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  • 07/04/2009 Abruzzo, 179 morti e 1.500 feriti. Dopo il sisma oltre 17.000 sfollati (http://www.lanuovaecologia.it)

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    Il bilancio provvisorio della scossa che ha devastato L'Aquila e i centri limitrofi. Il governo stanzia 30 milioni. E non sono mancati i primi arresti per sciacallaggio. Notte fuori di casa per migliaia di persone

    BILANCIO PROVVISORIO. I morti accertati sarebbero oltre 179 e 1.500 i feriti. Per ora si contano 34 dispersi. Un bilancio assolutamente provvisorio, come speriamo sia provvisorio quello delle oltre 100 persone estratte vive dalle macerie a quasi 24 ore dalle 3:32 del 6 aprile 2009, quando la scossa di magnitudo 5,8 Richter – un livello che corrisponde all'ottavo-nono della scala Mercalli – ha devastato l'Aquila e i piccoli centri attorno al capoluogo abruzzese. Le urla degli abitanti e gli schianti dei crolli hanno spezzato il buio, ma solo le prime luci del giorno hanno mostrato gli effetti del terremoto: case venute giù come se fossero di carta velina. Oltre 17mila gli sfollati.

    PICCOLI CENTRI CANCELLATI. Devastati tanti piccoli centri, oltre al capoluogo che pare colpito da un bombardamento: Paganica, Camarda, Tempera, San Demetrio nei Vestini, Castelnuovo. Sempre dai soccorritori si apprende che altri due piccoli centri dell'aquilano, Villa Sant'Angelo ed il Borgo di Castelnuovo, sono stati quasi cancellati dal sisma. A Onna, il centro a pochi chilometri dall'Aquila che è il più danneggiato, è la disperazione: "A Onna siamo in 350. Finora avrò contato una cinquantina delle persone che conosco, ancora vive", ha riferito un uomo che risiede nella frazione dove ieri le prime bare sono state allineate su un prato.

    GIÙ CHIESE E MONUMENTI. Nel capoluogo i crolli hanno interessato tutte le zone della città: sei ragazzi sono stati estratti vivi dalla Casa dello studente, ma un loro collega è ancora disperso. Un po' ovunque giù cupole di chiese e campanili: crollata la parte absidale della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, della cupola di Giuseppe Valadier della chiesa delle Anime Sante, del campanile della chiesa di San Bernardino. Crollato parzialmente anche il transetto del Duomo dell'Aquila.

    30 MILIONI STANZIATI. "Nessuno sarà lasciato da solo", è la promessa del premier Silvio Berlusconi che ha definito l'accaduto come "una tragedia senza precedenti", dopo aver raggiunto L'Aquila ed aver sorvolato in elicottero l'area colpita dal sisma. Subito dopo ha presieduto a Roma la sedua del Consiglio dei ministri che ha conferito "i poteri di attuazione degli interventi d'emergenza" al sottosegretario Guido Bertolaso. "Per i primi giorni sono stati stanziati 30 milioni di euro di fondi immediati, in attesa di quantificare giovedì le risorse strutturali", ha spiegato Berlusconi.

    CRITICHE AI SOCCORSI. Fin da subito si sono mossi i soccorsi coordinati dalla protezione civile, ma dalle aree del terremoto si sono levate anche critiche: "Dove sono gli aiuti? E le tende?" chiede qualcuno a Onna, lamentando di essere rimasti per ore senza contatti con i soccorritori. Il ministro dell'interno Roberto Maroni e Bertolaso, hanno però sottolineato la prontezza con cui si è messa in moto la macchina dei soccorsi, sia a livello locale che nazionale. "Le operazioni erano già partite un quarto d'ora dopo il sisma. Più rapido di così non si poteva fare", ha detto il ministro. E concorda un volontario della protezione abruzzese: "Abbiamo corso pericoli per arrivare in case crollate in vicoli piccoli". E se qualche ritardo c'é stato, spiega uno dei componenti della protezione civile regionale, va tenuto conto che era praticamente impossibile far fronte subito a tutte le esigenze e controllare un territorio tanto vasto".

    SCIACALLI IN AZIONE. Alcuni centri sono delle vere e proprie città fantasma. E nelle tante abitazioni lasciate vuote dalla fuga notturna sono già avvenuti i primi arresti per sciacallaggio. A riferirlo è stato il capo della polizia, Antonio Manganelli, secondo quanto riportato dal sito della stessa polizia di Stato: "Ho visto arrivare nella tendopoli adibita a questura - ha spiegato Manganelli - degli arrestati sorpresi mentre rubavano nelle case abbandonate. È una triste consuetudine".

    UN’ALTRA LUNGA NOTTE. Intanto ci si prepara alla prima notte dopo il terremoto, una notte fredda e di pioggia che ha cominciato a cadere sugli sfollati per i quali si stanno predisponendo le tendopoli o cercando migliaia di posti letto negli alberghi lungo la costa. A L'Aquila in tantissimi trascorreranno la notte nelle auto parcheggiate in piazzali o comunque in aree lontane dagli edifici: la paura non è passata e la scossa del tardo pomeriggio di magnitudo 4.1 fa ricordare che il terremoto è ancora lì, in agguato, ancora una volta nella notte.

    http://www.lanuovaecologia.it

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