TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 18/09/2006 L’Uccisione di Suor Leonella: una Morte per Rappresaglia? (http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata

    Sempre più probabile il legame fra la protesta del mondo islamico contro il papa e l’assassinio della religiosa italiana a Mogadiscio. Le reazioni in Italia, le preoccupazioni e le speranze in Vaticano, il dolore e il ricordo dei familiari.

    ''Perdono, perdono''. Sono state le ultime parole di suor Leonella prima di morire. L'ultima testimonianza di una vita spesa totalmente per gli altri, nella totale fiducia in qualcosa di più grande. “Se dovrà succedere, succederà. Altrimenti, la pallottola mi passerà solo vicino”, aveva detto più volte alla sorella Giuseppina in risposta ai suoi costanti inviti a “stare attenta”. No, le pallottole non le sono passate vicino: l’hanno colpita, e l’hanno uccisa. Nel cuore di Mogadiscio, la capitale di una Somalia dove la religiosa, originaria della provincia di Piacenza, appartenente alla congregazione delle Missionarie della Consolata, prestava servizio con tre sue consorelle presso l’Ospedale di SOS Villaggi dei Bambini: l’unica struttura medica con un reparto pediatrico-ginecologico nel raggio di centinaia di chilometri. Da ieri, non funziona più: la sua attività è sospesa, a tempo indefinito.

    "RAPPRESAGLIA". Suor Leonella. Le hanno sparato tre colpi alle spalle, e con lei hanno ucciso anche il guardiano dell’ospedale: due corpi senza vita, il dolore delle famiglie e il sospetto che l’assassinio possa essere legato al clima di contrapposizione fra Islam e cristianesimo diffusosi dopo le decise contestazioni mosse a papa Benedetto XVI in merito al discorso da lui pronunciato all'università di Regensburg la scorsa settimana. Un clima teso che proprio ieri, quando ancora non si era diffusa la notizia dell’omicidio, aveva spinto il pontefice a chiarire di persona il senso delle sue parole. Finora nessun elemento lega esplicitamente le due vicende (tanto più che Mogadiscio è di per se stesso un luogo molto pericoloso) ma i sospetti e i timori che la suora sia stata colpita per “rappresaglia” purtroppo restano. E con il passare delle ore, anzi, si rafforzano. Certamente l’assalto è stato premeditato: dei due, forse tre killer, uno è stato arrestato. E se immediata ieri pomeriggio è stata la condanna (“atto barbarico”) dello sceicco Mukhtar Robow, numero due della sicurezza di quelle Corti islamiche che controllano ampie zone del paese, appoggiano e influenzano il debole governo di transizione riconosciuto dalla comunità internazionale e predicano apertamente l’introduzione della Sharia in tutto il paese, a tarda sera è poi giunta la dichiarazione di una non meglio precisata “fonte interna alle Corti”: “C’è una concreta possibilità che le persone che hanno ucciso la suora” – ha detto all’agenzia di stampa Reuters – “lo abbiano fatto in rappresaglia per i recenti commenti del papa contro l'Islam”. Situazione incendiaria, dunque, quella di Mogadiscio, con all’orizzonte (questione di due settimane) il dispiegamento di ottomila soldati inviati dai paesi dell’area in missione di pace. Il pericolo in Somalia è pane quotidiano.

    VATICANO. Reazioni in Somalia, reazioni in Vaticano. “Un episodio orribile”, l’uccisione di suor Leonella, secondo padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. Un commento a caldo che poi - a testimonianza della grande preoccupazione che serpeggia nel Palazzo Apostolico – si è fatto più definito: “Mi pare che sia un episodio frutto della violenza e dell'irragionevolezza: l'attuale situazione non ha motivo e fondamento. Seguiamo con preoccupazione le conseguenze di questa ondata di odio sperando che non portino a conseguenze gravi per la Chiesa nel mondo. Speriamo resti un fatto isolato”. Non può far altro che “sperare” anche il cardinale Paul Poupard, alla guida del dicastero vaticano per il dialogo interreligioso: “Questa onda di violenza verbale si è trasformata in violenza tout court. Speriamo che le parole così chiare pronunciate all’Angelus dal papa siano sufficienti a placare questa ondata che va fuori da ogni modo sensato di ragionare”.

    SUOR LEONELLA. Suor Leonella vedeva duecento-trecento persone al giorno: con il personale dell’organizzazione non governativa SOS – sei medici e quindici infermieri professionali, presenti anche durante la guerra civile – garantiva assistenza a mamme e bambini. Infezioni del sistema respiratorio, tubercolosi, diarree, malnutrizione: queste le compagne quotidiane di suor Leonella, suor Marzia, suor Annalisa, suor Gianna Irene. Fino a ieri, fino al momento degli spari, fino al momento della chiusura dell’ospedale, fino al momento della fuga a Nairobi. Fino alle lacrime. “Mia sorella non tornerà più” – dice la signora Giuseppina, a Milano - “non tornerà perché lei voleva essere seppellita in Kenya, quella era la sua casa”. In Kenya, non in Somalia, perché era lì che suor Leonella aveva trascorso la gran parte della sua vita di missione. “Una persona attenta, valida e capace”, nel ricordo di Paolo Villa, il nipote, figlio di Giuseppina; “una persona che sapeva gestire le missioni difficili perchè era anche molto dolce. Era venuta a Milano l'ultima volta per Natale: ci aveva detto che Mogadiscio era una città a rischio, e sapeva che le poteva capitare qualcosa. Questo però rientrava anche nel suo compito di missionaria, quello di affrontare le situazioni difficili per insegnare la professione di infermiera”.

    Era infatti diplomata in Ostetricia, suor Leonella, o – come la chiamavano i parenti – “Rosetta” (dal suo vero nome, Rosa Sgorbati): una esperienza maturata sul campo, tutta la professionalità di chi a 66 anni ancora insegnava un mestiere sentito come bello e pieno di umanità. Era entrata in istituto nel 1963, all’età di 23 anni e poi nel 1970 era partita per il Kenya, restandoci trentadue anni. Una vita. Solo dal 2002 si era spostata in Somalia, con negli ultimi mesi una pausa di qualche settimana, dovuta a problemi con il visto, poi risolti. “Preferiva rinunciare alle proprie ferie in Italia perchè temeva poi di non ripartire”, ricorda don Francesco Bonzanini, parroco nella frazione di Rezzanello a Gazzola, paese d’origine della religiosa uccisa.

    REAZIONI. Alla Casa Generalizia delle Missionarie della Consolata non può che esserci “sgomento”: suor Giuseppina Franco ricorda una religiosa “cosciente dei rischi” ma lontana da sentimenti di paura, disinteressata alla sua difesa e protezione e “preoccupata solo di condividere la sua gioia e i suoi talenti con gli altri”. “La riteniamo una persona che ha dato tutta se stessa e la sua vita per il popolo somalo” – aggiunge suor Gabriella Bono, madre generale delle missionarie della Consolata: “Se questo significa essere martiri, allora lei lo è”. E padre Giulio Albanese, missionario comboniano e fondatore dell’agenzia Misna, per tre volte a diretto contatto con l’ospedale SOS, aggiunge: “Se dovessi trovare un modo per definire queste suore, il migliore sarebbe 'caschi blu di Dio'; sono questi gli italiani che fanno onore alla patria e meriterebbero i funerali di Stato, senza nulla togliere ai nostri soldati caduti in missione".

    Anche dal mondo politico ed istituzionale italiano sono arrivati messaggi di cordoglio, dolore e preoccupazione. Su tutti, quello del presidente della Repubblica Giorgio Napoletano: “La notizia del barbaro assassinio di suor Leonella e della sua guardia del corpo nell'ospedale pediatrico di Mogadiscio, dove la religiosa assolveva alla sua missione umanitaria, rappresenta un crimine orrendo. E' stata colpita una donna che aveva dedicato la sua vita al servizio dei più deboli, dei più indifesi e dei più bisognosi, al di là di ogni distinzione etnica o religiosa, offrendo una esemplare testimonianza di amore e di dedizione alla causa della solidarietà e della pace tra i popoli”.

  • 17/09/2006 Archivio Notizie Papa ed Islam
  • Archivio Vaticano
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO