TuttoTrading.it

18/01/2007 Dalla vita di una famiglia ebrea (Loris Lauretano, http://www.korazym.org)

Ricerca personalizzata
GIOCHI GIOCATTOLI
Articoli da regalo
Attività creative
Bambole e accessori
Bestseller generali
Burattini e tetrini
Calendari dell' avvento
Collezionabili
Costruzioni
Elettronica per bambini
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Elettronica per bambini
GIOCHI GIOCATTOLI
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Giochi di imitazione
Giochi da tavola
Giochi educativi
Modellismi
Peluche
Personaggi Giocattolo
Puzzle
Sport Giochi Aperto
Strumenti Musicali
Veicoli

Inaugurata l’edizione italiana degli scritti di Edith Stein curata da Angela Ales Bello e Marco Paolinelli. Il volume "Edith Stein. Dalla vita di una famiglia ebrea e altri scritti autobiografici" (Edizioni OCD) sarà presentato a Roma il 19 gennaio.

Si inaugura l’edizione italiana di tutti gli scritti di Edith Stein curata da Angela Ales Bello e Marco Paolinelli e tradotti da Barbara Venturi, Fabrizio Iodice e Michele d’Ambra, che ha curato anche le revisioni e le integrazioni sulla base del testo della Edith Stein Gesamtausgabe.

Il volume Edith Stein. Dalla vita di una famiglia ebrea e altri scritti autobiografici (Edizioni OCD) verrà presentato venerdì 19 gennaio 2007 alle ore 16 presso l’Aula Pio XI della Pontificia Università Lateranense in piazza san Giovanni in Laterano a Roma. Presiede l’incontro Francesca Brezzi dell’Università degli Studi di Roma III. Intervengono Emilio Baccarini, dell’Università degli Studi di Tor Vergata; Philippe Chenaux, della Pontificia Università Lateranense; Ulrich Dobhan, del Centro Internacional Teresiano-SanJuanista di Avila. Saranno presenti i curatori e gli editori.

* * *

Nel 1938 Edith Stein, che ha preso il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce, scrive: "Sotto la Croce capii il destino del popolo di Dio che allora (1933) cominciava ad annunciarsi. Pensavo che capissero che si trattava della Croce di Cristo, che dovevano accettarla a nome di tutti gli altri. Certo, oggi comprendo di più su queste cose, che cosa significa essere sposa del Signore sotto il segno della Croce. Certo, non sarà mai possibile di comprendere tutto questo, poiché è un segreto". Il 14 settembre del 1936, al tempo del rinnovo dei voti, muore la madre a Breslavia. "Fino all'ultimo momento mia madre è rimasta fedele alla sua religione. Ma poiché la sua fede e la sua ferma fiducia nel suo Dio ... fu l'ultima cosa che rimase viva nella sua agonia, ho fiducia che ha trovato un giudice molto clemente e che ora è la mia più fedele assistente, in modo che anch'io possa arrivare alla meta". Sull'immagine devozionale della sua professione perpetua dei voti, il 21 aprile 1938, fa stampare le parole di san Giovanni della Croce al quale lei dedicherà la sua ultima opera: "La mia unica professione sarà d'ora in poi l'amore".

L'entrata di Edith Stein nel convento delle Carmelitane non è stata una fuga. "Chi entra nel Carmelo non è perduto per i suoi, ma in effetti ancora più vicino; questo poiché è la nostra professione di rendere conto a Dio per tutti". Soprattutto rese conto a Dio per il suo popolo. "Devo continuamente pensare alla regina Ester che venne sottratta al suo popolo per renderne conto davanti al re. Io sono una piccola e debole Ester ma il Re che mi ha eletto è infinitamente grande e misericordioso. Questa è una grande consolazione" (31 ottobre 1938).

Il 9 novembre 1938 l'odio portato dai nazisti verso gli ebrei viene palesato a tutto il mondo. Le sinagoghe bruciano. Il terrore viene sparso fra la gente ebrea. Madre Priora delle Carmelitane di Colonia fa tutto il possibile per portare suor Teresa Benedetta della Croce all'estero. Nella notte di capodanno del 1938 attraversa il confine dei Paesi Bassi e viene portata nel monastero delle Carmelitane di Echt. In quel luogo stila il 9 giugno 1939 il suo testamento: "Già ora accetto con gioia, in completa sottomissione e secondo la Sua santissima volontà, la morte che Iddio mi ha destinato. Io prego il Signore che accetti la mia vita e la mia morte ... in modo che il Signore venga riconosciuto dai Suoi e che il Suo regno venga in tutta la sua magnificenza per la salvezza della Germania e la pace del mondo ...".

Già nel monastero delle Carmelitane di Colonia a Edith Stein era stato concesso il permesso di dedicarsi alle opere scientifiche. Fra l'altro scrisse in quel luogo Dalla vita di una famiglia ebrea. "Desidero semplicemente raccontare che cosa ho sperimentato ad essere ebrea". Nei confronti "della gioventù che oggi viene educata già dall'età più tenera ad odiare gli ebrei ... noi, che siamo stati educati nella comunità ebraica, abbiamo il dovere di rendere testimonianza".

In tutta fretta Edith Stein scriverà ad Echt il suo saggio su Giovanni della Croce, il mistico Dottore della Chiesa, in occasione del quattrocentesimo anniversario della sua nascita, 1542-1942. Nel 1941 scrisse ad una religiosa con cui aveva rapporti d'amicizia: "Una scientia crucis (la scienza della croce) può essere appresa solo se si sente tutto il peso della croce. Dì ciò ero convinta già dal primo attimo e di tutto cuore ho pronunciato: Ave, Crux, Spes unica (ti saluto, Croce, nostra unica speranza)". Il suo saggio su San Giovanni della Croce porta la didascalia: "La scienza della Croce".

Il 2 agosto del 1942 arriva la Gestapo. Edith Stein si trova nella cappella, assieme alla altre Sorelle. Nel giro di 5 minuti deve presentarsi, assieme a sua sorella Rosa che si era battezzata nella Chiesa cattolica e prestava servizio presso le Carmelitane di Echt. Le ultime parole di Edith Stein che ad Echt s'odono, sono rivolte a Rosa: "Vieni, andiamo per il nostro popolo". Assieme a molti altri ebrei convertiti al cristianesimo le due donne vengono portate al campo di raccolta di Westerbork. Si trattava di una vendetta contro la comunicazione di protesta dei vescovi cattolici dei Paesi Bassi contro i pogrom e le deportazioni degli ebrei. "Che gli esseri umani potessero arrivare ad essere così, non l'ho mai saputo e che le mie sorelle e i miei fratelli dovessero soffrire così, anche questo non l'ho veramente saputo ... in ogni ora prego per loro. Che oda Dio la mia preghiera? Con certezza però ode i loro lamenti". Il prof. Jan Nota, a lei legato, scriverà più tardi. "Per me lei è, in un mondo di negazione di Dio, una testimone della presenza di Dio". All'alba del 7 agosto parte un carico di 987 ebrei in direzione Auschwitz. Fu il giorno 9 agosto nel quale Suor Teresa Benedetta della Croce, assieme a sua sorella Rosa ed a molti altri del suo popolo, morì nelle camere a gas di Auschwitz.

Per Informazioni

Ufficio Stampa
Francesco Vitale
via Anagnina 662/b
00118 ROMA MORENA
Telefono: 06-79.89.08.56
Telefax: 06-79.89.08.58
E-mail

Archivio

  • 27/01/2007 Archivio Giornata della Memoria

  • Ricerca personalizzata
    LIBRI
    Adolescenti Ragazzi
    Arte Musica
    Bestseller Generali
    Biografie
    Consultazione ed Informaz.
    Diritto
    Economia e Business
    Fantascienza
    Fantasy
    Fumetti e
    Gialli e Thriller
    Hobbi e Tempo Libero
    Horror
    Humor
    Informatica e Internet
    Letteratura
    Libri altre lingue
    Libri inglese
    Libri bambini
    Lingue linguistica
    Narrativa
    Politica
    Religione
    Romanzi rosa
    Salute Benessere
    Scienze Medicina
    Self-Help
    Società Scienze Sociali
    Sport
    Storia
    Viaggi

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO