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25/01/2007 Olocausto : presidente Napolitano condanna antisemitismo (Mauro W. Giannini, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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In prossimita' del Giorno della memoria (27 gennaio) al palazzo del Quirinale si e' svolta una cerimonia alla presenza del Capo dello Stato. Vi hanno preso parte alcuni esponenti istituzionali, fra cui il presidente del Consiglio Romano Prodi, e i vincitori del concorso "I giovani ricordano la Shoah", indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione in collaborazione con l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, nonche' gli studenti che hanno partecipato alla visita ad Auschwitz organizzata dal Comune di Roma.

Sempre oggi, il Consiglio dei ministri all'unanimita' ha approvato il disegno di legge "Disposizioni penali per contrastare l’istigazione e l’apologia di crimini contro l’umanità", che reintroduce le norme sulla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi (e di orientamento sessuale) prevedendo anche il carcere e prevede l'istituzione di un osservatorio sull'antisemitismo.

Il presidente della Repubblica ha ricordato nel suo discorso che la data del 27 gennaio fu scelta come ricorrenza del giorno in cui vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz. Secondo Napolitano, "la memoria della Shoah non si attenua, nella coscienza degli Italiani e degli Europei. Sempre nuove ricerche continuano ad accrescere la conoscenza di quella che fu, forse, la più immane tragedia nella storia d'Europa. Sì, è non solo doveroso ma importante ricordare, conoscere, cercare di capire. E' importante per tutti, guardando al futuro e non solo al passato. E' importante perché - come ha scritto Primo Levi - 'ciò che è accaduto può ritornare', per assurdo e impensabile che appaia. 'Pochi paesi possono essere garantiti da una futura marea di violenza generata da intolleranza, da libidine di potere, da ragioni economiche, da fanatismo religioso o politico, da attriti razziali'".

Il presidente ha rammentato ai giovani i recenti pericoli di intolleranza vicini e lontani ed ha detto che "non dobbiamo cessare di riflettere e interrogarci su come in Europa nello scorso secolo si siano intrecciate cultura e barbarie". Il capo dello Stato ha quindi citato Edgar Morin: "Alla coscienza delle barbarie" che nel Novecento si sono prodotte nel nostro secolo - e non è stata solo la Shoah - deve integrarsi la coscienza che l'Europa produce, con l'umanesimo, l'universalismo, l'ascesa progressiva di una consapevole visione planetaria, gli antidoti a ogni rischio di nuove barbarie".

Rivolto ai giovani, il presidente ha detto: "Col vostro appassionato contributo possiamo combattere con successo ogni indizio di razzismo, di violenza e di sopraffazione contro i diversi, e innanzitutto ogni rigurgito di antisemitismo. Anche quando esso si travesta da antisionismo: perché antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello Stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza, oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele".

"Come italiani - pur nel succedersi delle generazioni - dobbiamo serbare il ricordo e sentire il peso degli anni bui delle leggi razziali del fascismo e delle persecuzioni antiebraiche della Repubblica di Salò", ha detto ancora il presidente, ricordando per contro "la luce che venne dalle imprese dei Giusti, di coloro che hanno meritato questo nome per le prove concrete che offrirono - anche col rischio del sacrificio della vita - di solidarietà verso i fratelli ebrei perseguitati, esposti alla minaccia della deportazione, della tortura, dello sterminio nei campi come Auschwitz. Quei Giusti hanno salvato l'onore dell'Italia: e oggi dobbiamo noi render loro onore, con profonda e sempre viva riconoscenza".

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