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12/03/2010 EDITORIALE. Tremontitruffa e le polizze dormienti (A. Longo, http://www.helpconsumatori.it)

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C'è un vecchio film di Totò del 1962 titolato "Totòtruffa". Il grande comico e Nino Taranto sono due ex trasformisti che vivono organizzando piccole truffe e continui raggiri, riuscendo a sfuggire alla Legge grazie alla benevolenza del commissario Malvasia, Ernesto Calindri, compagno di scuola dei piccoli imbroglioni.

Mi è venuto in mente questo film leggendo le tante storie delle vittime del provvedimento truffaldino sulle polizze dormienti, con cui il ministro Tremonti ha letteralmente scippato a migliaia di famiglie italiane i risparmi di una vita, messi da parte da genitori, coniugi, parenti a favore degli eredi.
Invece di premiare chi ha risparmiato, Tremontitruffa dalla sera alla mattina fa sparire nel suo cilindro decine di milioni di euro, che servono a soddisfare gli appetiti di una finanza pubblica esausta, anche per gli sprechi tipo G8 a La Maddalena.

Le associazioni, come potete leggere nella notizia, le hanno provate tutte: proteste, lettere, emendamenti. Nulla! Beffardo e irridente, Tremontitruffa neppure risponde alle richieste dei sottosegretari del governo di cui fa parte, come l'on. Saglia, che tra l'altro è anche Presidente del CNCU.

E' una vicenda vergognosa e incredibile, in cui la protervia è pari soltanto all'ipocrisia; è sempre lo stesso ministro che parla di funzione sociale del mercato, di ritorno all'intervento pubblico, di profonda revisione delle regole per punire gli speculatori.
Intanto Tremontitruffa ruba ai morti, imbrogliando i vivi.

12/03/2010 Polizze dormienti, storia di una truffa legalizzata (1) (Valentina Corvino, http://www.helpconsumatori.it)

HC racconta le tante vicende familiari, spesso pesanti e drammatiche, di chi è stato truffato dal provvedimento del ministro Tremonti. In questi giorni torneremo ad occuparcene pubblicando altre storie. Scriveteci a redazione@helpconsumatori.it.

Quante sono le vittime della legge 166/2008? Ormai è da tempo che se ne parla, che si parla di una sua necessaria modifica nella parte relativa alle polizze dormienti ma nessuna istituzione, fin'ora, ha dato risposta ai risparmiatori, nonostante le azioni intraprese da varie Associazioni. Secondo Paolo Martinello, Altroconsumo, si tratta di decine di migliaia di risparmiatori e l'entità dei rimborsi è di almeno 50 milioni di euro. Niente male! Le Associazioni dei Consumatori si stanno molto occupando della vicenda. Hanno proposto diversi emendamenti nessuno dei quali è andato a buon fine: alla legge Finanziaria, al Milleproroghe, e, da ultimo, al decreto incentivi che vedrà la luce non prima di Pasqua. Dal punto di vista legale, invece, Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori hanno annunciato una causa collettiva nei confronti di Poste Vita e INA (nei prossimi giorni sui siti www.adiconsum.it, www.adoc.org e www.legaconsumatori.it sarà a disposizione la modulistica per aderire alla causa). Il Partito Democratico si è mostrato sensibile alla vicenda e il suo responsabile alla politica dei consumatori, Antonio Lirosi, ha rilasciato più volte dichiarazioni in merito. Anche il popolo del web si sta dando da fare: sul sito petizionionline.it è possibile sottoscrivere una petizione per chiedere la modifica delle legge 166/2008 nella parte relativa alle polizze vita dormienti mentre un gruppo nato su facebook raccoglie le storie dei "truffati" dalla legge 166.

Help Consumatori ha ricevuto molte mail di protesta, pacate ma intense. Le storie si somigliano tutte: i risparmi messi da parte da un genitore ormai defunto e l'impossibilità di riscattarli degli eredi. Tutti si chiedono: "Non è forse questa un'ingiustizia". Non volendo entrare nel merito della questione, crediamo fortemente che a queste persone vada data una speranza, subito. E' assurdo prevedere il risarcimento alle vittime delle frodi finanziarie "frodando" altri risparmiatori. Non trovate? Raccontiamo, intanto, le storie.

"Io e mia sorella siamo rimasti truffati per complessivi 34.000 euro per non aver ritirato entro il termine due polizze poste vita fatte da mio padre nel 2005. A novembre 2007 mio papà muore. A dicembre 2009, dopo aver visto la trasmissione "Mi manda Rai 3" e senza aver mai avuto un avvertimento da poste vita, proviamo a riscuotere le polizze. I risultato è che la legge 166 ce le ha rubate" ci scrive Walter.

Giuseppe, invece, ha visto svanire nel nulla "68 mila euro che mia madre aveva conservato, nella sua lunga vita fatta di sacrifici e rinunce, quando mi sono recato alla posta per riscuotere il denaro, mi è stato detto che per gli effetti della sopracitata legge (ndr 166/2008), i soldi dovevano essere devoluti al fondo del Ministero delle Finanze, e che loro non erano dovuti ad avvisare nessuno, e che il fatto che Polizze Vita si impegnava a devolvere il dovuto anche dopo 10 anni dalla morte del contraente era da considerarsi nullo, perchè la legge 166/08 annullava anche questo. Mia madre era analfabeta, ed io non sapevo niente di quello che lei stava facendo (voleva solo farmi una sorpresa) e penso che nell' ufficio postale le hanno spiegato la cosa tale e quale a quella che le sto illustrando a Lei". Giuseppe si chiede e ci chiede "come sia possibile che lo Stato che dovrebbe essere esempio di moralità, onestà, chiarezza e sopratutto legalità, possa agire così cinicamente e in maniera fraudolenta? I signori che hanno fatto questa legge, hanno mai pensato che se non si fa niente migliaia e migliaia di famiglie italiane si troveranno in una situazione disperata e come se non bastasse bisogna aggiungere la rabbia per non essere stati avvisati, per essere stati presi in giro e per i sacrifici che le persone contraenti hanno fatto e che finiranno nelle mani di altre persone che niente hanno a che vedere con loro e i loro sacrifici".

E' simile la storia di Ivana: "Nel 2002 e nel 2004 mia madre sottoscrisse 2 polizze vita con scadenza 2011 e 2012, io sono beneficiaria, qualche mese dopo la sua morte avvenuta a marzo 2005 mi sono recata all'ufficio postale per informarmi sulle modalità di richiesta di liquidazione e verificare se la documentazione che avevo preparato fosse corretta, il direttore mi disse che potevo lasciare tutto il capitale fino a scadenza perchè poste Vita rinuncia al diritto di prescrizione per i 10 anni successivi all'evento, quindi se i soldi non mi servivano in quel momento sarebbe stato stupido ritirarli, visto che i titoli rendevano bene, perciò ho deciso di lasciarli fino a scadenza, la stessa risposta mi è stata data anche in occasioni successive, fino a maggio del2009 quando sono venuta a conoscenza della legge 166, ho fatto domanda di liquidazione subito, naturalmente la risposta è stata negativa".

Daniela, invece, racconta una storia di una famiglia (la sua) di emigranti, a Londra, di rientro in Patria. Di somme messe faticosamente da parte, di fiducia nel sistema bancario e postale italiano: "sono la beneficiaria,assieme a mia madre e mio fratello, di 3 polizze assicurative stipulate da papà nel 2001 e 2002 presso Poste Vita. Premetto che i miei genitori, i loro risparmi li hanno sempre messi 'sicuri', cioè anche se rendevano poco non importava, l'importante che fossero li' in caso di bisogno. Mio padre si fidava del impiegato delle poste. Nato nel 1931,emigrato a Londra assieme alla mamma nel '59,a lavorare sotto padrone sino al rientro nella sua amata Italia con famiglia nel 1982 (anno in cui l'Italia vinse I Mondiali). A noi figli nati e cresciuti all'estero ha trasmesso l'amore e rispetto per la sua Madre terra. E fin qui......Il nostro amato papà e' deceduto nel luglio 2006 a seguito di malattia. Nel settembre 2007, siamo andati in posta per sentire un pò cosa si doveva fare.........a parte il fatto che le polizze in quel momento non rendevano un granche' non ci fu comunicato nessun grande cambiamento perciò abbiamo deciso di lasciarle maturare sino alla loro scadenza nel 2011/2012 in quanto una delle tre avrebbe dovuto raddoppiare. Luglio 2009.....arriva una telefonata confusa da la nostra impiegata postale di fiducia spiegandoci che i soldi della mamma e del papà ci venivano 'presi' dallo Stato, per risarcire le vittime di frode! Sinceramente, li per li' pensavamo che ci fosse stato qualche errore da qualche parte, ci sembrava talmente grossa, anche perche' nessuno sapeva cosa era meglio fare. All'inizio ci fu consigliato di non inoltrare nessuna domanda ,poi a settembre, ci fu consigliato di inoltrare la domanda di riscatto delle polizze. Cosi abbiamo fatto. Lunedì 1° marzo ci è arriva tata la risposta '...indipendentemente dalla politica di Poste Vita di non avvalersi del diritto di prescrizione,la scrivente società e' obbligata,in forza Della suddetta Legge (166/2008) ,a versare tali Somme al citato Fondo e quindi a non poter accogliere la richiesta di liquidazione....'. Noi ci domandiamo , ma come possibile che una Legge, istituita nel 2008, possa cambiare ciò che mio padre aveva stipulato nel 2001/2002, e che avremmo potuto volendo rimediare, averlo saputo nel 2007,ma che non avremo potuto sapere visto che la Legge e' stata istituita poi nel 2008???? Ma non e' una frode questa?????"

Infine c'è Maria: "la polizza è stata stipulata nel 2002 e l'assicurato è deceduto nel 2005, ma, su consiglio di Poste Vita e forti del contratto ("Poste Vita rinuncia a tale diritto (prescrizione di un anno) e corrisponde il capitale in caso di morte, purchè la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni"), la polizza ha continuato ad esistere per portarla fino a scadenza (nel 2012). Nel 2009 è stata fatta richiesta di liquidazione e solo pochi giorni fa è stata data la comunicazione che la somma sarà versata al fondo per l'indennizzo dei risparmiatori vittime di frodi finanziarie". "Riuscite a darci buone notizie?", ci chiede, in conclusione, Maria. Come Le vorremmo rispondere di sì!

HelpConsumatori invita i risparmiatori frodati a scrivere all'indirizzo redazione@helpconsumatori.it

di Valentina Corvino

11/03/2010 ASSICURAZIONI. Polizze dormienti, Lirosi (PD): "Tremonti non molla" (VC, http://www.helpconsumatori.it)

"Il ministro Tremonti non vuole togliere le mani dalle tasche delle famiglie che aspettano di riscuotere i risparmi maturati con le polizze vita non riscosse entro due anni dalla scadenza." Così Antonio Lirosi, responsabile Commercio e Consumatori del Pd, commenta le nuove indiscrezioni secondo le quali neanche il decreto legge "incentivi", che vedrà la luce a Pasqua, modificherà la legge 166/2008 nella parte relativa alle polizze dormienti per un veto del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

"Da tempo si aspetta l'abrogazione della norma di dubbia costituzionalità contenuta nella legge 166 del 2008 che produce un vero esproprio del risparmio privato. Sono centinaia i legittimi beneficiari delle polizze vita che stanno per perdere somme anche di 30 mila euro e che scompaiono nell'elenco dei firmatari di una petizione popolare che sta girando sul web con l'intento di organizzare una manifestazione di protesta a Roma nei prossimi giorni", aggiunge Lirosi.

Di recente Altroconsumo aveva scritto al Consiglio dei Ministri affinchè prendesse in considerazione la possibilità di inserire l'emendamento sulle polizze dormienti all'interno del decreto incentivi.

Domani Help Consumatori pubblicherà un Dossier in cui sono raccolti diversi casi di risparmiatori "vittime" della legge 166/2008.

10/03/2010 ASSICURAZIONI. Polizze dormienti, MDC Ascoli: classe politica pensi ad una modifica (VC, http://www.helpconsumatori.it)

Il Movimento Difesa del Cittadino di Ascoli Piceno rinnova la richiesta di attenzione alla classe politica affinchè si possa ottenere la modifica della legge 166/2008 nella parte relativa alle polizze vita dormienti. L'Associazione fa sapere che sono molti i risparmiatori, soprattutto quelli meno esperti, che si sono rivolti ai propri sportelli per essere tutelati.

Il Movimento Difesa del Cittadino spiega il disposto della legge 166: "I beneficiari delle polizze vita deceduti tra il 2005 ed il 2008 che non hanno ancora riscosso le somme maturate, qualora la legge non venga modificata, perderanno il diritto all'incasso. La buona intenzione di istituire un fondo per indennizzare i risparmiatori danneggiati dai "crack finanziari", istituito presso il Ministero dell'Economia, prelevando le somme dai c.d. "conti dormienti" (considerati tali dopo ben dieci anni di assenza di movimentazioni) ha purtroppo trovato una applicazione distorta: il Governo ha stabilito che nel caso delle polizze vita, la mancata richiesta di riscossione delle somme entro due anni dal decesso del titolare obbliga la Compagnia Assicurativa a conferire allo Stato tali somme. Ma vi è di più: tale disciplina si applica con effetto retroattivo dal 01 gennaio 2006. Sino ad ora nell'applicare le norme sulla prescrizione le Compagnie Assicurative avevano tutte seguito la prassi (anche recepita in alcuni contratti) di rinunciare a tale prescrizione breve, impegnandosi a liquidare le somme fino a dieci anni dall'evento".
Tra le più numerose, le polizze sottoscritte negli Uffici Postali con "Poste Vita s.p.a." del Gruppo Poste Italiane, in particolare dai risparmiatori meno esperti, possessori di libretti postali.

Ciò ha comportato spesso - come accaduto ad un cittadino che da ultimo si è rivolto al MDC di Ascoli - che il familiare beneficiario della polizza vita si sia rivolto all'Ufficio Postale dopo il decesso del genitore per chiedere l'incasso della somma maturata e i dipendenti di Poste Italiane, nel corso del 2006 e del 2007, attenendosi alla prassi precedente, abbiano addirittura dissuaso il beneficiario dal fare la richiesta di liquidazione, riferendo che sarebbe stato più conveniente lasciare le somme depositate.
Il malcapitato ha poi avanzato la richiesta scritta di propria iniziativa - ma a distanza di oltre i due anni dal decesso - e vede ora i risparmi di una vita del proprio genitore sottratti dallo Stato, a causa di una legge che contraddicendo i principi del diritto dispone per il passato, senza peraltro che ci sia stata alcuna comunicazione.

Nel frattempo, l'Associazione invita tutti quelli che sono coinvolti in analoghe vicende contrattuali a rivolgersi alla propria sede per esaminare ciascun caso particolare. Il Movimento Difesa del Cittadino segnala anche il sito internet "petizionionline.it" che ospita una raccolta firme per chiedere la modifica della legge 166/2008 nella parte relativa alle polizze vita dormienti.

09/03/2010 ASSICURAZIONI. Polizze vita dormienti, la petizione per modificare legge 166/2008 (VC, http://www.helpconsumatori.it)

Il sito internet petizionionline.it ospita una raccolta firme per chiedere la modifica della legge 166/2008 nella parte relativa alle polizze vita dormienti. Le legge in questione introduce la prescrizione biennale per le polizze vita, con effetto retroattivo al 1° gennaio 2006. Di conseguenza, molti risparmiatori, in particolare gli eredi di possessori di polizze vita, non hanno potuto incassare le somme perché prescritte e devolute al Fondo per le vittime delle frodi finanziarie. Della vicenda si sono occupate le Associazioni dei Consumatori che hanno chiesto, prima, una modifica del provvedimento da inserire nel decreto Milleproroghe. Dopo l'approvazione definitiva, il 25 febbraio, del "Milleproroghe" avvenuta senza risolvere il problema, Altroconsumo ha chiesto di prevedere la modifica della legge 166/2008 nel prossimo decreto incentivi.

Di seguito il testo della petizione:

"Siamo alcuni beneficiari di polizze vita vittime delle "Norme anti crac e legge n. 166 del 27/10/2008 art. 3 comma 2". La legge, attualmente, prevede una retroattività e quindi un'applicazione anche sui contratti di polizze la cui prescrizione rientra nell'arco temporale inizio 2006 fine Ottobre 2008. Le suddette nuove norme hanno rivoluzionato un punto saliente dei contratti stipulati tra le parti, cambiando, in alcuni casi, i termini di prescrizione sottoscritti dalle compagnie.

La legge 166/2008 stabilisce che i capitali dei nostri cari non reclamati entro i termini previsti dall'articolo c.c. 2952 e sue successive modifiche devono essere trasferiti al fondo delle vittime delle frodi finanziarie, istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze. E' da tener presente che, in alcuni contratti, le compagnie rinunciano espressamente a quanto previsto dall'articolo 2952 e si impegnano a liquidare ai beneficiari il capitale, fino allo scadere di dieci anni successivi all'evento.

Chiediamo alla classe politica di modificare la legge 166-08 e di restituire i soldi ai legittimi beneficiari: sono soldi nostri e lo Stato non può decidere di darli al primo che capita!! La suddetta legge va quindi modificata eliminandone la retroattività e allungando i tempi di prescrizione da uno/due anni a dieci anni. Rammentiamo, inoltre, alla classe politica che stiamo parlando di soldi che i nostri cari si sono procurati con i sacrifici e le privazioni di una intera vita e quindi è assolutamente inaccettabile che vadano persi senza alcuna giusta motivazione!!!"

Clicca qui per firmare la petizione

02/03/2010 BANCHE. Polizze, Movimento Consumatori: "CNP Vita ha l'obbligo di informare i clienti" (GA, http://www.helpconsumatori.it)

Continua la vicenda sulla polizze vita collegate a titoli emessi dalla Lehman Brothers, la banca americana che a settembre 2008 ha decretato il fallimento. L'ultima notizia è che il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso d'urgenza promosso dalla società francese CNP Unicredit Vita, per ottenere la sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento d'urgenza, emesso a gennaio dal Tribunale di Milano.

Lo scorso 20 gennaio 2010, infatti, il Tribunale di Milano, a seguito dell'azione collettiva promossa dal Movimento Consumatori, ha accertato che CNP Vita ha avuto un comportamento gravemente lesivo nei riguardi delle 6.500 clienti che avevano sottoscritto polizze denominate "Performance 5, 6, 7, 8 e 9", collegate a obbligazioni emesse dalla banca statunitense.

Queste polizze garantivano espressamente l'obbligo per la compagnia di restituire l'intero premio alla scadenza, mentre CNP Vita ha proposto ai clienti transazioni che prevedevano un rimborso del 50% del premio investito o la conversione della vecchia polizza in una nuova con durata vitalizia. Già a dicembre 2009, CNP è stata condannata dal Tribunale di Milano ad inviare a tutti i propri assicurati una lettera per informarli che le comunicazioni effettuate prima della sottoscrizione degli accordi transattivi erano risultate, nel corso del procedimento d'urgenza, lesive degli interessi dei consumatori alla buona fede, alla correttezza e all'equità dei rapporti contrattuali, in quanto CNP aveva agito non nell'interesse dei propri clienti, ma al solo fine di limitare la propria responsabilità.

"Come afferma da tempo il Movimento Consumatori, e come riconosciuto dal Tribunale di Milano, che con sentenza dello scorso 12 febbraio ha condannato CNP a restituire ad un ex cliente l'intero premio versato (oltre 300.000 euro), le polizze Performance prevedevano espressamente l'obbligo per la compagnia di restituire l'intero premio alla scadenza. Ora CNP Vita non ha più scuse: deve informare i propri clienti".

Oggi è scaduto il termine per l'invio delle lettere e il Movimento Consumatori ha richiesto al Tribunale di Milano di dare attuazione all'obbligo di invio, anche mediante la nomina di un commissario ad acta. Tutti i consumatori che riceveranno le lettere inviate da CNP potranno rivolgersi al Movimento Consumatori per richiedere a CNP l'integrale restituzione dei premi versati.

Per maggiori informazioni: www.movimentoconsumatori.it o scrivere a azioni.collettive@movimentoconsumatori.it

23/02/2010 ASSICURAZIONI. Polizze dormienti, Lirosi (Pd): rimediare ad un errore del governo (VC, http://www.helpconsumatori.it)

"Nonostante i ripetuti appelli delle associazioni dei consumatori e la presentazione di diversi emendamenti, è grave e preoccupante che la maggioranza di governo non abbia ancora voluto risolvere un problema che riguarda migliaia di famiglie che ingiustamente perderanno, nel giro di un mese, i risparmi maturati con le polizze vita non ancora riscattate". Lo dichiara Antonio Lirosi, responsabile Commercio e Consumatori del Pd.

"A seguito della legge 166 del 2008 - spiega Lirosi - che ha esteso alle polizze vita l'obbligo del versamento delle somme non riscosse al Fondo del Ministero dell'Economia, gli eredi dei titolari di polizze che sono deceduti tra il 2005 e il 2008 perderanno la possibilità di riscuotere il rimborso delle somme maturate. Una danno che arriva ad alcune decine di migliaia di euro per ogni famiglia beneficiaria".

"I motivi del silenzio del governo sono oscuri" spiega Lirosi secondo il quale, invece, "occorre rimediare al più presto a quello che è palesemente un errore del governo. In particolare è necessario equiparare il termine di prescrizione delle polizze vita con gli ad altri prodotti finanziari (portandolo da 2 a 10 anni), eliminare la retroattività della legge 166 per cui nessun beneficiario ha potuto riscuotere la polizza e coordinare la legge sulle polizze dormienti con le norme del codice civile in materia di successione che dispone il termine di 10 anni per l'accettazione dell'eredità".

Solo pochi giorni fa Altroconsumo ha inviato una lettera al Consiglio dei Ministri chiedendo di inserire un emendamento sulle polizze dormienti all'interno del decreto incentivi, il cui iter legislativo inizia in questi giorni.

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