sembra così mettere la parola fine alle recenti tensioni con l'islam. "Un invito - riferiscono all'agenzia Apcom fonti vaticane - voluto come segnale distensivo dopo la polemica nata dalle parole di Benedetto XVI all'università di Ratisbona".

    All'udienza di stamani - con inizio alle 11.45 nella residenza pontificia di Castel Gandolfo - sono stati invitati dapprima gli ambasciatori presso la Santa Sede dei paesi a maggioranza musulmana. L'invito è stato poi esteso anche ai membri della Consulta per l'islam in Italia. Tra i diplomatici spiccano il rappresentante della Turchia, Osman Durak, l'ambasciatore indonesiano, Bambang Prayitno, che ad Apcom ha affermato: "Il gesto del papa è molto positivo e contribuirà a sgombrare il campo dagli equivoci e a portare chiarezze sulle polemiche troppo semplicistiche" scaturite dalle sue parole pronunciate all'Università di Regensburg. "Sono soddisfatto e ho accolto favorevolmente l'invito del papa - ha aggiunto il diplomatico, sottolineando che si tratta di un "gesto distensivo" verso l'islam. All'udienza ci sarà anche un rappresentante della Repubblica islamica dell'Iran. Non sarà presente l'ambasciatore - attualmente lontano da Roma per motivi personali - ma il numero due, Ahmad Faihma, che ha dichiarato: "Questo è certamente il passo perfetto, più importante e considerevole che poteva compiere il papa. Dico che è un buon passo avanti per un maggior dialogo interreligioso", ha aggiunto il diplomatico.

    Plaude all'iniziativa anche l'ambasciatore iracheno presso la Santa Sede, Albert Yelda: "Questa iniziativa del papa è vista in modo molto positiva da me, dai rappresentanti dei Paesi arabi presso la Santa Sede e dalle comunità musulmane in Italia. Credo - ha detto - che questo rappresenti un passo verso la realizzazione di nuovi e maggiori ponti. E questo perché molte, troppe cose sono successe nel mondo e ci sono state incomprensioni. Io credo che incontrandoci riusciremo a discutere sul dialogo interreligioso in modo più pacifico".

    Nella Sala degli Svizzeri della Residenza Pontificia di Castel Gandolfo saranno presenti anche l'ambasciatore del Kuwait, Ahamad Abdulkareem al Ibrahim e l'ambasciatrice di Giordania, Dina Kawar, giunti da Parigi. Da Berlino, invece, arriveranno l'ambasciatore yemenita, Yahya ali Mohamed Al Abiad, e da Ginevra il primo consigliere d'Ambasciata dell'Azerbaijan. All'appello mancano i diplomatici della Siria, del Qatar e del Sudan. La Santa Sede gode dello statuto di Osservatore presso la Lega Araba (che ha sede al Cairo) e mantiene relazioni diplomatiche con quasi tutti i Paesi a maggioranza musulmana, se si esclude l'Arabia Saudita.

    L'invito per l'udienza è stato poi esteso anche ai membri della Consulta per l'islam in Italia. Tra gli altri, spicca la presenza del presidente dell'Ucoii, Mohamed Nour Dachan, recentemente preso di mira per la pubblicazione di una pagina su alcuni giornali in cui l'Ucoii paragonava l'offensiva dell'esercito israeliano alle stragi naziste; in udienza ci saranno anche Yahya Pallavicini, vicepresidente della CoReIs - Comunità Religiosa Islamica Italiana, che ha annunciato di voler consegnare personalmente al papa l'invito ad un nuovo dialogo, da estendere anche al mondo ebraico. "Proporrò a Benedetto XVI che l'udienza di domani sia l'inizio di una serie di incontri per intellettuali musulmani, cristiani ed ebrei, che il papa possa regolarmente riunire, per discutere non solo di aspetti teologici e filosofici ma anche di questioni legate all'attualità e all'umanità intera". Infine, Mario Scialoja, presidente della Lega Musulmana Mondiale - Sezione italiana, ha precisato: "Immagino che il papa voglia ribadire il suo rispetto all'Islam e la volontà di dialogo. Ma per me la questione era già chiusa, anzi non era mai stata aperta".

    L'incontro si aprirà con un intervento del cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. A seguire ci sarà il tanto atteso discorso del papa. L'evento sarà trasmesso in diretta Tv nel circuito del Centro Televisivo Vaticano, su Sat2000 a partire dalle 11.30 e su Telepace.

  • 17/09/2006 Archivio Notizie Papa ed Islam
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