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  • 30/10/2006 Francesco, una Pace non solo Cantata ma Vissuta (Barbara Marino, http://www.korazym.org)

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    Con il musical "La Lauda di Francesco" i nomi di Angelo Branduardi e del Poverello tornano ad accostarsi. "Accordi" musicali per favorire "accordi" di pace, giungendo là dove la politica e la diplomazia spesso faticano ad arrivare.

    È possibile che semplici "accordi" musicali favoriscano "accordi" di pace fra le genti, giungendo là dove la politica e la diplomazia spesso faticano ad arrivare? Ad intraprendere questa difficile impresa è qualcuno che a creare "accordi" ha dedicato tutta la vita e che, negli ultimi tempi, ha cantato le gesta di chi, quasi mille anni fa, è stato un esempio unico nella storia d’Occidente di pace non solo vissuta, ma anche proprio "cantata". Con lo spettacolo La Lauda di Francesco i nomi di Angelo Branduardi e del santo d’Assisi tornano ad accostarsi a sei anni dal progetto de L’infinitamente piccolo, opera nella quale il più famoso menestrello italiano aveva sapientemente fuso i testi delle antiche fonti francescane con sonorità fra il moderno e l’antico, di cui La Lauda di Francesco è la continuazione logica ed artistica. L’album L’infinitamente piccolo fu pubblicato dalla EMI nel 2000 e messo in scena anche per il pubblico dei giovani partecipanti alla GMG di Roma del 2000.

    "... E San Francesco? Perché un laico come me ha scelto di misurarsi con un Santo? Innanzitutto perché Francesco è, oggi forse più di ieri, Santo, ma anche un grande poeta. Un poeta che amava cantare. Ecco: ciò che mi ha spinto a mettere in musica alcuni suoi scritti ed episodi della sua vita tratti dalle Fonti Francescane, è stata innanzitutto la voglia di ridare voce alle sue parole, perché potessero essere nuovamente cantate. Del Francesco uomo (e Santo) mi ha sempre affascinato la gioia di vivere; la sua scelta di povertà «mai disgiunta dalla letizia». E il suo essere, in questo senso, molto lontano dai volti tristi ed esaltati della spiritualità monastica tradizionale. La sua figura, oggi, mi appare fragile e, al contempo, straordinariamente vigorosa. Viva e attuale. Vicina alle passioni e ai grandi problemi contemporanei come la povertà, la malattia, la guerra, il rapporto con «l'altro» e con l'ambiente. Una figura esemplare ed eccezionale di un uomo totalmente cristiano nella scelta di vivere integralmente il Vangelo, ma che non ha mai smesso di essere uomo. E, quindi, un vero Santo. Un Santo poeta che amava cantare" (Angelo Branduardi).

    E se già il primo progetto - L’infinitamente piccolo - era stato accolto come una novità fuori dagli schemi del panorama musicale italiano, con il musical La Lauda di Francesco (in tour per oltre due anni) andato in scena martedì sera 10 ottobre al teatro Dal Verme di Milano, Branduardi ha voluto spingersi ancora oltre. E non solo dal punto di vista prettamente artistico. Prima dello spettacolo milanese, infatti, si è svolta una sorta di "anteprima" del tutto particolare, ideata da un Branduardi senza violino o microfoni, improvvisatosi moderatore di una conferenza universitaria dove la musica di pace ha lasciato il posto ad un evento di pace concreto. "Armonia e accordi di pace, concatenazioni di accordi e toni tra le genti" era il titolo del convegno svoltosi lunedì alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, dove la sala lauree si è trasformata in palcoscenico per un "concerto" di testimonianze portate da illustri rappresentanti delle tre religioni di Abramo: il vicepresidente della Comunità ebraica Yascia Reibman, don Luigi Caldera della diocesi di Milano e il vicepresidente della Coreis - Comunità religiosa islamica italiana Yahya Pallavicini.

    Quasi fosse una scena non scritta del suo spettacolo, l’incontro accademico ha mostrato un Branduardi in continua ricerca sulla figura del santo patrono d’Italia, tanto da andare oltre la mera sfera artistico-musicale, propria del cantautore, al fine di accostarsi all’esempio di san Francesco nella sua pienezza. Non a caso, infatti, il dialogo interreligioso svoltosi a Scienze Politiche ha voluto rievocare uno degli episodi della vita del santo più cari a Branduardi: l’incontro con il sultano. "L’esempio di Francesco sembra incarnare un modello perfetto di pace e di dialogo - ha spiegato il cantautore -. Il santo ha avuto a che fare al suo tempo da una parte con Innocenzo III, passato alla storia come uno dei papi più autoritari e teocratici, a dall’altra con il sultano. Ebbene, con il papa Francesco riuscì a farsi ricevere e approvare la regola, mentre con il sultano la storia è ancora più impressionante: dovevano essere amici mortali, ma entrambi hanno riconosciuto la santità dell’altro, facendo nascere un’amicizia che durò per tutta la vita".

    Era l’agosto del 1219 quando san Francesco partì per la Terra Santa e, giunto a Damietta, si presentò spontaneamente davanti al sultano Malik-al-Kamil: "San Francesco si incontra con il nemico per eccellenza - ha aggiunto la moglie di Branduardi, Luisa Zappa, autrice dei testi dello spettacolo -. Da quell’incontro il poverello d’Assisi uscì incolume, e addirittura con il permesso di predicare nelle terre del sultano". "Proprio da questo dovremmo partire - è intervenuto il portavoce della comunità ebraica Yascia Reibman - a mancare oggi non è solo il dialogo ma anche la semplice libertà di religione: quanto è difficile costruire una moschea in Italia? E quanto è pericoloso anche solo leggere il Vangelo in Arabia Saudita? Non dimentichiamoci che nel nostro paese gli ebrei sono stati riconosciuti come cittadini appena un secolo e mezzo fa con lo Statuto Albertino". "Ma la pace prevede una presa di posizione da parte dei religiosi che devono intervenire anche nella prevenzione dei conflitti - ha aggiunto Pallavicini della comunità islamica -. Ciò deve tuttavia avvenire sempre all’interno di una ‘regola’, proprio come è accaduto tra san Francesco e il sultano: entrambi si sono riconosciuti santi in quanto rappresentanti ufficiali di due tradizioni secolari. Dobbiamo anche noi evitare di porci a fautori di interpretazioni individuali del cristianesimo e dell’islam le quali, se scisse dalla tradizione, divengono la vera ed unica matrice di ogni fondamentalismo". Una visione, quella di un san Francesco molto meno anarchico e "frikkettone" e molto più rappresentante di una Chiesa alla quale mai si è ribellato, che ha trovato l’entusiasmo del sacerdote cristiano: "È proprio questa visione folcloristica errata di Francesco - ha spiegato don Luigi Caldera - a rispecchiare appieno la crisi della nostra società: non è Dio o le religioni ad essere in crisi, ma è l’uomo che non è più in grado di vivere secondo dei valori e una "regola". La vera origine dei conflitti non sono le religioni, bensì gli stretti limiti culturali attraverso i quali l’uomo moderno le interpreta e vive".

    In scena: immagini, forma e colori ispirati ai dipinti di Giotto; dialoghi, costumi e tematiche sorprendentemente ricche di analogie a dispetto di epoche e culture così distanti tra loro. È un’opera a più livelli, una serie di cerchi concentrici volti a unire la profondità del teatro recitato, l’intramontabile armonia di forme della danza e la profondità della musica di Angelo Branduardi.

    La lauda è una composizione poetica e musicale e la sua origine risale al Cantico, in cui il sentimento religioso scopre per la prima volta il mondo della natura. La lauda drammatica, non è altro che figlia della nuova civiltà, fiorita in quella estrema età del Medio Evo che vede i germi della vita moderna. La religione diviene più umana, più vicina, accanto all'uomo e dentro all'uomo. In contrasto con il potere temporale di Roma, gli Eretici, i nuovi Ordini e le Compagnie religiose lottano per restituire la religione ai laici, per mettere gli insegnamenti della parola divina alla portata di tutti. Ed è, così, naturale che nasca nell'Umbria di Francesco e sul suo diretto esempio. La lauda compirà un percorso inaspettato e molto popolare culminando con la sua più alta conseguenza: la Commedia di Dante. La Lauda di Francesco vuole riprendere, abbracciare e ispirarsi a questa antica e sempre toccante forma d'arte.

    La Lauda di Francesco è una rappresentazione di tutte queste forme espressive in unico contesto e interagenti tra loro. I ballerini cantano, recitano, gli attori ballano, suonano e cantano. Uno spettacolo profondo capace di insegnare molto a chi vi assiste, ma allo stesso tempo gioioso e ricco suggestioni che appagheranno sicuramente gli occhi e i cuori del pubblico.

    La compagnia Teatrale LAMA.ING ha prodotto questo musical che porta nei teatri La Lauda di Francesco. Musiche di Angelo Branduardi, testi di Luisa Zappa Branduardi, regia di Oreste Castagna, coreografia di Alberta Palmisano. Il musical non prevede in scena la presenza di Angelo Branduardi ma saranno gli stessi attori(Walter Tiraboschi, Alberto Salvi, Maria Tirelli) e ballerine (Denald Jergo, Elena Lobetti, Monica Vallini, Scilla Zizifo, Tiziana Vitto, Sabrina Orlando, Manuela Audibert) che si avvicenderanno tra danze, recitazione e canto.

    Prossimo spettacolo il 25 novembre 2006 a Teano, provincia di Caserta. Per le altre date dei concerti consultare il sito Internet ufficiale Angelobranduardi.it.

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