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01/05/2004 OSCE a Berlino : memoria combatte antisemitismo (Rico Guillermo, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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La seconda conferenza OSCE sull'antisemitismo durata due giorni a Berlino, su invito del ministro degli esteri tedesco Joschka Fischer, si e' chiusa con una severa condanna di tutti gli atti motivati dall'antisemitismo o altre forme di odio razziale o religioso, e gli Stati partecipanti si sono accordati su specifiche contromisure pratiche.

Il presidente dell'OSCE, il bulgaro Salomon Passy, ha letto la "Dichiarazione di Berlino" ed elencato le misure che i 55 Stati membri dell'organizzazione intendono adottare, fra cui l'assunzione di informazioni, in forma anche statistica, circa i crimini antisemiti e sui crimini ispirati dall'odio razziale in genere. E' l'ODIHR, l'osservatorio istituzionale sui diritti umani con sede a Varsavia, si e' impegnato a raccogliere e distribuire nell'area OSCE i dati.

Passy ha detto che "Le parole di Elie Wiesel e Simone Veil sono un avvertimento per noi tutti a non perdere mai la memoria" su questi crimini. Il segretario di Stato USA Collin Powell, intervenuto alla conferenza, e' intervenuto brevemente sottolineando che - mentre criticare Israele e' legittimo - il limite e' superato quando i critici impiegano metodi e simbologie di tipo nazista.

La dichiarazione di Berlino contiene altre concrete misure per adeguare i sistemi legali dei vari Paesi al fine di prevenire e sanzionare le aggressioni antisemite , le violenze e le discriminazioni e per rinnovare i sistemi educativi per promuovere il ricordo dell'Olocausto ed educare alla tolleranza. E' stato anche esaminato, durante la conferenza, il ruolo dei media, che possono influire sui pregiudizi dei cittadini, e soprattutto dei giovani, a seconda del taglio che danno alle notizie ed ai commenti riportati.

Un rapporto pubblicato un mese fa dall'Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia rilevava che l'antisemitismo e' in crescita nell'Unione Europea. Dal rapporto emergeva che nella maggior parte dei casi i responsabili dei gesti violenti e discriminatori sono giovani europei bianchi disadattati, incitati da gruppi di estrema destra o da giovani musulmani di origine nordafricana.

Una recentissima indagine, effettuata sull'Italia dall'Universita' La Sapienza di Roma e finanziata dall'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane, rivela in particolare che il 22% dei giovani italiani dimostra notevole razzismo. Lo studio evidenzia un forte pregiudizio nei confronti di tre minoranze culturali, musulmani, ebrei ed extracomunitari, diffuso in particolare in Lombardia, Veneto e Friuli.

Alcuni mesi fa la questione dell'antisemitismo era stata oggetto di un incidente diplomatico con Romano Prodi. Infatti un sondaggio della Commissione europea fra i cittadini dell'Unione aveva evidenziato come lo Stato d'Israele fosse ritenuto uno dei piu' pericolosi elementi per la stabilita' e la pace mondiale.

Non erano emerse invece preoccupazioni a carico di Hamas e simili organizzazioni, per il motivo che il sondaggio confrontava fra loro gli Stati e non comunita' di tipo diverso o non riconociute a livello internazionale. Cio' genero' le accuse della comunita' ebraica che chiese ed ottenne le scuse di Prodi. Un seminario sull'antisemitismo che aveva rischiato di saltare si tenne comunque a febbraio, ma le polemiche non si sopirono.

La conferenza di Berlino ha visto 800 participanti, incluso i rappresentanti di molte associazioni non governative e di Stati partner dell'OSCE, fra i quali Israele, ed e' stata accompagnata da imponenti misure di sicurezza.

Reazioni negative alla due giorni sono venute dalla Palestina, di cui alcuni autorevoli esponenti hanno sottolineato il trattamento ricevuto da Israele dalla popolazione palestinese e accusato Tel Aviv di montare la questione dell'antisemistismo per nascondere la propria politica nella regione. Mahmud Nammura, uno scrittore arabo che ha esaminato in vari libri le questioni relative all'antisemitismo viste dai musulmani, si e' detto al 100% sicuro che lo scopo vero della conferenza fosse coprire "i crimini israeliani a Rafah, Jenin e Nablus".

Nei Paesi arabi si fa notare che dei relatori intervenuti alla conferenza solo il ministro degli esteri irlandese Brian Cowen, il cui Paese ha assunto di recente la presidenza temporanea d'Europa, ha dato voce ad un approccio piu' bilanciato sull'odio razziale.

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