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  • 01/07/2003 Rita di Nassirya (Iraq): quanto vorrei fare la comunione e confessarmi (Matteo Spicuglia, http://www.korazym.org)

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    Nessuna chiesa o luogo di culto, nessun sacerdote: la testimonianza di Rita, una giovane di 20 anni che appartiene all’unica famiglia cristiana di Nassirya, città di 600 mila abitanti, tutti musulmani.

    Arriva dall’Iraq una testimonianza che fa pensare. La protagonista è una ragazza di 20 anni, una giovane come tante, che vive nella città irakena di Nassirya, luogo dell’imminente missione dei militari italiani. Rita appartiene all’unica famiglia cristiana della città: 10 cattolici caldei contro più di 600 mila musulmani. Una minoranza piccolissima che si scontra non tanto con le discriminazioni della maggioranza, quanto con le difficoltà a testimoniare un identità forte e vissuta con profonda fede.

    A Nassirya non c'è una chiesa né altri luoghi di culto dove pregare. Ogni tipo di cerimonia religiosa, dai battesimi ai funerali, si celebra solo a Bassora o a Baghdad. “Ho paura ad uscire con il crocefisso. Ho paura che mi indichino come cristiana e mi facciano qualcosa di male'' dice Rita. Suo padre, un farmacista in pensione, smorza i toni ma dice che comunque il disagio un po’ si sente: 'Non siamo costretti a rispettare i costumi dei musulmani, tuttavia per rispetto della maggioranza della popolazione, mia moglie quando esce mette la tunica nera senza coprirsi il volto''. La moglie, Nadia, siede vicino a lui e si capisce che di questo non e' contenta. E la figlia lo e' ancora meno. Truccata in modo vistoso, smalto azzurro sulle unghie delle mani e dei piedi, una gonna verde acceso fino alle caviglie, Rita dice che lei esce senza mettersi il velo in testa, con i suoi lunghi capelli liberi.

    Saputo dell’arrivo dei militari italiani la famiglia ha espresso il “grande desiderio” di poter incontrare il cappellano del contingente. ''Vorremmo confessarci, prendere la comunione. Ci piacerebbe tanto avere qualche contatto con un sacerdote cattolico”. L’appello è stato accolto e tra qualche giorno sarà celebrata una Messa a domicilio. Per Rita sarà una giornata memorabile, alla faccia di tante nostre chiese che spesso sono vuote.

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