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21/11/2011 Incubo ambientale a Leopardi: il sindaco «apre» ai comitati (http://www.metropolisweb.it)

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I comitati di quartiere pronti a scendere in piazza contro l’ipotesi di realizzare un impianto per il trattamento della frazione secca, il sindaco pronto a chiedere un incontro con i promotori dell’iniziativa e spiegare loro che «non c’e’ modo migliore per tutelare l’ambiente».


Sono divergenti le posizioni tra il primo cittadino e una buona parte della comunità di Torre del Greco in merito alla proposta, avanzata dallo stesso Ciro Borriello in sede di incontro tra la Provincia e i rappresentanti delle amministrazioni degli altri Comuni della zona rossa del Vesuvio, circa il fatto di essere disposto a costruire in città - all’interno delle ex cave di villa Inglese, a due passi dal lungomare cittadino - un impianto per trattare la frazione secca-indifferenziata dei rifiuti.


Per i comitati che hanno promosso una raccolta firme che si ripeterà anche domenica prossima prima di un corteo programmato per il 2 dicembre, significherebbe trattare a Torre del Greco la frazione secca prodotta da tutte le altre città dell’area vesuviana: «Niente di più sbagliato - sostiene, invece, Ciro Borriello, pronto a convocare una conferenza stampa per spiegare le sue ragioni - visto che nessuno ha mai parlato di questo.

In sede di vertice con le altre amministrazione, ho sempre sostenuto che servono per i 19 comuni interessati almeno due impianti di questo tipo. Una cosa che intendo ribadire in occasione dell’incontro tra gli enti che si sono detti disposti a ospitare impianti nelle loro citta’ per il trattamento delle diverse frazioni della differenziata».


Il leader locale del Pdl smorza, insomma, la paura che l’immondizia sarà trattata a Santa Maria la Bruna, anche se «qui ci sono realtà che possono tranquillamente ospitare l’impianto, che comunque potrebbe essere tranquillamente realizzato anche nella zona dell’ex Porcilaia» posta a ridosso di Trecase.

Il sindaco si dice anche pronto a fare una proposta «rivolta al collega di Ercolano, che da quello che si legge sui giornali avrebbe avviato le procedure per realizzare un impianto per la trasformazione dell’umido in compost sul proprio territorio di competenza. In parole povere: Torre del Greco sarebbe pronta a prendere la frazione secca prodotta dalla vicina Ercolano, che ricambierebbe ‘accogliendo’ il nostro umido. Sarebbe un modo per risparmiare sui costi elevati per smaltire l’umido, oggi superiori ai 150 euro a tonnellata».


Un recente consiglio comunale ha disposto l’effettuazione di un referendum popolare per decidere sull’impianto per trattare il secco-indifferenziato. Ma per il sindaco una soluzione a due come quella ipotizza con Ercolano «supererebbe le logiche del referendum, visto che questo e’ nato facendo

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