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  • 07/09/2005 Le datazioni confuse (Maurizio Blondet, libro «L’uccellosauro ed altri animali», http://www.disinformazione.it)

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    L'uomo è comparso sulla Terra 800 mila anni orsono. L’uomo è comparso 50 mila anni fa. Queste due asserzioni non possono essere entrambe vere, e chiunque può capirlo. Ma c'è di peggio: è possibile che nessuna delle due abbia senso alcuno, anzi che nessuna delle date su cui si basa la "storia dell'evoluzione" abbia senso. Gli orologi delle ere geologiche sono tutti truccati.
    Se ne è convinta Marie Christiane van Oosterwyck-Gastruche (1), una mineralogista belga, specialista di silicati, una vita dedita allo studio dei materiali geologici africani. Oggi è una creazionista convinta, fiera avversaria del darwinismo. Ma per anni, come tutti, ha creduto ai "metodi di datazione assoluta" forniti dai radioisotopi. Carbonio 14, Potassio-Argon, Torio 230 (2): sono gli orologi su cui giurano i paleontologi. La geologa non se n'era mai occupata di persona: ma sapeva che, poiché questi elementi dimezzano la loro radioattività in un numero di anni precisamente accertato, è possibile, misurandone la quantità rimasta nei fossili, sapere la loro età.
    In realtà, non è cosi semplice. I metodi di misurazione dei radioisotopi sono sofisticati e richiedono procedimenti e apparecchi complessi. Inoltre, molto spesso forniscono datazioni che i paleontologi considerano "anormali", che arretrano o fanno avanzare antiche creature estinte di milioni di anni sulla scala evolutiva. Datazioni impossibili, datazioni aberranti.

    «Vent'anni fa», racconta la geologa belga, «un geo-cronologista di fama mondiale, di cui non farò il nome, chiese il mio parere sull'allarmante frequenza di queste datazioni anormali. Studiato il problema, la mia risposta fu semplice. Gli elementi radioattivi sono imprigionati in strutture cristalline ben definite. Sicché, è logico pensare che siano influenzati dai fattori che provocano la genesi e l'alterazione dei cristalli minerali: anzitutto la temperatura e le soluzioni cui possono essere stati sottoposti per l'intervento di fattori idro-termali, ma anche la loro composizione chimica e la loro granulometria, ossia la finezza o grossolanità dei detriti da datare. Proposi una serie di test per “tarare" gli orologi geologici».
    «Questi test non sono mai stati eseguiti. Il mio interlocutore rifiutò molto sgradevolmente: la mia pretesa, disse, non è scientifica, perché in ogni caso le tecniche isotopiche forniscono sempre date assolute".

    La reazione incuriosì la signora Gastruche, che decise di indagare sui fondamenti di quella scienza che aveva accettato per fede. Si tuffò nella letteratura scientifica geologica, paleontologica, genetica. Consultò specialisti di ogni campo. Cercava soprattutto di sapere su quali punti di riferimento cronologici si erano fondati i geologi, da un secolo a questa parte, per validare le loro datazioni: perché potevano dire con sicurezza, ad esempio, che l'estinto Proconsul (una scimmia apparentemente ominide) (3) era vecchio di 14 milioni di anni, e non di 46 milioni, come pur risulta da certe misurazioni. Qual era il criterio seguito per rigettare l'ultima data, e mantenere la prima come best value, miglior valore?
    I geologi consultati ammisero di non averci mai pensato. Anche loro avevano accettato per fede un dato scientifico stabilito. Le consigliarono di consultare il manuale di Arthur Holmes, Physical Geology. «Lì è spiegata tutta la questione»
    Madame Gastruche si addentrò dunque nella lettura di questo vecchio manuale (1965) scritto da uno scienziato nato nel 1890 e defunto nel 1963.

    E scoprì che la validazione delle date si basava sulla presenza di certi “fossili tipici" di ogni strato geologico, secondo la “scala stratigrafica” elaborata da Charles Lyell.
    Chi era costui? Charles Lyell (1797-1875) era un ricco avvocato inglese, amico personale di Darwin, ateo convinto, e dilettante di geologia. Un membro ragguardevole di quel circolo Picwick che si radunava attorno al padre dell'evoluzionismo, composto di dilettanti e di eccentrici. L'idea fissa di Lyell era dimostrare che la Bibbia aveva torto, che non c'era stato alcun diluvio universale. Armato di piccozza e martello, percorreva le campagne inglesi per dimostrare che gli strati geologici si erano formati per sedimentazioni lente e tranquille, indisturbate, e ciascuno aveva seppellito pacificamente i resti dei viventi in quell'epoca. Non a caso la teoria di Lyell viene definita nei libri di storiografia della scienza "uniformitariasmo" o "teoria tranquilla". Anche se è stata a lungo insegnata nelle università proprio perché confermava le idee di sir Charles sui tempi lunghi e graduali dell'evoluzione - si tratta, è il meno che si possa dire, di una teoria superata.

    Come sir Charles ignorava tutto della genetica e del DNA, così l'avvocato Lyell non poteva saper niente della tettonica delle placche, quella deriva dei continenti che sottopone gli strati geologici a smisurati spostamenti laterali, sotto la spinta di forze immense. La sua bella, semplice e tranquilla "scala stratigrafica", composta di sedimenti depositatisi l'uno sull'altro per indisturbati eoni, veniva alquanto sconvolta; precisamente come la tettonica delle placche sconvolge e rende eterogenea la stratigrafia terrestre. C'erano stati, eccome, diluvi; c'erano stati cataclismi. Persino una revisione dei depositi geologici e fossiliferi su cui Lyell s'era fondato per la sua teoria della "lunga durata" hanno mostrato d'essersi formati in tempi brevissimi e per un cataclisma.
    Tutto ciò di cui disponeva allora Lyell, era la cosiddetta classificazione dell'italiano Giovanni Arduino (1714-1795), che definiva l'antichità degli strati geologici in base al loro grado cristallino. Nel ' 700, l 'Arduino aveva sancito che le rocce tutte cristalline, come gneiss e graniti, erano le più antiche. Risalivano a un'epoca che Arduino definì "primitiva" senz'altre specificazioni, e che in seguito fu chiamata "archeana" o "pre-cambriana".
    (…)

    Note:
    1) La relazione di Madame Gastruche è reperibile al sito Intemet: www.rael.orgl-realnet/ evoluti2.htnil
    2) Il metodo del Carbonio 14 si utilizza per datare reperti archeologici, perché, dato il rapido dimezzamento del Carbonio 14 (5740 anni), questo---orologio"non può risalire oltre i 50 mila anni. Il metodo del Potassio-Argon serve a datare le rocce, ma è ammesso che se le rocce hanno subito successivamente un riscaldamento superiore ai 125 gradi C°, la datazione diventa insicura. Il Torio 230 è utilizzato per calcolare l'età dei sedimenti oceanici, ma entro i 300 mila anni.
    3) Il Proconsul africanus, scoperto dalla famiglia Leakey, è uno dei tanti primati fossili che hanno perso lo status di "anelli di congiunzione" fra uomo e scimmia. Oggi si sa che il Proconsul era troppo specializzato per essere un nostro antenato diretto.

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