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  • 13/12/2016 Brasile: i tagli al FUNAI minacciano di distruggere gli Yanomami incontattati

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    Il mese scorso Survival ha diffuso queste straordinarie immagini aeree di un gruppo di circa 100 Yanomami incontattati. I tagli ai finanziamenti e altri progetti del governo potrebbero rendere questi gruppi estremamente vulnerabili.
    Il mese scorso Survival ha diffuso queste straordinarie immagini aeree di un gruppo di circa 100 Yanomami incontattati. I tagli ai finanziamenti e altri progetti del governo potrebbero rendere questi gruppi estremamente vulnerabili. © Guilherme Gnipper Trevisan/FUNAI/Hutukara


    Il governo brasiliano sta progettando di tagliare i finanziamenti al dipartimento che protegge i territori delle tribù incontattate da taglialegna e minatori – facendo crescere i timori per la possibile distruzione di popoli come gli Yanomami incontattati, ritratti in alcune foto aeree diffuse di recente.

    Il Dipartimento agli Affari Indigeni FUNAI – perennemente in mancanza di fondi – rischia infatti di subire ulteriori tagli al budget poiché il governo salito al potere in aprile, a seguito dell’impeachment di Dilma Rousself, è intenzionato a ridurre la spesa pubblica.

    Sembra che nel territorio degli Yanomami vi siano circa 5000 cercatori d’oro illegali, le cui attività hanno causato la diffusione della malaria e l’inquinamento dei fiumi con il mercurio.
     

    Proteste indigene contro i tagli al budget federale nella capitale Brasilia.
    Proteste indigene contro i tagli al budget federale nella capitale Brasilia. © Agência Brasil


    Gli indigeni brasiliani hanno protestato contro i tagli nella capitale Brasilia.

    “Noi indigeni siamo contrari a questi progetti. Sono molto pericolosi per noi, e soprattutto per gli Indiani incontattati” ha dichiarato a Survival Ninawa Kaxinawa. “Vivono già sotto la minaccia costante dei taglialegna, dei cercatori d’oro e di altri invasori. Sono esseri umani come chiunque altro, e hanno il diritto di scegliere come vivere.”

    “Non vogliamo che chiudano la squadra di protezione per gli Awá Guajá. Vogliamo che il FUNAI, insieme agli Awá, continui a proteggere il nostro territorio e i nostri parenti incontattati” ha detto il portavoce Amiri Awá all’organizzazione brasiliana CIMI.

    “Il FUNAI esiste per proteggere i popoli indigeni. Se il Presidente Temer taglierà i finanziamenti al FUNAI, ci ucciderà” ha dichiarato a Survival il leader e sciamano yanomami Davi Kopenawa.

    Si stima che in Amazzonia ci siano più di un centinaio di tribù incontattate, la maggior parte in Brasile. Le tribù incontattate sono i popoli più vulnerabili del pianeta. La maggior parte di loro vive in piccoli gruppi, come quello recentemente avvistato nelle immagini aeree, e rischia di essere spazzata via dalla violenza di esterni e da malattie, come influenza e morbillo, verso cui non ha difese immunitarie.
     

    Agenti del FUNAI in pattugliamento, Brasile.
    Agenti del FUNAI in pattugliamento, Brasile. © FUNAI


    Background

    - Il FUNAI ha l’incarico di proteggere i territori indigeni brasiliani. Le squadre speciali responsabili di proteggere le terre delle tribù incontattate e pattugliare le aree remote dell’Amazzonia per monitorare gli invasori sono dodici. 
    - Nella riserva yanomami, nel Brasile settentrionale, abitano più di 22.000 Yanomami. Almeno tre gruppi di loro sono incontattati. A monitorare la riserva sul campo c’è una sola squadra del FUNAI, che per proteggere la tribù necessita con urgenza del sostegno del governo. 
    - La popolazione totale degli Yanomami, compresi gli Yanomami del Venezuela, è di circa 35.000 persone.
    - I brasiliani definiscono il piano per tagliare la spesa pubblica come “PEC della Morte” (l’emendamento costituzionale PEC 241/55). L’emendamento mira infatti a congelare per vent'anni i finanziamenti governativi al FUNAI, all'istruzione, alla sanità e a molto altro. Come se non bastasse, il FUNAI rischia di subire tagli anche al suo budget annuale per il 2017, che deve essere approvato dal Congresso.
    - Il budget del FUNAI previsto per il 2017 è equivalente a quello approvato 14 anni fa; è quindi di entità molto inferiore alla cifra di cui l’intero dipartimento ha bisogno per proteggere le terre indigene.
    - I politici brasiliani stanno discutendo inoltre una serie di proposte che, se approvate, potrebbero impedire la creazione di nuovi territori indigeni, e aprire quelli esistenti allo sfruttamento economico. Questi piani includono la proposta di emendamento costituzionale nota come PEC 215.
    - Il territorio indigeno yanomami è stato creato nel 1992 dopo anni di campagne guidate da Davi Kopenawa Yanomami, da Survival International e dalla Commissione Pro Yanomami (CCPY).
     

    © Guilherme Gnipper Trevisan/FUNAI/Hutukara


    Le tribù incontattate non sono arretrate o primitive, né reliquie di un passato remoto. Sono nostre contemporanee e rappresentano una parte essenziale della diversità umana. Quando i loro diritti sono rispettati, continuano a prosperare.

    Le loro conoscenze, sviluppate nel corso di migliaia d’anni, sono insostituibili. Sono i migliori custodi dei loro ambienti. E le prove dimostrano che i territori indigeni costituiscono la migliore barriera alla deforestazione.

    Survival International è contraria a ogni tentativo di contatto promosso dall'esterno. Il contatto è sempre mortale, e decidere se e quando iniziarlo spetta solo a loro. Chi entra nei territori delle tribù incontattate nega loro ogni possibilità di scelta.

    La campagna internazionale di Survival per le tribù incontattate fa pressione sul Brasile affinché sospenda tutti i tagli al FUNAI, e garantisca che questo Dipartimento abbia le risorse necessarie per permettere ai popoli indigeni brasiliani di sopravvivere.

    “Il governo brasiliano deve considerare le conseguenze potenzialmente genocide di questi tagli del budget. È fondamentale continuare a proteggere i territori indigeni, altrimenti alcuni dei popoli più vulnerabili del pianeta saranno spazzati via” ha commentato oggi il Direttore generale di Survival Stephen Corry. “Se le loro terre non saranno protette, per i popoli incontattati sarà la catastrofe. Stiamo facendo tutto il possibile per rendere le loro terre sicure, e dare loro la possibilità di determinare autonomamente il proprio futuro.”

     

    Per leggere la storia online: http://www.survival.it/notizie/11535



  • Survival, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni

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