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27/01/2007 Il ricordo e la memoria. Una giornata per non dimenticare (Simone Baroncia - Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

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La memoria deve essere rafforzata attraverso il ricordo ed essere tramandata alle generazioni future. E' con questo spirito che l'Italia celebra la Giornata della memoria. Iniziative e appuntamenti in ogni città...

La memoria deve essere rafforzata attraverso il ricordo ed essere tramandata alle generazioni future. E' con questo spirito che sei anni fa, è stata istituita la Giornata della memoria: un appuntamento annuale in programma il 27 gennaio (giorno in cui fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz, nel 1945), per riflettere e approfondire le proprie conoscenze, come ha spiegato bene suor Grazia Loparco, vice presidente del Csr, Coordinamento degli storici religiosi, e docente di storia della Chiesa nella Pontificia facoltà “Auxilium”. “Di fronte alla frequente riproposizione delle tesi, assolutamente infondate, che negano lo sterminio degli ebrei - ha detto - la Giornata della Memoria assume una particolare rilevanza. Nessuna legge per punire i negazionisti, quindi, ma l'invito ad andare in profondità, attraverso "un’evoluzione ed una rielaborazione della memoria da parte della società civile e degli stessi ebrei”.

Numerose le iniziative promosse in ogni città italiana, che si protrarranno fino alla prima settimana di febbraio, a cominciare dalla presentazione del libro di Martin Gilbert, "I giusti. Gli eroi sconosciuti dell’Olocausto", svoltasi mercoledì 23 gennaio, alla presenza del cardinale Tarcisio Bertone. Presentato per la prima volta in Italia, l'opera ricostruisce il ruolo svolto dai ‘Giusti’ in tutta Europa (20.000 uomini e donne, secondo il Centro di documentazione ebraico di Yad Vashem, per la maggior parte cristiani ma anche musulmani) per salvare gli ebrei da morte certa durante il periodo nazista.

A Nola, invece, l’Ufficio Scuola della diocesi propone per oggi un progetto educativo di rete in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Il progetto, intitolato “Ai confini dello spirito: l’uomo, il mondo, la fede dopo Auschwitz” è rivolto a tutte le scuole della diocesi, oltre alle comunità parrocchiali e alle associazioni e movimenti ecclesiali e culturali del territorio. Tre gli obiettivi: “Diffondere presso le nuove generazioni un percorso formativo sulla tolleranza e sull’accettazione della diversità culturale, religiosa e politica, favorendo negli allievi una seria riflessione sulla shoah e sull’antisemitismo; promuovere la mostra ‘Immagini della shoah’, allestita nella città presso la Chiesa del Gesù dal 26 gennaio al 3 febbraio; infine, organizzare un viaggio di istruzione a Oswiecim (Auschwitz) per un gruppo di allievi delle diverse scuole”.

Anche a Catanzaro saranno organizzati diversi eventi: una mostra, un documentario e altre riproduzioni cinematografiche e un convegno per ricordare la Shoah, lo sterminio di oltre sei milioni di ebrei da parte dei nazisti. L’iniziativa, del gruppo di promozione sociale “Arbor” con la collaborazione della Fondazione internazionale “Ferramonti di Tarsia” per l’amicizia tra i popoli. Il programma prevede per sabato 27 gennaio l’apertura della mostra artistica “Shoah” con quadri realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti e da artisti di Catanzaro. A seguire il documentario “Memoria” di Ruggero Gabbai che propone interviste a 90 deportati ebrei italiani ad Auschwitz, unici sopravvissuti sui circa 800 liberati. Il film è stato selezionato dal Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel 1997 ed ha vinto il Festival Internazionale di Norimberga nel 1999. Il giorno seguente, nel pomeriggio, il convegno-dibattito sul tema “Shoah - annientamento”. Tra i relatori, Tullio Barni, docente di anatomia presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro, e Andrea Porciello, docente di filosofia del diritto presso il medesimo ateneo. Martedì 30 gennaio infine sarà proiettato il film “Train de vie – Un treno per vivere” di Radu Mihaileanu.

Sempre oggi, a Tolentino (MC), il Circolo Culturale ‘Tullio Colsalvatico’, in collaborazione con Associazione di Amicizia Marche-Israele e con il Patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Macerata, del Comune di Tolentino e della Comunità Montana Monti Azzurri, promuove un incontro con le scuole: “La vita ha perso contro la morte, ma la memoria vince nella lotta contro il nulla”. Parteciperanno Fiorella Calò Ditivoli, ebrea di origine romana e che vive da oltre 30 anni in Israele, che nell’ottobre del 1943, rifugiata a Fiastra da Roma con altri suoi parenti, per un totale di circa 40 ebrei, tra cui 12 bambini, poterono sfuggire al rastrellamento grazie all’intervento dello scrittore tolentinati, Tullio Colsalvatico, che fornì loro documenti falsi ed indicò modalità e luoghi per nascondersi per alcuni mesi.

A Reggio Emilia, farà il suo debutto in Italia, Ester Bejarano, una delle ultime due donne rimaste in vita dell'orchestra femminile del campo di concentramento di Auschwitz. La 83enne musicista ebrea tedesca è sopravvissuta alla guerra e al lager e ha vissuto prima in Palestina, poi di nuovo in Germania dove ha fondato con i figli il gruppo musicale 'Coincidence'. Con questo ensemble si esibirà al teatro comunale in una serata di spettacolo/testimonianza organizzata dall'Istituto storico Istoreco con la collaborazione della fondazione 'I teatri'. Momenti suggestivi anche a Milano, dove il ricordo ruoterà intorno al binario 21 della stazione centrale, il luogo da cui partivano gli ebrei per i campi di sterminio, mentre a Torino è in programma una maratona letteraria per Primo Levi, con volontari che si passeranno il testimone, dalle 15 fino a mezzanotte, per leggere le 160 pagine di "Se questo è un uomo", testo classico sull'atrocità dei campi di sterminio. Particolare poi l'iniziativa del treno della memoria che come ogni anno, porterà ad Auschwitz centinaia di studenti delle scuole superiori.

Di tutti gli appuntamenti, rimangono comunque le parole pronunciate giovedì dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha riaffermato la condanna all'antisemitismo "anche quando esso si travesta da antisionismo". "Antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico", ha detto, ricordando che "come italiani dobbiamo serbare il ricordo e sentire il peso degli anni bui delle leggi razziali del fascismo e delle persecuzioni antiebraiche della Repubblca di Salò".

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