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  • 05/05/2008 Birmania, la furia di Nargis. Distrutta la parte meridionale del paese (http://www.lanuovaecologia.it)

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    Per l'egenzia Nuova Cina i morti sono 15.000. La tv di Stato parla di 4.000 vittime, ma per la Farnesina il bilancio è di almeno 10.000. Migliaia di dispersi e almeno due milioni le persone coinvolte. Senza casa e senza acqua potabile centinaia di migliaia di persone

    L'agenzia d'informazione cinese cita "fonti ufficiali" secondo le quali le vittime del ciclone Nargis nelle due regioni di Yangon (il nome dato alla ex-capitale Rangoon dalla giunta militare al potere) e di Ayeyawaddy sarebbero almeno quidicimila. Le fonti affermano che la maggior parte delle vittime, diecimila, si sono avute nell'area di Bogalay e che altrettante persone potrebbero aver perso la vita nella vicina area di Laputta.

    In precedenza, le cifre ufficiali erano di 3.880 morti ad Ayeyawaddy e di 59 nell'area di Yangon. Le persone date per disperse sono 2.375 ad Ayeyawaddy e 504 a Yangon, secondo le fonti citate da Nuova Cina. Le autorità militari hanno dichiarato lo stato di disastro nelle due aree citate ed in quelle di Bago, Kayin e Mon. Sulla sola isola di Haing Kyi, sempre nell'area di Ayeyawaddy, almeno ventimila case sono state distrutte, lasciando senza un tetto più di 92mila persone, secondo l'agenzia.

    Stime confermate dalla Farnesina indicano che il numero delle vittime dovrebbe aumentare a 10mila. Il capo dell'Unità di crisi della Farnesina, Elisabetta Belloni, ha confermato all'Ansa che tra i circa 120 italiani presenti nel Paese al momento del ciclone non ci sono state vittime o feriti. Si tratta di circa 70 residenti e 50-60 turisti. Attualmente l'aeroporto della capitale è riaperto e lentamente la situazione si sta decongestionando.

    Sono almeno due milioni le persone coinvolte dal ciclone Nargis secondo la stima effettuata dagli scienziati del Politecnico di Torino che hanno realizzato con immagini da satellite, in tempi rapidi, la prima carta delle aree colpite. Il team lavora ad Ithaca, laboratorio ad alta tecnologia, nato un anno fa all'interno di Siti, il centro di ricerche sui sistemi territoriali fondato dal Politecnico di Torino e dalla Compagnia di San Paolo. La cartina, che permette di constatare le reali dimensioni dell'evento, è già stata inviata al Wfp e alla Ocha, le agenzie dell'Onu che intervengono sulle emergenze umanitarie.

    http://www.lanuovaecologia.it

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